Contro la coop Gherim

Il dehors del bar del Modernissimo a Nembro imbrattato con scritte minacciose di odio politico

L'Amministrazione: «Un gesto grave, che richiama momenti bui della nostra storia. Nulla a che vedere con i valori della comunità di oggi»

Il dehors del bar del Modernissimo a Nembro imbrattato con scritte minacciose di odio politico

Una frase d’odio, scritta nella notte tra il 25 e il 26 ottobre sulle vetrate del dehors del bar della cooperativa sociale Gherim al Modernissimo di Nembro. La scritta – «Un rosso buono è un rosso morto» – porta la firma di Avanguardia Nazionale, movimento di ispirazione neofascista.

«Un gesto grave»

L’episodio è avvenuto «con il favore delle tenebre», come ha scritto l’Anpi provinciale di Bergamo (Associazione nazionale partigiani), e ha subito suscitato una reazione unanime e compatta nel mondo istituzionale e associativo. Anche perché Gherim è una realtà molto amata e rispettata nel territorio bergamasco, da sempre in prima linea per spedizioni e iniziative sociali a livello internazionale.

Da Nembro è arrivata una condanna netta anche dall’Amministrazione guidata dal sindaco Ravasio: «Un gesto grave, che richiama momenti bui della nostra storia e che nulla ha a che vedere con i valori di dialogo e rispetto che la nostra comunità promuove ogni giorno». Le forze dell’ordine hanno già effettuato un sopralluogo e avviato le indagini per individuare i responsabili.

Anpi: «Un segnale preoccupante»

Il Comitato provinciale Anpi di Bergamo e la sezione di Alzano Lombardo “G. Paglia M.O.V.M.” hanno definito l’episodio nembrese come «chiaro odio politico». Nel loro comunicato, Mauro Magistrati e Silvano Rizzi, presidenti rispettivamente provinciale e di sezione, sottolineano che l’episodio arriva «dopo una serie di iniziative pubbliche per la pace, contro ogni guerra e per la solidarietà tra i popoli».

Sempre Anpi racconta: «Con preoccupazione negli ultimi mesi abbiamo assistito a Consigli comunali di diversi territori bergamaschi, non ultimo quello di Albino, in cui le giunte, legate ai partiti e coalizioni di centro destra o destra, approvando delibere di Consiglio comunale, hanno inserito la figura di Sergio Ramelli nelle toponomastiche cittadine e spesso questo è avvenuto alla presenza di un, seppur esiguo, numero di partecipanti organizzati con divise e inquadramento paramilitare e/o militare con saluto romano all’approvazione della delibera».

Questa mattina (lunedì 27 ottobre), anche il senatore Tino Magni (Avs) si è espresso sulla vicenda, presentando un’interrogazione al Ministro dell’Interno. Nella nota ufficiale chiede al Ministro «se non ritenga di intervenire con sollecitudine al fine di sciogliere le organizzazioni di matrice fascista e neofascista».

È reato penale

Per l’Anpi, «vandalizzare un luogo simbolo di cultura, incontro e dialogo va ben oltre il danneggiamento di un bene comune». E ricorda: «La minaccia di morte è intimidazione e reato penale, ci riporta a momenti bui della nostra storia, con cui evidentemente non abbiamo ancora fatto i conti». Piena solidarietà alla cooperativa Gherim, al Comune e ai cittadini nembresi «che hanno visto intaccato uno dei loro luoghi più vivi e partecipati».

La cooperativa, che si occupa del bar del famoso Modernissimo, si trova peraltro di fronte al palazzo municipale. Anche il Comune, infatti, ha espresso vicinanza al Gherim, che da anni gestisce con impegno e sensibilità lo spazio dell’auditorium. Da parte sua, la cooperativa ha preferito non rilasciare dichiarazioni, scegliendo il silenzio per non cavalcare l’onda di un gesto che, per quanto grave, non merita di fomentarne l’odio.

«Atto vile gravissimo»

Una ferma condanna a quanto avvenuto a Nembro è poi giunta anche dagli esponenti provinciali di Alleanza Verdi e Sinistra, ovvero Giuseppe Canducci e Oriana Ruzzini per Europa Verde e Alfredo di Sirio per Sinistra Italiana. «Questo vile e gravissimo atto non può essere considerato come un episodio isolato o di lieve entità – scrivono -. Si inserisce perfettamente in un contesto più ampio di rinnovata narrazione della violenza, che perde ogni filtro antifascista e anticonformista e in cui le forze politiche di destra o centro-destra che governano, anche a livello locale, spesso riducono, minimizzano o ignorano gli atti di vandalismo e di ideologia fascista/neofascista».

«La Cooperativa Gherim è nota per le sue iniziative civili e sociali sul territorio – continuano i tre di Avs -, tra cui progetti culturali, eventi per la pace, momenti di solidarietà internazionale (come quelle promosse a favore della Palestina) e la promozione del commercio equo e solidale. Questo atto si verifica proprio dopo una serie di tali iniziative e appare quindi come un attacco politico alla cultura della pace e all’impegno civico che la Cooperativa rappresenta».

Alleanza Verdi e Sinistra annuncia poi che, alla Camera dei Deputati, il bergamasco Devis Dori ha presentato un atto ispettivo, e sottolinea: «Si tratta di un atto intimidatorio gravissimo, le istituzioni, a tutti i livelli, devono reagire con fermezza. Su mia iniziativa alla Camera dei Deputati è stato assegnato uno scranno alla memoria di Giacomo Matteotti, quindi invito il sindaco di Nembro a rispondere a questo vile atto così come ha fatto il vicino comune di Scanzorosciate rendendo Giacomo Matteotti cittadino onorario».

La nota di Alleanza Versi e Sinistra si conclude con delle richieste «alle amministrazioni locali, in particolare al Comune di Nembro e alle forze politiche territoriali», affinché si attivino immediatamente per:

  • «garantire la massima tutela alla Cooperativa Gherim e alla sua attività, anche attraverso sorveglianza e interventi di prevenzione»;
  • «promuovere iniziative pubbliche di antimafia, antifascismo e memoria democratica, a sostegno di luoghi civici che incarnano diritti, solidarietà, accoglienza»;
  • «derivare, nella misura consentita dalle competenze comunali e regionali, ogni segnale o simbolo pubblico che faciliti o legittimi ideologie antidemocratiche, razziste o violente».

«Infine – chiudono Ruzzini, Canducci e di Sirio -, rinnoviamo la nostra solidarietà piena alla Cooperativa Gherim, al Comune di Nembro e a tutta la cittadinanza nembrese che vede attaccato uno dei suoi riferimenti sociali e culturali. Non lasceremo che la violenza intimidatoria, l’odio politico e l’apologia del fascismo trovino spazio nella nostra provincia. Assumiamo con decisione l’impegno a contrastare ogni rigurgito fascista, a difendere i principi antifascisti della Costituzione italiana e a promuovere una democrazia attiva, inclusiva e resistente».