Cronaca
«Servono altri volontari»

I gruppi di vicinato di Curno L’85% del territorio è sorvegliato

I gruppi di vicinato di Curno L’85% del territorio è sorvegliato
Cronaca 19 Marzo 2018 ore 10:30

I Gruppi di vicinato, presenti in paese ormai da quasi due anni, sono una realtà in crescita sul territorio bergamasco. Dopo Curno, Mozzo, Bonate Sopra, Bonate Sotto e Gorle, ora anche Bergamo entrerà nel coordinamento provinciale, con undici amministratori che gestiranno le sei aree che comporranno il gruppo. A Curno ne sono presenti nove, che coprono circa l’85 per cento del territorio.

Ne parla il coordinatore Antonio Guadagna che, insieme ad altri cittadini, li ha promossi all’interno del paese. «Nonostante siamo attivi ormai da quasi due anni, c’è ancora molto da lavorare. Siamo partiti grazie all’appoggio e all’esperienza maturata dai gruppi di Mozzo, da cui abbiamo avuto un fondamentale esempio. I Gruppi di vicinato di Mozzo sono attivi da fine 2015 e contano oltre ottocento famiglie. A Curno le famiglie sono poco meno di duecento, nonostante siamo attivi ormai da fine 2016. Dopo un forte numero iniziale di adesioni, abbiamo avuto un calo fisiologico che, sicuramente, riprenderà con il passare del tempo».

 

 

L'inizio. «Il tutto è nato appunto un paio di anni fa quando, con alcuni vicini di Via Gandhi, abbiamo deciso di lanciarci in questa avventura, dando origine al primo gruppo, che è quello di via Carlinga. Essendo il principale, funge un po’ da traino sugli altri. Chi decide di aderire a questa iniziativa accetta il nostro regolamento, chiaro, semplice ed esaustivo, che dovrà leggere attentamente. Chi non si attiene a quanto richiesto viene ammonito e, se recidivo, viene successivamente allontanato. Questo perché discussioni sterili e critiche non costruttive e inopportune portano alla destabilizzazione del gruppo, con l’abbandono precoce degli utenti. Ci tengo a sottolineare che non siamo sceriffi, non facciamo ronde e il nostro è un servizio completamente gratuito e apolitico. Manteniamo la nostra autonomia, collaboriamo con le istituzioni comunali e forniamo uno spunto per instaurare rapporti di buon vicinato, come si faceva una volta nei cortili, perché appartenere a una stessa chat e di avere questo obiettivo comune di prevenzione è un fattore aggregante. Tutti gli iscritti sono dei semplici cittadini che svolgono del volontariato». Il Gruppo di vicinato ha quattro regole cardine: osservare, condividere, comunicare e segnalare.

 

 

Rischi verificati. «Il messaggio di allarme, chiamato alert, può essere inviato da qualsiasi utente, ma solo per situazioni relative a fatti, contesti e circostanze sospette, verificate e attendibili. In caso contrario l’utente chiama in privato uno degli amministratori che, prima di allertare, provvede a fare una verifica. Per esempio se c’è un veicolo sospetto, l’amministratore fa un controllo sulla targa accedendo a un’apposita app, grazie alla quale si può scoprire se l’auto in questione è assicurata, se ha effettuato la revisione, se ha pagato il bollo e se è gravata da una denuncia. Se il veicolo dovesse risultare rubato o senza assicurazione, si segnala il tutto prontamente alle forze dell’ordine per le verifiche del caso, perché questo, già di per sé, è un indicatore di rischio. Quindi si dirama un alert. Per il nostro gruppo è fondamentale la collaborazione con le forze dell’ordine. Ovviamente, quando chiediamo il loro intervento, siamo in obbligo di fornire notizie fondate, perché in caso contrario si diventa poco attendibili, distogliendoli da fatti più gravi e importanti. Anche se loro sostengono che sia meglio una chiamata in più a vuoto, piuttosto che restare nel dubbio su un fatto sospetto».

L’ok delle forze dell’ordine. «Recentemente abbiamo indetto un’assemblea pubblica dalla quale è emerso che le forze dell’ordine sono favorevoli a l l’operato dei Gruppi di vicinato, in quanto danno loro un aiuto in modo discreto e defilato – prosegue Guadagna –. Voglio inoltre segnalare che recentemente la nostra amministrazione comunale ha dato vita a un “osservatorio sulla sicurezza e l’ambiente”, di cui sono membro in qualità di referente dei Gruppi di vicinato di Curno. Gli atti criminosi commessi nel nostro paese non mancano, anche...»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 39 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 22 marzo. In versione digitale, qui.

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