Non tornerà a casa, almeno per ora. Il ragazzo di 13 anni che lo scorso 25 marzo, a Trescore Balneario, ha accoltellato la sua insegnante di francese sarà collocato in una comunità. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del tribunale per i Minorenni di Brescia, che ha disposto per lui una misura di sicurezza provvisoria: il riformatorio giudiziario, nella forma del collocamento in una struttura adeguata, da individuare anche sulla base delle indicazioni della Neuropsichiatria infantile.
La decisione arriva a pochi giorni dall’udienza del 2 aprile, quando il giudice si era riservato di valutare il caso. Nel frattempo resta al centro dell’attenzione la vicenda che ha scosso la comunità scolastica e il paese.
L’insegnante, Chiara Mocchi, 57 anni, è ancora alle prese con le conseguenze delle ferite riportate. H10a subito lesioni gravi al collo e al torace: tra queste, un lungo taglio orizzontale alla gola, segno – riferisce il suo legale – di un tentativo di sgozzamento. Le ferite rendono difficili gesti quotidiani come deglutire, parlare con chiarezza, muovere la mandibola. Più volte alla settimana deve recarsi in ospedale per medicazioni, terapie e controlli. Il percorso di recupero è lento, fatto di piccoli progressi.
Eppure, racconta chi le sta vicino, non ha smesso di guardare avanti. L’obiettivo è tornare in classe, dai suoi studenti, in tempo per accompagnarli all’esame di terza media. Una prospettiva che, per ora, resta incerta ma che continua a orientare i suoi sforzi quotidiani.