Sarà discussa ad aprile

Immigrazione, la stretta di Macron Cosa prevede di preciso la riforma

Immigrazione, la stretta di Macron Cosa prevede di preciso la riforma
26 Febbraio 2018 ore 06:00

Il 21 febbraio Macron ha presentato un disegno di legge (qui il testo completo) per «garantir le droit d’asile, mieux maîtriser les flux migratoires» (garantire il diritto d’asilo, controllare meglio i flussi migratori). La proposta sarà discussa in aprile e il ministro dell’Interno Gérard Collomb l’ha difesa a spada tratta: «È un progetto equilibrato La Francia deve accogliere tutti i rifugiati politici, ma non tutti quelli economici» e ha assicurato la riduzione dei tempi burocratici dell’accoglienza da undici a sei mesi massimo. Ma il disegno di legge ha comunque sollevato un polverone di reazioni contrarie, da tutte le parti politiche.

Uno su tutti, l’ex ministro della Giustizia durante la presidenza Chirac, Jacques Toubon: «La migrazione netta è rimasta la stessa per anni. Non è in atto una crisi che richieda di legiferare tanto rapidamente». D’altro canto, Macron ha la necessità di recuperare i sei punti percentuali perduti per quanto riguarda la sua popolarità (sondaggio Ifop), tantopiù che, in un’inchiesta di Elabe, il 66 percento degli intervistati ha giudicato la sua politica d’immigrazione «troppo lassista». Ma cosa prevede esattamente la proposta?

 

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1) La richiesta di asilo

  • Il richiedente asilo ha 90 giorni, e non più 120, per presentare la propria domanda. Se la richiesta dovesse essere rifiutata, ha due settimane, e non più un mese, per depositare ricorso. Una riduzione notevole in termini di giorni disponibili, grave se si considera il fatto per servono 30 giorni lavorativi per ottenere un appuntamento in prefettura.
  • Questo implica una complicazione ulteriore: l’ufficio francese per la protezione dei rifugiati e degli apolidi (Ofpra) si occupa di ricevere e valutare la domanda d’asilo. Se la respinge e viene fatto ricorso, la pratica passa alla Corte nazionale del diritto d’asilo (Cnda). La riduzione di giorni indicata al primo punto implica che Ofpra e Cnda chiudano tutto l’iter in meno di sei mesi.
  • Se si calcola che un giudice oggi gestisce 325 casi all’anno, ovvero 13 udienze al giorno, è chiaro come la situazione sia umanamente scorretta e insostenibile: «Non siamo gestori di flusso. Siamo lì per ascoltare storie di sofferenza e stabilire se c’è un diritto all’asilo», ha detto Sébastien Brisard della Cnda.
  • La legge prevede, per tamponare il problema, 150 nuove assunzioni. Ma significa una assunzione per ogni prefettura. Non basta.

2) Le udienze video

  • Questa voce, in verità non definita in termini numerici, implica che le audizioni video vengano implementate. Commenta sempre Brisard: «Così c’è uno schermo tra il tribunale e il richiedente. La Corte non sarà in grado di sentire il richiedente. Non vedremo se è stressato, non potremo rassicurarlo. Ci sono molte cose che non saremo in grado di rilevare. La dimensione fisica è molto importante in questo tipo di pratiche», ha spiegato sempre Sébastien Brisard.

 

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3) La detenzione amministrativa

  • Innanzitutto, cos’è la detenzione amministrativa. Si tratta della limitazione dei movimenti di stranieri irregolari, che vengono trattenuti allo scopo di identificarli ed eventualmente consentirne l’espulsione, grazie a delle strutture specializzate (in Italia, i C.I.E.: Centri Identificazione ed Espulsione), solitamente diverse dal sistema penitenziario. Non richiede sentenza, non trattandosi di ambito penale, ma solo amministrativo. È infatti disposta dal questore. In Italia sono soggetti alla detenzione amministrativa, per esempio, richiedenti a cui sia stato negato asilo, extracomunitari che hanno scontato pene carcerarie.
  • La proposta di Macron alza la durata massima possibile della permanenza in detenzione amministrativa da 45 a 90 giorni, così come il fermo amministrativo per la verifica dei documenti, che passa da 16 a 24 ore.
  • Le organizzazioni che lavorano nell’accoglienza migranti hanno parlato di segnali di repressione inutile, dato che due terzi delle espulsioni avvengono già nei primi dodici giorni di detenzione amministrativa. E ricordato come il passaggio nel 2011 da 43 a 45 giorni di detenzione abbia provocato soltanto sofferenze inutili, senza un effettivo aumento delle espulsioni.

4) Le misure alla frontiera

  • La proposta istituisce un reato di entrata illegale: chi arriva in Francia senza passare per i posti di frontiera potrebbe rischiare fino a un anno di carcere e il pagamento di una multa pari a quasi 4mila euro (a essere precisi, 3.750).

 

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5) La protezione e l’integrazione dei migranti

  • A favore dei migranti il governo propone un permesso di soggiorno di 4 anni, anziché 1, per categorie precise di rifugiati.
  • Maggiore protezione per le donne minacciate di mutilazione sessuale.
  • Facilitazioni per i minori richiedenti asilo e i ricongiungimenti familiari.
  • Il primo ministro francese ha poi promesso che le 72 proposte per una migliore integrazione dei rifugiati, avanzate dal deputato Aurèlien Tachè di En Marche (il partito di Macron), saranno realizzate. Prevedono, in particolare un consistente aumento delle ore di corsi di lingua e di formazione, la valutazione dell’equivalenza dei diplomi e facilitazioni per l’impegno civico dei cittadini francesi che aiutano i rifugiati ad alloggiarsi e a integrarsi.
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