Cronaca
Lo scontro

«In Lombardia c’erano i morti per strada»: Belotti non ci sta e querela De Luca

Il parlamentare bergamasco della Lega: «Frase gravissima squallida. Spero anche Gori prenda le distanze dal suo collega di partito». Il rappresentante del Carroccio aveva attacco una frase simile pronunciata anche da Mark Levine, presidente del Comitato Sanitario di New York

«In Lombardia c’erano i morti per strada»: Belotti non ci sta e querela De Luca
Cronaca Bergamo, 17 Luglio 2020 ore 16:30

Daniele Belotti querela il presidente della Campania, il dem Vincenzo De Luca. «Da bergamasco non posso accettare l’ennesima squallida strumentalizzazione a fini politici sui nostri morti», ha sottolineato il parlamentare della Lega. A finire sotto accusa è stata una dichiarazione rilasciata dal governatore campano nel corso di un’intervista a Bruno Vespa: «In Lombardia c’erano i morti per strada, non in ospedale».

«Nelle prossime ore presenterò una querela perché non si possono offendere in questo modo i medici lombardi, le istituzioni e tutto il popolo lombardo - spiega Belotti -. Abbiamo vissuto giorni drammatici, soprattutto a Bergamo, ma arrivare a dire che “c’erano morti per strada” è squallido».

L’uscita ricorda quella pronunciata ad aprile da Mark Levine, presidente del Comitato Sanitario di New York, che aveva ipotizzato il seppellimento temporaneo delle salme nei parchi cittadini per «evitare scene come in Italia, dove i militari sono stati costretti a raccogliere i corpi dalle chiese e a volte dalle strade». Anche in quel caso Belotti era subito intervenuto in "difesa" dei bergamaschi, inviando una lettera all’ambasciatore statunitense in Italia, Lewis N. Eisemberg, nella quale chiedeva che gli Usa non fornissero al mondo un’immagine scorretta del nostro Paese, e in particolare di Bergamo.

Tuttavia c’è una differenza, sottolinea Belotti: «Levine stava a New York e magari le informazioni erano distorte. De Luca invece sta in Italia e sa bene lo sforzo enorme fatto da tutti, medici, sindaci e volontari, a Bergamo e in Lombardia. Spero che anche il sindaco Giorgio Gori, dello stesso partito di De Luca, prenda le distanze da questa ignobile dichiarazione che offende e umilia tutti i lombardi».