l'appello

La presa di coscienza del sindaco Gori: «La situazione si è fatta sempre più grave»

Il sindaco di Bergamo ha ammesso di essersi illuso che la vicenda del virus potesse risolversi in breve tempo, ma non è stato così. Ora gli ospedali sono allo stremo, manca poco al collasso

La presa di coscienza del sindaco Gori: «La situazione si è fatta sempre più grave»
Bergamo, 09 Marzo 2020 ore 06:49

«Cari concittadini, sento il bisogno di rivolgervi un messaggio, per spiegarvi cosa sta succedendo e cosa dobbiamo fare. La situazione è molto seria. La diffusione del Coronavirus ha avuto un’accelerazione negli ultimi giorni. Tutti noi, io compreso, abbiamo all’inizio pensato che potesse essere un allarme di breve durata. Poi ci siamo preoccupati di suggerire prudenza, e il rispetto delle regole che erano state diramate, ma anche di evitare che la città si spegnesse, per non causare danni troppo gravi alle attività economiche. Non è più così. La situazione si è fatta sempre più grave. Soprattutto è esploso il problema delle strutture sanitarie, che pure in questo territorio, vi assicuro, sono le migliori d’Italia. Medici, infermieri, operatori sanitari stanno lavorando da giorni ininterrottamente, ma non è sufficiente. È tale il numero delle persone ammalate, e bisognose di ricovero e di terapia intensiva, che già oggi il sistema sanitario è al collasso. Già oggi il sistema è allo stremo. E le previsioni, se non agiremo drasticamente per fermare la diffusione del virus, è che da qui alla fine di marzo il fabbisogno di posti letto per malati di Coronavirus si moltiplichi per dieci, e così il numero dei malati bisognosi di terapia intensiva. Potete immaginare cosa può accadere. Capite quindi il motivo di decisioni radicali, come quelle contenute nel decreto di stanotte del Governo, e il perché di questo appello.

Non sto qui ad elencarvi le singole disposizioni. Le pubblicherò in un separato messaggio, nel modo più chiaro, e le troverete sul sito del Comune, oltre che sui giornali. In questo momento mi preme darvi il senso della gravità del momento. Dobbiamo pensare che la nostra vita sia cambiata, da oggi, almeno per qualche settimana. Che tutto quello che fino a ieri ci sembrava importante, necessario, adesso viene dopo la salute, nostra e delle persone che ci stanno intorno. Adesso dobbiamo stare a casa il più possibile. Uscire il meno possibile, incontrare meno persone possibile. Non è vietato uscire di casa per andare a lavorare, ma è meglio evitare di farlo se non è necessario. Potete organizzarvi per lavorare da casa, o prendere ferie, o permessi. Questo vale anche per le attività di impresa. Aldilà di ciò che è vietato e di ciò che è consentito, e che vi verrà chiaramente spiegato, il mio consiglio personale è quello di considerare questo marzo come fosse il mese di agosto. Le due settimane a cavallo di ferragosto, quando tutto si ferma. Ecco, facciamolo adesso. Lavoreremo ad agosto, quando tutto questo sarà finito. Lo so che molti sono preoccupati per le conseguenze economiche di tutto questo. Hanno ragione, saranno pesanti. Per questo mercoledì il governo varerà una serie di misure urgenti a sostegno delle imprese e dei lavoratori. E altre arriveranno in seconda battuta. Verranno congelate tutte le scadenze di pagamento, verrà estesa la cassa integrazione. Ci preoccuperemo di tutti questi aspetti, ma dopo. Adesso viene prima la salute. Per fare la spesa è meglio che esca una sola persona per famiglia, e che nel negozio si tenga ben lontana dalle altre persone. Se siete anziani state a casa. Il Comune ha già potenziato io servizi a domicilio – c’è un numero sempre attivo che potete chiamare – e sta crescendo di giorno in giorno la rete di solidarietà del volontariato in azione per portare cibo e farmaci a casa delle persone anziane. E nel frattempo, tutti, applichiamo le regole di comportamento che ci sono state indicate: laviamoci spesso le mani, tossiamo o starnutiamo nella piega del gomito, non stringiamo mani, non abbracciamo, se dobbiamo incontrare qualcuno in un luogo pubblico, in un negozio o in un ufficio, manteniamoci ad almeno un metro di distanza. Se possibile usiamo la mascherina. La situazione come vi è ho spiegato è molto seria e l’unico modo per fermare il virus è evitare che le persone se lo trasmettano una con l’altra. Qualcuno non l’ha capito, qualcuno continua ad avere comportamenti sciocchi, come chi ieri si è accalcato nelle file agli impianti sciistici in montagna. Adesso lo deve capire. Comportamenti irresponsabili non saranno tollerati. Dobbiamo assolutamente evitare che questo virus estremamente contagioso si propaghi ulteriormente. E l’unico modo in cui ciascuno di noi può dare una mano è quello che vi ho detto: se non è strettamente necessario uscire, restiamo in casa. Poi passerà, poi ci rimetteremo al lavoro, poi torneremo più forti di prima. Ma questa è il momento della responsabilità. Conto su di voi».

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