Cronaca
Un articolo da ilpost.it

L'omicidio dei giornalisti in Virginia Cioè "il giornalismo degli squali"

L'omicidio dei giornalisti in Virginia Cioè "il giornalismo degli squali"
Cronaca 28 Agosto 2015 ore 15:15

Da ilpost.it - Chi lo avrebbe mai detto che in Italia i guardiani dell’informazione si sarebbero trasformati in così poco tempo in una legione di blogger stanchi? Pochi soldi, zero risorse, un computer collegato alla rete, una redazione di pochi poveri cristi, un marchio di residua autorevolezza da consumare piano piano e, soprattutto, l’immenso serbatoio di Internet da scandagliare in continuazione alla ricerca di contenuti utili ad accumulare click.

Il primo aspetto interessante di questa nemesi (ricordate le grandi articolesse che un decennio fa sulla stampa italiana canzonavano i blogger che avrebbero voluto diventare giornalisti ed invece erano solo ragazzini brufolosi?) è che è una nemesi italiana. Non succede altrove, da nessuna parte, non nelle gerarchie informative alle quali siamo soliti riferirci.

Nella giornata di oggi nessun sito editoriale degno di questo nome ha trasmesso il video terribile che l’assassino dei due giornalisti in Virginia ha messo online su Twitter e Facebook prima di spararsi un colpo (e prima che sia Twitter che Facebook lo rimuovessero nel giro di pochi minuti). Lo hanno guardato e hanno detto “no, noi questa roba non la mettiamo”. Rimanendo ai nostri usuali punti di riferimento non lo hanno trasmesso BBC, Le Monde, Guardian, NYT, Washington Post, El Pais. Fra i nuovi media editoriali (quelli nati sul web e quindi molto sensibili ai click dei loro clienti) non lo ha trasmesso Huffington Post, né DailyBeast e nemmeno Buzzfeed.

In Italia invece, per rimanere ai primi tre siti informativi (Repubblica.it Corriere.it e La Stampa.it) i grandi giornali lo hanno immediatamente pubblicato tutti con la massima evidenza, con la solita avvertenza sulle immagini forti e con un taglio della scena finale con l’esplosione dei colpi di pistola: una legione di blogger stanchi alla disperata ricerca di pagine viste da archiviare titillando la morbosità dei propri lettori.

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