La ricerca su 1750 pazienti

Attenti a come batte il cuore E le donne rischiano di più

Attenti a come batte il cuore E le donne rischiano di più
08 Ottobre 2015 ore 10:46

Attenti a come batte il vostro cuore. Non trascurate dolori, affanni e costrizioni, perché anche se tendete ad associarli a situazioni di angoscia, molto spesso sono delle spie che non devono essere trascurate. Esiste un nome specifico per indicare la patologia che si nasconde dietro agli improvvisi batticuore (non quelli dell’amore): è la cardiomiopatia da stress. In parole semplici, una sofferenza del muscolo cardiaco dovuta a stress emotivi o fisici che, se trascurata, può portare alla morte improvvisa. E che pare colpisca le donne, molto più degli uomini.

Lo studio. È stato recentemente condotto uno studio internazionale a cui ha collaborato un team di ricercatori del Policlinico Gemelli di Roma. Guidati da Filippo Crea, direttore del dipartimento di Scienze cardiovascolari, e Leda Galiuto, cardiologa presso la stessa struttura, i medici romani e i loro colleghi hanno interpellato e coinvolto ben ventisei centri di nove stati, tra Europa e Stati Uniti, come la Mayo Clinic di Rochester, l’Università di Zurigo e la Oxford University. I risultati della ricerca sono stati esposti in un articolo uscito nel mese di settembre sul New England journal of medicine, un’autorità in materia di scienze mediche. La dottoressa Galiuto spiega: «Il crepacuore non è una malattia benigna. La prognosi è simile a quella dei pazienti con infarto, cioè con possibilità di shock cardiogeno nel 12 percento dei casi, la condizione in cui il cuore non pompa sufficientemente sangue all’organismo, e di morte nel 5 percento».

 

 

Le donne molto più colpite. I medici hanno osservato 1.750 pazienti e hanno rilevato come le donne siano le più colpite. Il rapporto sarebbe addirittura di nove a uno. La ragione risiede nella psico-fisiologia femminile, più vulnerabile a situazioni di sofferenza emotiva e più incline a somatizzare disagi di questo tipo. Il 30 percento dei casi di cardiomiopatia nelle donne, infatti, si manifesta in seguito a un dolore molto grande, ad esempio un lutto. Nel 36 percento dei casi, invece, la patologia è dovuta a un intervento chirurgico, esperienza di certo non piacevole e che coinvolge mente e corpo. Inoltre, la metà dei pazienti (sia donne che uomini) che reca il disturbo cardiaco è stata affetta, o lo è tutt’ora, da forme depressive.

 

 

Non vorrebbero andare dal medico. Non c’è niente da trascurare, quando ci va di mezzo il cuore. Anche se «le donne tendono a trascurare i dolori al petto», dice la dottoressa Galiuto. Sono pronte ad accompagnare il marito al pronto soccorso se accusa lo stesso sintomo, magari insistono quando lui si mostra recalcitrante, ma di solito «loro [le donne] non ci vanno e associano le palpitazioni all’ansia o al panico. Invece è bene ricordare che una repentina morsa al cuore va presa sul serio e richiede un controllo dal cardiologo». Passi pure la sofferenza amorosa e altri “sintomi” di (più o meno) romantica origine, ma quando il dolore diventa tangibile bisogna subito affidarsi alle mani di un medico.

 

 

La forma del cuore. Anche perché scoprire una cardiomiopatia non è così semplice. In questa patologia l’occlusione arterica avviene a livello del microcircolo, nei rami più piccoli in cui si suddividono i vasi arteriosi. Quindi è più difficile da notare. Sempre Galiuto afferma: «Dall’elettrocardiogramma le coronarie risultano normali, senza restringimento. Il cuore però ha una forma a palloncino». Da qui l’altro nome con cui è noto il crepacuore “takotsubo”, il vaso (in giapponese tsubo) con cui in Giappone raccolgono i polipi (tako). Il nome è quasi pittoresco e ha pure un vago fascino esotico, ma ciò che designa non è niente di piacevole. È meglio che il “cuore spezzato” resti un’espressione metaforica, da canzonetta melodica. Nella realtà è meglio che evitiamo di romperlo, o di farcelo rompere. Dopotutto, ne abbiamo uno solo.

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