Prossima udienza il 9 aprile

I quattro della banda del botto di Sarnico hanno chiesto di patteggiare la pena

Arrestati a giugno (uno si è costituito poi), sono accusati di aver fatto saltare in aria un bancomat a maggio 2025 (e forse anche altri)

I quattro della banda del botto di Sarnico hanno chiesto di patteggiare la pena

Avevano fatto esplodere il bancomat di Sarnico nella notte tra il 24 e il 25 maggio 2025, per un bottino che superava i 23 mila euro. Ora, la cosiddetta “banda del botto”, si tratta di quattro uomini di cui tre veneti di etnia sinti e un bergamasco, chiede di patteggiare la pena.

Tre anni e quattro mesi per il 24enne residente a Cenate Sopra (difeso dall’avvocato Enrico Cortesi), tre anni e due mesi per il 35enne (assistito da Giovanni Gentilini), il 37enne e il fratello di 48 anni (con l’avvocato Massimo Bissi), residenti in Veneto. Lo riporta L’Eco di Bergamo. La riserva sarà sciolta nell’udienza del prossimo 9 aprile.

Arrestati a giugno, forse autori di altri colpi simili in Bergamasca

I quattro erano stati arrestati lo scorso giugno, ritenuti responsabili di aver fatto saltare in aria il bancomat della Banca popolare di Sondrio, nella filiale di Sarnico che si trova tra via Roma e il lungolago di via Garibaldi. Il colpo era avvenuto nella notte tra il 24 e il 25 maggio 2025, per un furto complessivo di 23 mila e 280 euro.

I tre veneti erano stati individuati e arrestati dai carabinieri del nucleo investigativo di Bergamo, coordinati dal procuratore aggiunto Maria Cristina Rota e dal pm Emanuele Marchisio. I militari tenevano sotto controllo l’automobile da aprile, grazie a un rilevatore satellitare Gps che erano riusciti a piazzarvi di nascosto.

Il quarto, un 24enne di Cenate Sopra e ufficialmente commerciante di auto usate con società in un paese dell’hinterland di Bergamo, al quale risulta in uso la vettura monitorata, era inizialmente sfuggito all’arresto. Successivamente, si era costituito spontaneamente presentandosi al comando con l’avvocato, ammettendo di aver partecipato.

Il gruppo è sospettato di aver messo a segno altri colpi simili avvenuti in provincia di Bergamo nel corso del 2025, tra cui quello in una banca di Calcinate nella notte tra il 24 e il 25 gennaio e alla Bpm di Bottanuco qualche giorno più tardi, nella notte del 1° febbraio. Ancora in corso le indagini per chiarire se siano gli autori anche di ulteriore due episodi simili.