Treviglio

Immigrazione clandestina, confermata la custodia cautelare per Elmonda Popa

La titolare della cooperativa “Tutti i colori del mondo”, di origini albanesi, avrebbe favorito l'ingresso illecito nel nostro paese di molti suoi connazionali con la complicità di un agente dell'aeroporto di Orio al Serio

Immigrazione clandestina, confermata la custodia cautelare per Elmonda Popa
Cronaca 25 Marzo 2021 ore 14:34

Martedì 23 marzo, dopo l'interrogatorio, il gip ha confermato la custodia cautelare per Elmonda Popa, 37enne di origini albanesi, titolare della cooperativa di disbrigo pratiche per l'immigrazione “Tutti i colori del mondo”. Era stata arrestata il giorno prima con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e corruzione, assieme a una collaboratrice e a un agente della Polizia di Stato impiegato nell'aeroporto di Orio al Serio, nel contesto dell'operazione “Rainbow”, coordinata dal pm Silvia Marchini.

Per gli inquirenti, la titolare dell’agenzia di Treviglio e la sua collaboratrice garantivano l’illecito ingresso e la permanenza di albanesi senza i requisiti di legge sul territorio nazionale. Ciò era possibile grazie anche alla complicità del Sovrintendente Capo della Polizia di Frontiera aerea di Orio, Antonino Pistone, 57 anni, avente il compito di controllare i documenti dei passeggeri dei voli aerei.

Il poliziotto timbrava i passaporti certificando così falsamente che gli stessi fossero transitati, in entrata, dall’aeroporto, e garantendo ai cittadini albanesi l'ingresso nell'area Schengen, per motivi di turismo per 90 giorni ogni semestre. Questo permetteva loro di entrare ed uscire dal territorio nazionale, svolgendo al tempo stesso attività lavorative e prolungando la propria permanenza presentando istanza di un permesso di soggiorno. In cambio il poliziotto riceveva generose mazzette da parte della titolare della cooperativa, concordandosi con lei di volta in volta al telefono sulle cifre e sulle modalità con cui eludere i controlli in aeroporto, mettendo così illecitamente il timbro sui passaporti degli immigrati clandestini.

Attraverso una cimice piazzata nell'agenzia della donna, gli investigatori hanno potuto ascoltare alcune loro conversazioni, in cui si mettevano d'accordo sui soldi che l'agente avrebbe ricevuto e verificavano l'elenco degli albanesi che facevano entrare illecitamente in Italia. A quanto pare inoltre la donna riscuoteva la sua percentuale sempre tramite il complice.

Attualmente sia lui che la Popa si trovano in carcere, per quest'ultima la custodia è stata confermata poiché è stato paventato dal gip Federica Gaudino il pericolo di fuga. La difesa della titolare della cooperativa ha fatto sapere che ricorrerà al tribunale del Riesame.