Le difficoltà di approvvigionamento continuano a mettere in difficoltà i distributori Eni a Bergamo e provincia, dove diverse stazioni di servizio stanno rimanendo periodicamente senza carburante, soprattutto gasolio. Dopo la protesta simbolica con le insegne spente, la società ha convocato una delegazione dei gestori bergamaschi per un incontro a Milano, mentre gli automobilisti devono fare i conti con rifornimenti ancora irregolari.
Gasolio esaurito in una trentina di distributori
Come riportato da L’Eco di Bergamo l’arrivo delle autocisterne all’alba di ieri (lunedì 26 ottobre) ha portato un primo sollievo, ma il problema non è risolto. Secondo Renato Mora, presidente del Gruppo Benzinai di Confcommercio Bergamo e consigliere nazionale della Federazione italiana dei gestori degli impianti stradali di carburante, circa 30 delle 50 stazioni Eni presenti nella nostra provincia sono interessate da carenze ricorrenti.
Le difficoltà si sono concentrate soprattutto nell’Hinterland. Durante il fine settimana tra i comuni di Boltiere e Dalmine il gasolio risultava esaurito, mentre lungo il tratto tra Dalmine e Bergamo sono stati segnalati almeno quattro impianti senza prodotto.
Insegne spente per protesta, poi la sospensione
Per poter richiamare l’attenzione sulle consegne discontinue, nella serata di ieri i gestori degli impianti Eni hanno sventole insegne luminose. La mobilitazione è stata però sospesa in vista dell’incontro fissato per oggi a Milano con una delegazione dei benzinai bergamaschi.
Lo scopo di questo incontro è ottenere chiarimenti e individuare soluzioni per garantire i rifornimenti regolari. Mora ha inoltre avvertito del rischio che le difficoltà possano estendersi anche ad altri marchi, in innescando una reazione a catena.
Il tetto ai prezzi, spinge la domanda
Tra i principali fattori alla base della situazione ci sarebbe l’aumento della clientela dopo l’introduzione del price cap, il tetto ai prezzi dei carburanti adottato per primo da Eni. I listini più competitivi hanno attirato un numero maggiore di automobilisti, accelerando l’esaurimento delle scorte.
In base agli ultimi dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy citati negli appunti, in provincia di Bergamo circa l’85% dei distributori vende benzina meno di 2 euro al litro. Per quanto riguarda il diesel, invece, solo il 24% mantiene i prezzi inferiori a 2,20 euro al litro, soglia inizialmente individuata e poi superata da molti operatori dopo l’aumento delle accise.
Eni si distingue per i prezzi particolarmente contenuti del gasolio, elemento che contribuisce a spiegare il picco di domanda e le conseguenti carenze. A pesare, secondo i gestori, sarebbe soprattutto l’incapacità della filiera di assicurare consegne costanti: «Non avere consegne regolari è un problema tanto per i gestori, quanto per gli automobilisti», ha concluso Mora.