A 3 mesi dalla strage del Bataclan

Il ritorno dopo la strage al Bataclan EoDM gratis per i sopravvissuti

Il ritorno dopo la strage al Bataclan EoDM gratis per i sopravvissuti
Cronaca 13 Febbraio 2016 ore 12:02

Sono passati tre mesi esatti dalla strage del Bataclan, ma per gli Eagles of Death Metal la carriera musicale non è finita sotto i colpi sparati dai terroristi. Stasera la band di Josh Homme riprenderà il proprio tour in Europa, a Stoccarda, ma la data più attesa è quella di martedì 16 febbraio, giorno in cui il gruppo tornerà a suonare proprio a Parigi. Suoneranno all’Olympia concert hall e hanno offerto l’ingresso a tutte le persone che il 13 novembre erano al Bataclan.

 

 

Per alcuni è troppo presto. I membri della rock band sembrano quindi più convinti che mai. Il cantante Jesse Hughes ha detto: «Non tornare a finire il concerto non è mai stata un’opzione». Ma se da una parte i musicisti non hanno paura di tornare sul luogo della tragedia, il pubblico è più incerto. È stato offerto un biglietto gratuito a tutti i sopravvissuti al massacro, ma diversi non sono sicuri di voler partecipare. Temono che sia ancora troppo presto e non se la sentono di andare: la ferita è ancora aperta, sarebbe come gettarci sale sopra. Spesso di fronte a dei traumi così forti, la via che si tenta di percorrere nella testa è quella della rimozione.

Alex, il miracolato. Uno dei sopravvissuti, Alex, ha detto che probabilmente non se la sentirà di andare. 26 anni, è sopravvissuto miracolosamente all’eccidio, rimanendo sdraiato in mezzo alle cataste di cadaveri. Per lunghi minuti ha sentito le grida e i rantoli di agonia delle persone intorno, pensando che dopo poco sarebbe toccato a lui. È sopravvissuto, ma portando con sé una profonda tristezza, senso di colpa e disorientamento. Spesso si sente un fantasma, «presente ma assente». Come riporta il Guardian, inizialmente Alex non riusciva ad ascoltare alcun tipo di musica; in seguito ha virato verso ritmi più tranquilli, come la classica o l’elettronica più morbida. La sua vita non è più quella di prima: non va al cinema, quando si trova in luoghi affollati cerca sempre con lo sguardo l’uscita di sicurezza…

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Ricostruire la vita. Al contrario, altri testimoni della carneficina di novembre si sono detti favorevoli alla proposta della band. Tornare a sentire gli Eagles servirà loro per completare la ricostruzione delle loro vite. Ciò che cercano è la normalità, la ripresa completa delle loro abitudini. È quindi necessario ricomporre il mosaico nella sua interezza, e una tessera importante è quella della musica, dei concerti, dell’amore per le note.

Lydia e Georges. Lydia è sopravvissuta al Bataclan con una leggera ferita alla gamba e ha detto che andrà al prossimo concerto della band. Spiega così la sua scelta: «Ho sempre saputo che avrei dovuto finire il concerto. Ho bisogno di sostituire quella notte con qualcosa di meglio: immagini mentali migliori, energia più positiva. L’ultima immagine che ho sono loro che scappano terrorizzati dal palco. Ho bisogno di vederli nuovamente felici per sapere che gli attacchi sono finalmente finiti». Anche Georges Salines, che al Bataclan ha perso la figlia di 28 anni, andrà al concerto: «Voglio che sia un concerto rock dove si possa ballare e divertirsi, e che segni un ritorno alla vita normale. Penso che sia una buona idea, la band sta tornando».

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