L'appello

700 scuole italiane (di cui 19 bergamasche) chiedono a Mattarella garanzie per la riapertura

La lettera ha raccolto molte sottoscrizioni. Tra le firme anche quelle di diverse scuole del nostro territorio

700 scuole italiane (di cui 19 bergamasche) chiedono a Mattarella garanzie per la riapertura
03 Agosto 2020 ore 14:34

Sono quasi 700 i rappresentanti dei consigli di istituto delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado italiane che hanno deciso di rivolgersi al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo risposte concrete e convincenti a circa un mese dall’inizio del prossimo anno scolastico.

Il grido di allarme, pubblicato dal quotidiano La Repubblica, è stato lanciato dai genitori, ma è condiviso anche da insegnanti, bidelli e personale amministrativo. Tra i firmatari dell’appello (che è ancora possibile sottoscrivere) vi sono anche 19 scuole di Bergamo e provincia: l’Istituto agrario statale Cantoni e l’ISIS Oberdan di Treviglio; l’IIS Rubini di Romano di Lombardia; il liceo linguistico Falcone, l’IIS Rigoni Stern, l’ISIS Natta e l’IIS Caniana di Bergamo; l’IISS Majorana e l’Istituto comprensivo Aldo Moro di Seriate; l’IS Lotto di Trescore; il liceo Galilei di Caravaggio; l’IIS Turoldo di Zogno; e, infine, gli Istituti comprensivi Donadoni di Sarnico, Dante Alighieri di Torre Boldone e quelli di Chiuduno, Villa d’Almè, Villogno, Zanica e Clusone.

Nello specifico, i genitori sottolineano come le linee guida ad oggi formulate rischino di danneggiare l’apprendimento dei ragazzi e di compromettere la loro futura formazione. Quelli delle medie e delle superiori andrebbero infatti incontro a «un misto di didattica e distanza e in presenza, la riduzione delle unità didattiche anche fino a soli 40 minuti, l’accorpamento di più discipline, la riduzione dei programmi curriculari e i doppi turni». Una sorte analoga spetterebbe agli alunni della primaria, che potrebbero vivere «l’accorpamento degli esuberi derivanti dalla mancanza di spazi idonei in gruppi di classi anche di età diverse».

Insomma, iniziative tampone come i “banchi a rotelle” del Ministero lasciano il tempo che trovano e il senso di abbandono legato alla sensazione che al Governo manchi la volontà di trovare un’effettiva soluzione al tema scuola si fa sempre più concreta. L’iniziativa è stata lanciata dal coordinamento dei presidenti di istituto di Bologna, ma si è estesa in breve tempo a tutto il Paese. I rappresentati degli organi collegiali esprimono preoccupazioni anche per quanto riguarda l’aspetto sanitario. «Si è passati dalla mascherina obbligatoria per gli alunni dai 6 anni e al dimezzamento delle classi per garantire il distanziamento – commentano – alla distanza di un metro come unico baluardo di prevenzione».

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