Cronaca
I Magpies rimangono in Premier League

Il tumore, la rete, la salvezza La storia incredibile di Gutierrez

Il tumore, la rete, la salvezza La storia incredibile di Gutierrez
Cronaca 25 Maggio 2015 ore 15:32

Lui che con il fisico scolpito e le mani alle orecchie guarda gli oltre 50mila festanti del St. James’ Park è certamente l’immagine sportiva della domenica. Lui è Jonas Gutierrez, classe 1983, fluidificante argentino di fascia del Newcastle, e ieri pomeriggio con un assist, per la testa di Moussa Sissoko, e con un destro da lontano senza pretese per il 2-0 finale, ha salvato i Magpies all’ultimo respiro nella giornata conclusiva della Premier League. Una favola quella del levriero argentino (anche lui è soprannominato Galgo come Ezequiel Schelotto) che inizia nel 2013 quando a Jonas viene diagnosticato un tumore ai testicoli. Per il centrocampista, entrato in pianta stabile nelle gerarchie della nazionale Argentina (dove è stato titolare al Mondiale 2010 in Sudafrica con Maradona CT), è il momento di fermarsi e procedere con le cure, certo di riuscire un giorno a tornare in campo.

 

 

Guarisce, ma poi il tumore torna. Tornato a sue spese in Argentina, il male viene immediatamente esportato e Jonas fa ritorno in Inghilterra, dove nel frattempo è stato mandato in prestito al Norwich City. Sembra il prologo al ritorno a Newcastle di una delle bandiere dei Magpies, dato che all’epoca militava nei bianconeri già da cinque anni. Invece dagli esami fatti ad inizio 2014 viene riscontrato una recidiva del tumore. Jonas è costretto a fermarsi di nuovo e a sottoporsi a cure ancor più dolorose: gli viene rimosso il testicolo sinistro ed inizia la chemioterapia. La lunga chioma, che contraddistingueva le sue ampie falcate sulla fascia, pian piano scompare per gli effetti delle medicine. Lui però non si dà per vinto, spinto da un grande desiderio di tornare in campo al St. James’ Park, e, con il sostegno di alcuni compagni di nazionale come Heinze, Demichelis, Lavezzi e del capitano Coloccini, riesce a sconfiggere per la seconda volta il cancro. Ad inizio novembre 2014 viene dimesso dall’ospedale e la chemio viene dichiarata conclusa (per festeggiare si fece tatuare la frase: «Sono ancora vivo, più di quanto lo sia stato in tutta la mia vita»), torna ad allenarsi con i compagni ed, il 4 marzo, durante la partita casalinga contro il Manchester United fa il suo ritorno in campo. Entra in sostituzione di Ryan Taylor, mentre tutti i tifosi acclamano il suo nome, e subito Fabricio Coloccini gli cede la fascia di capitano dei bianconeri. L’emozione più grande, prima dell’epilogo del pomeriggio del 24 maggio.

 

 

Abidal e Acerbi. Storie simili a quella di Jonas Gutierrez sono quelle di Francesco Acerbi ed Eric Abidal. Il primo, giovane difensore in rampa di lancio, dopo aver accarezzato il sogno di giocare in Champions con un grande club, il Milan, cerca di rilanciarsi a Sassuolo, dove approda nell’estate 2013. I test medici in Emilia però evidenziano una malformazione all’altezza dei testicoli: un tumore. Si sottopone alla chemioterapia e a dicembre torna in campo, ma durante il match con il Cagliari risulta positivo alla gonodotropina corionica. Non si tratta di doping, bensì è la recidiva del tumore. Quattro cicli interminabili di chemioterapia ed il rientro in campo condito da eccellenti prestazioni che gli valgono il regalo più bello: l’esordio in Nazionale, avvenuto il 18 novembre scorso a Genova contro l’Albania. Eric Abidal invece il 15 marzo 2011 è già un difensore di livello mondiale con all’attivo una Champions League ed una finale di Coppa del Mondo. Gli viene diagnosticato un tumore al fegato che supera in soli due mesi, giocando da titolare il 28 maggio la finale di Champions League, vinta dal suo Barcellona contro il Manchester United. Al termine del match il capitano balugrana Charles Puyol permette ad Abidal di alzare al cielo di Wembley la coppa dalle grandi orecchie. Il terzino francese ha continuato in seguito a giocare fino alla scorsa stagione.

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