Choc in Svezia dove opera

Il chirurgo italiano che ha mentito su curriculum e pazienti illustri

Il chirurgo italiano che ha mentito su curriculum e pazienti illustri
Cronaca 06 Febbraio 2016 ore 10:15

In Italia la notizia è arrivata di rimbalzo, anche se la cronaca lo aveva già conosciuto per il processo ai vertici dell’ospedale fiorentino di Careggi. Paolo Macchiarini, professore di chirurgia rigenerativa dell’ospedale di Stoccolma occupa, invece, i primi minuti di ogni telegiornale svedese, perchè la polizia sta indagando sulla morte di sei pazienti, come riportato dal canale di stato SVT, e un’inchiesta interna del Karolinska Institutet, l’ospedale in cui opera Macchiarini, ha costretto il rettore a non estendere la collaborazione con il chirurgo.

 

sweden

 

Le operazioni imputate. Noto per i trapianti di trachea tramite cellule staminali, Paolo Macchiarini, ha operato con successo due persone a Barcellona e Londra. Nel 2011, presso il Karolinska Institutet di Stoccolma, ha impiantato una trachea artificiale ad un paziente, il quale è sopravvissuto tre anni diventando oggetto di diversi articoli di carattere medico-scientifico. Nel 2014 lo stesso paziente è morto per complicazioni, apparentemente legate alla mancata crescita del tessuto attorno alla trachea artificiale e, a causa di questo decesso, oltre a Macchiarini è sotto inchiesta anche un team di medici islandesi poichè l’operazione sarebbe stata effettuata senza l’approvazione del comitato etico sanitario.

Successivamente anche la piccola Hannah Warren è deceduta a seguito di un trapianto di trachea per complicazioni polmonari, ma non vi sono notizie di indagini sull’operato. A conti fatti, tre pazienti sono stati operati presso il Karolinska Institutet e ne sono morti due, mentre in totale, su otto operazioni portate avanti in tutto il mondo, sei pazienti sarebbero deceduti.

 

Paolo Macchiarini

 

False dichiarazioni. Lo scorso maggio Macchiarini è stato accusato di aver alterato il proprio curriculum presentato al Karolinska Institutet, millantando collaborazioni con ospedali, mentre avrebbe raccontato a Benita Alexander, produttrice della NBC, di aver svolto il ruolo di medico personale di Papa Francesco, Barack Obama, Bill e Hilary Clinton e dell’imperatore giapponese Akihito. Benita Alexander è stata anche la fidanzata di Macchiarini per qualche tempo, tanto che il chirurgo le avrebbe promesso che il matrimonio sarebbe stato officiato dal pontefice in persona, in forma privata, nella tenuta di Castel Gandolfo. Dopo essersi resa conto che le nozze sarebbero coincise con il viaggio del Papa in Sud America e aver attivato un detective, la produttrice americana ha scoperto le menzogne, testimoniando la propria storia a Vanity Fair America, il quale ha rivelato che lo stesso Macchiarini era ancora ufficialmente sposato da oltre trent’anni.

Quell’invito di Enrico Rossi. Il presidente della regione Toscana, sull’onda dei successi ottenuti all’estero, ha invitato Macchiarini a lavorare all’ospedale fiorentino di Careggi, dove tuttavia figurava come dirigente medico. In Toscana ha operato ed è finito nell’occhio del ciclone dopo un’inchiesta aperta a carico dei vertici dell’ospedale, per aver convinto pazienti malati di tumore a farsi operare in strutture private con costi proibitivi, al fine di evitare le liste di attesa proprie degli ospedali pubblici. In un primo momento era stato prosciolto dall’accusa di tentata truffa, ma lo scorso mese la Cassazione ha deciso di annullare la decisione, riportandolo sui banchi del tribunale.

 

PAOLO

 

L’allontanamento dal KI. Il Karolinska Institutet di Stoccolma è anche responsabile per l’assegnazione dei premi Nobel per la medicina e l’impatto mediatico della vicenda ha sicuramente causato malumori presso la dirigenza della struttura, sospettata di non aver analizzato a fondo i precedenti del chirurgo. In un comunicato stampa, l’istituto ha comunicato che il rapporto professionale con Macchiarini terminerà il 30 novembre, giorno in seguito al quale l’area di ricerca del chirurgo dovrà essere smantellata.

La comunità italiana sui social media. Gli Italiani in Svezia sono poche migliaia e, nel corso degli anni, si sono spesso guadagnati la stima degli svedesi. Per lo più si tratta di professionisti in vari settori, capaci di raggiungere in Svezia ciò che in Italia era precluso per ragioni economiche, burocratiche o organizzative. La notizia che un connazionale, famoso nel proprio ambito lavorativo, si sia reso responsabile di una condotta del genere, non è passata inosservata, anche per il tam-tam mediatico che ne è seguito. Su Facebook, circa 3.000 persone si riuniscono nel gruppo dedicato alla comunità italiana in Svezia e il primo a commentare è Enzo, senza mezzi termini. «Che figura di …». Roberta aggiunge: «Ci facciamo conoscere». Luisa ricorda i suoi poco felici trascorsi italiani, mentre Roberto prova a salvare la faccia: «Ci tengo a ricordare che è Svizzero», segnalando la nascita a Basilea del chirurgo, pur provenendo da una famiglia italiana.

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