Cronaca
Uno studio statunitense

Gli uomini ingrassano (anche) quando diventano papà

Gli uomini ingrassano (anche) quando diventano papà
Cronaca 03 Agosto 2015 ore 12:20

L’arrivo di un bebè pesa. Non solo sull’assetto famigliare, sulla spesa economica e sulle rinunce di una normale vita di coppia, ma anche sull’ago della bilancia. Per la mamma è un dato di fatto più che naturale, mentre la novità sta nel fatto che ad essere a rischio pancetta sarebbero pure i papà. A dimostrarlo è uno studio condotto dalla Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago, negli Stati Uniti, pubblicato sulla rivista American Journal of Men's Health, secondo cui il pargoletto porta l’uomo a trascurare la cura di sé e del proprio aspetto e a mutare lo stile di vita a tal punto da far sì che si appesantisca fisicamente e psicologicamente. Con qualche rischio in più anche per la salute.

Colpa delle nuove responsabilità. È soprattutto questo ilfattore chiave che porterebbe i maschi americani (ma non è escluso che la questione possa riguardare anche quelli italiani e gli uomini in generale) a mettere su peso, in maniera variabile, a seconda del contesto famigliare. Lo hanno dimostrato un gruppo di ricercatori americani che hanno monitorato per 20 anni, a partire dal 1994, oltre 10mila maschi, misurandone l’indice di massa corporea in quattro momenti diversi della vita: nella prima adolescenza, quando cioè avevano tutti 12 anni, in tarda adolescenza, intorno ai 25 anni, e infine subito dopo i 30.

 

 

È stato così possibile rilevare che la paternità, fra coloro che alla fine erano diventati genitori, costava una maggior pesantezza generale, psicologica ma soprattutto fisica. Con qualche differenza però, perché i papà, con una altezza media di un metro e 80 centimetri, che convivevano con i loro figli, con l’andare del tempo avevano accumulato all’incirca 2,3 kg, mentre andava meglio per gli uomini che non risiedevano con la prole, i qualiscontavano soltanto un aumento di un chilo e mezzo in più dagli anni di gioventù. I più slim, ed anzi con una forma anche migliore,  restavano i maschi single, o comunque senza prole, che addirittura avevano perso fino a 800 grammirispetto a qualche tempo prima.

In primo luogo figli e famiglia. Cambiano le priorità: la paternità rappresenta una fase importante della vita dell'uomo che si sente investito del ruolo di capo famiglia e caricato di doveri verso i propri piccoli. Insomma la maggior attenzione al lavoro, a metter da parte risparmi, si traduce nel maschio in minor cura verso se stesso, riduzione dell’esercizio fisico e vita più pantofolaia. Ma non è solo questione di sedentarietà: la ricerca ha infatti preso in considerazione anche altri fattori di rischio che posso incidere sull’aumento di peso dei futuri papà, come ad esempio la razza, l’educazione, il reddito, le attività quotidiane, il tempo trascorso di fronte allo schermo, gli anni di matrimonio alle spalle (che sono di per sé un fattore ingrassante).

 

 

E ne è emerso che sull’ago della bilancia fa la sua parte anche il cambiamento del regime alimentare. I nuovi papà in molti casi inizierebbero a seguire le abitudini dei propri bimbi: mangiano più dolci, gelati e/o altri insieme ai piccoli o ancora, specie in quest’epoca di crisi, finiscono gli avanzi lasciati nei piatti dal resto della famiglia. Ed ecco spiegato l’insorgere delle maniglie dell’amore, di certo meno coniugale e più filiale o del risparmio!

I rischi per la salute. Responsabilità e comportamenti più che lodevoli, ma che in alcuni casi potrebbero mettere a repentaglio lo stato di buona salute dei papà. Infatti, un più alto indice di massa corporea e peso si può correlare ad un aumento delle probabilità di sviluppare nel tempo la sindrome metabolica, caratterizzata da disturbi cardiaci, cardiovascolari e diabete, fino ad alcune patologie tumorali che dipendono proprio da un eccesso di peso. Ma oltre al problema di grasso in più, alla paternità si potrebbero associare anche altre implicazioni.

Una precedente ricerca, sempre americana, aveva infatti scoperto come questo passaggio di ruolo nel maschio potesse correlarsi a un incremento dei sintomi depressivi, successivi alla nascita di un figlio, specie se il bebè arriva quanto il papà è ancora in giovane età o non del tutto preparato al suo nuovo ruolo. La transizione verso la paternità, dicono gli esperti, resta un momento magico anche nella vita di un uomo, nel quale però molte cose possono cambiare. Ora, obiettivo della ricerca e della scienza è quello di cercare di capire come arginare il contraccolpo della responsabilità e dei suoi annessi e connessi nel maschio. Almeno dal punto di vista salutare.

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