Caso di Covid

Il Cre di Nembro non si ferma: in quarantena solo il gruppo del bimbo positivo

In un video su Facebook don Matteo Cella spiega cosa è successo e quali sono i provvedimenti presi da Ats

Val Seriana, 15 Luglio 2020 ore 21:48

Don Matteo Cella, anima dell’oratorio di Nembro, sa usare i social. A inizio maggio, mentre era impegnato in una videoriunione in Skype, l’ha chiamato Papa Francesco, e il don ha raccontato questa speciale chiamata su Facebook. Oggi si è preso la briga di fare un altro video, doveroso, per spiegare quello che è successo – e succederà – riguardo al caso del bambino di sette anni del Cre risultato positivo al Covid. «Il bambino era asintomatico, non c’era nessun motivo di pensare che avesse in corso la malattia. Questo ci fa ben sperare che tutto si risolva per il meglio. Auguriamo al nostro amico pronta guarigione», ha detto don Matteo. Con lui dovrò far la quarantena il suo piccolo gruppo, composto complessivamente da sei bambini e un’educatrice, mentre nulla cambia per il Cre “Villaggio in viaggio”, come concordato con l’Ats, che ha contattato tutte le famiglie del gruppo e messo tutti i membri in quarantena. È già stato fatto il tampone a tutti, ma ancora non sono noti i risultati, e ne verrà fatto un secondo tra due settimane. «Lavorare in piccoli gruppi, mantenere le distanze e diversificare la proposta ci permette di andare avanti senza rischi per le persone che prendono parte al centro estivo – ha aggiunto don Cella -. Sempre che non arrivino indicazioni differenti, naturalmente. È evidente che ci aspettavamo che, vista la quantità di persone coinvolte, qualcosa del genere potesse accade. Invitiamo la gente a non continuare a chiamarci e a mandarci mail: vi aggiorneremo noi se ci saranno novità di rilievo. Abbiate fiducia nel nostro operato».

La chiamata di Papa Francesco. «Nel pomeriggio di domenica 3 maggio alle 15.45 – ha raccontato don Matteo Cella – in occasione del Papa – mi ha telefonato Papa Francesco. Ero impegnato in una videoriunione in Skype, mi è squillato il telefono, era un numero sconosciuto, rispondo e la voce dall’altra parte dice: “Sono Papa Francesco” e si precipita ad aggiungere “no no, non è uno scherzo”, che era quello che stavo pensando in quel momento. Mi ha spiegato che alcune persone della comunità gli hanno fatto sapere quello che è accaduto da noi in queste settimane, ma non tanto quello che è successo rispetto all’emergenza sanitaria Coronavirus ma come la comunità si è attivata per cercare di mantenere i legami, costruire la speranza, condividere buone idee e continuare a prendersi cura delle persone. E mi ha ringraziato per il lavoro che sto svolgendo. Credo di avere il dovere di condividere con tutti questo ringraziamento perché in queste settimane ho fatto alcune cose ma le ho realizzate perché ho incontrato tante persone. L’ho detto al Papa: mi ritengo fortunato di aver conosciuto e di poter collaborare con molte persone buone, speciali, generose e piene di valore che in queste settimane hanno reagito alle provocazioni del male e tirato fuori il meglio di sé. Il ringraziamento di Papa Francesco, quindi, è per tutti voi: gente laboriosa, buona, sensibile, che ha deciso di prendersi cura degli altri, che ha costruito amicizia e fraternità».

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