Il tempo delle aule scolastiche è finito da anni. Ora, per A. M., si aprono definitivamente quelle dei tribunali contabili. L’ex maestro elementare di Palosco, 76 anni, già condannato in via definitiva a dieci anni di reclusione per violenza sessuale su più alunni, dovrà risarcire il Ministero dell’Istruzione per 868mila e 605 euro.
A stabilirlo, come riportato da PrimaTreviglio, è stata la sezione giurisdizionale lombarda della Corte dei Conti, che venerdì ha accolto integralmente la richiesta della Procura regionale, riconoscendo sia il danno patrimoniale sia quello d’immagine subito dalla scuola pubblica.
La catena dei risarcimenti
La somma imposta corrisponde a quanto il ministero aveva già versato alle famiglie delle giovani vittime, oltre alle spese legali sostenute. Dopo la condanna penale, infatti, era stata avviata una causa civile nei confronti del dicastero da parte di alcuni genitori. Cinque anni più tardi si era giunti a una conciliazione: 695mila euro per i danni alla salute dei minori e altri 73mila euro per le spese legali.
È stato quindi il ministero a rivalersi sull’ex insegnante, ritenuto responsabile del danno erariale. A ciò si è aggiunta la richiesta di ulteriori 100mila euro per il danno d’immagine, avanzata dal procuratore regionale e ora riconosciuta dai giudici.
Le violenze e l’arresto
La vicenda aveva sconvolto la comunità di Palosco e l’intera Bassa bergamasca. Nel 2012 il docente, figura considerata fino ad allora rispettabile, con un passato anche nella politica locale, venne arrestato in flagranza di reato.
Le indagini dei carabinieri, avviate dopo alcune denunce, avevano documentato abusi ripetuti tra il 2009 e il 2012, anche attraverso intercettazioni ambientali e l’installazione di telecamere. Nel marzo 2015 arrivò la condanna a dieci anni di reclusione.
Dopo un periodo ai domiciliari e l’affidamento in prova ai servizi sociali, l’ex maestro aveva ottenuto una riduzione della pena in fase esecutiva, terminando di scontarla nell’aprile 2020. Proprio in quell’anno l’Ufficio scolastico regionale aveva presentato la denuncia per danno erariale che ha dato origine al procedimento contabile.
«Elevatissima gravità»
Nel frattempo la Procura aveva disposto il sequestro conservativo dei beni dell’ex docente, chiedendone poi il pignoramento. L’uomo non si è costituito in giudizio né ha opposto resistenza alle richieste.
Nelle motivazioni, la Corte sottolinea la «elevatissima gravità» dei fatti: l’arresto di un maestro elementare per reiterate violenze sessuali su minori, protratte per anni, è – scrivono i giudici – «inevitabile» che abbia gettato discredito non solo sui colleghi ma sull’intera scuola pubblica agli occhi dell’opinione pubblica. Da qui la conferma del risarcimento integrale e del danno d’immagine. I beni già sequestrati restano a garanzia e potranno essere pignorati per soddisfare il credito dello Stato.