Tomba profanata

Il mistero del cadavere di Pamela Genini straziato nel piccolo cimitero di Strozza

Decapitato il corpo sepolto nel paese e portata via la testa. Impossibile che abbia agito una sola persona. La famiglia: «Mai ricevuto minacce o richieste di riscatto»

Il mistero del cadavere di Pamela Genini straziato nel piccolo cimitero di Strozza

Perché? E soprattutto chi? Sono i quesiti a cui stanno cercando di rispondere gli investigatori che indagano sullo scempio compiuto sul cadavere di Pamela Genini. Lunedì 23 marzo, il corpo della ragazza, sepolto nel piccolo cimitero comunale di Strozza, in Valle Imagna, è stato trovato decapitato.

La Procura di Bergamo ha aperto un fascicolo contro ignoti. L’ipotesi di reato, asportazione e vilipendio di cadavere. A fare la macabra scoperta, gli operai che lavorano nel cimitero poco distante dalla chiesa parrocchiale. Verso le 9 del mattino avrebbero dovuto trasferire il feretro dal loculo in cui era stato messo temporaneamente alla cappella di famiglia. Era prevista una piccola cerimonia, con la madre di Pamela, Una Smirnova, il suo compagno Piergiuseppe Rota, e il fratello della ragazza, Nicola Genini, oltre al parroco di Strozza, don Luigi Carminati. Ma tolta la lapide provvisoria, che si trovava lì dal 24 ottobre, gli operai hanno subito capito che qualcosa non quadrava.

Una vite non era nella bara, il cofano non era perfettamente allineato e sui bordi c’era del silicone invece dell’ordinario mastice bianco. Il responsabile del cimitero è corso dal sindaco, Riccardo Cornali, che ha avvisato i carabinieri. Sul posto è stata inviata una pattuglia della stazione di Almenno San Salvatore. Per togliere il feretro dal colombare è stata necessaria la presenza del magistrato di turno, Gianfranco Mancusi. E lì, una volta posata la bara bianca sulla ghiaia, l’indicibile. Il corpo decapitato. La testa sparita. Come nella peggiore trama horror. L’ennesima della vita sfortunata di quella ragazza di 29 anni che voleva girare il mondo.

Pamela è stata uccisa il 15 ottobre scorso dall’ex compagno Gianluca Soncin che la perseguitava da mesi. Ventiquattro coltellate all’interno di un appartamento, nel quartiere Gorla a Milano, in cui era entrato con una copia delle chiavi. L’uomo aveva inizialmente inscenato un tentativo di suicidio. Ma poi è stato fermato e arrestato con le accuse di omicidio, aggravato da premeditazione, crudeltà, futili motivi e vincolo della relazione affettiva, e stalking. Una vicenda allucinante. I familiari di Pamela avevano voluto darle un po’ di pace con la sepoltura nel suo paese d’origine, Strozza. Per pregare e sentirla, in qualche modo, ancora vicina. Ma un ignoto – o forse più d’uno – ha voluto negarle perfino la pietà del riposo eterno, deturpando anche il cadavere.

Le indagini sono state affidate ai carabinieri di Zogno. Secondo la prima ricostruzione dei militari dell’Arma, qualcuno ha estratto il feretro, svitato il cofano di legno, per poi tagliare la zincatura nella parte alta, forse con un flessibile. Attraverso quell’apertura, ha quindi infierito sul cadavere (…)

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