il lato positivo

I volontari di Curno: «Quando arriviamo, gli anziani quasi si commuovono»

Alessandro ha 21 anni, impacchetta mascherine per tre ore al giorno. Beatrice e Andrea sono alla prima esperienza di questo tipo. «C’è molta riconoscenza, spesso ti offrono qualcosa»

I volontari di Curno: «Quando arriviamo, gli anziani quasi si commuovono»
Mozzo e Curno, 04 Maggio 2020 ore 15:08

di Monica Sorti

Il volontariato ai tempi del coronavirus, uno spiraglio di luce in questa grande tragedia. Un piccolo esercito di persone che si sono messe in gioco per dare un senso a tutto quel tempo libero che, all’improvviso, si sono travate a dover gestire. Senza paura del contagio (ovviamente muniti di protezioni) e animati dalla voglia di dare una mano. A Curno si contano una decina di volontari, ai quali se ne aggiungono altrettanti della Protezione Civile. Tutti affrontano le varie situazioni con il sorriso, dandosi da fare per consegnare mascherine, pasti, pacchi alimentari e quant’altro.

Alessandro Epis, 21 anni, al terzo anno di ingegneria gestionale e grandissimo tifoso dell’Atalanta, ha cominciato a fare il volontario all’inizio di questa emergenza. «Dato che con le lezioni universitarie riesco a organizzarmi, mi è sembrato giusto dare una mano alla collettività. Ho chiamato il comune e da lì è nato tutto». All’inizio Alessandro si è occupato della consegna dei pasti alle persone anziane, che hanno avuto un incremento rispetto al periodo pre pandemia.

Una foto pre pandemia di Alessandro Epis. In apertura, Beatrice Licini e Andrea Artina

«La Punto Ristorazione si è resa subito disponibile a preparali, ma non per le consegne non avevano personale – ha spiegato il sindaco Luisa Gamba -. In paese ci sono state 20 richieste di pasti a domicilio. Persone che, dall’11 marzo hanno ricevuto tutti i giorni  le consegne dai volontari». Successivamente Alessandro è passato alla distribuzione e al confezionamento delle mascherine. «Un’attività che mi occupa circa tre ore al giorno, a eccezione del 25 aprile quando abbiamo lavorato dalle 10 alle 17 per impacchettarle per tutto il paese».

La distribuzione è poi partita il giorno successivo, sempre a opera dei volontari. «In questi due mesi la cosa più bella è stata vedere le persone anziane che quasi si commuovono quando ci vedono. È difficile per noi, immagino per loro chiusi in casa a 80 o 90 anni senza incontrare nessuno. Quando arriviamo, si emozionano». Alessandro è alla sua prima esperienza di volontariato. Continuerà una volta terminata l’emergenza? «Sicuramente, è stato bellissimo. Quando ripartirà la vita normale, con i ritmi frenetici tra università, sport e vita sociale, sarà più difficile. Ma sicuramente mi piacerebbe rimanere a disposizione della collettività per eventuali iniziative».

Volontari al lavoro

Anche Beatrice Licini, 28 anni, igienista dentale, è ferma con il lavoro e voleva riempire le giornate facendo qualcosa di utile. Andrea Artina, 46 anni, impiegato, sposato con due figli, ha sentito il bisogno di fare qualcosa per il paese. «Lavorando da casa e potendo gestirmi con gli orari,  avevo la possibilità di staccarmi ogni giorno per un paio d’ore. Mi sentivo in difetto non facendo niente».

L’articolo completo e altre notizie su Curno a pagina 31 del numero di PrimaBergamo in edicola fino al 7 maggio, oppure sull’edizione digitale QUI.

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