Dal sito wearethemighty.com

Sette formidabili progetti high-tech a cui gli eserciti stanno lavorando

Sette formidabili progetti high-tech a cui gli eserciti stanno lavorando
24 Febbraio 2015 ore 07:20

La guerra, a parte alcuni episodi spiacevoli, è il gioco più divertente del mondo. Per questo – pacifisti di tutto il mondo fatevene una ragione – durerà fino a quando non ne inventeranno uno più divertente ancora. È quel che si potrebbe desumere da qualche minuto passato su We Are the Mighty, un sito che si presenta come il catalogo aggiornato delle ultime proposte in fatto di wargames e invece parla di cose vere: satelliti on demand, droni che volano in formazione, robot che agiscono come soldati sul campo, corpi analizzati come fossero l’impianto elettrico di casa. L’aspetto più interessante del sito non è costituito dal contenuto dei sistemi d’arma, ma dall’aggettivazione: cool, amazing, mighty. Cioè: figo, una roba che ti lascia secco, da duri. Ecco alcune di queste applicazioni meravigliose, davvero irresistibili. Ma anche no, magari.

 

1) Soccorso aereo sul bersaglio in sei minuti

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L’equivalente bellico del radiotaxi. Oggi, per avere degli aerei o degli elicotteri in grado di sganciare bombe sull’obiettivo di terra che si sta attaccando, ci vogliono da 30 a 60 minuti. Con Persistent Close Air Support, o PCAS, ne bastano sei. È sufficiente che l’assalitore segni un punto sul suo tablet – come fosse un segnalibro su googlemaps – e immediatamente il pilota più vicino si trova il navigatore del suo mezzo aereo impostato sullo stesso punto. Il resto è tutto automatico: il pilota dovrà solo schiacciare un pulsante quando gli verrà indicato il momento. Anche il tipo di bombardamento è infatti predeterminato da chi ha fatto la richiesta di intervento. (Per evitare che il pilota pensi di essere su Dresda quando sta sorvolando un villaggio diroccato sulle montagne dell’Afghanistan).

 

2) Lancio di satelliti in giornata a prezzi stracciati

Airborne Launch Assist Space Access è il “nome contorto” di un progetto che prevede la messa in orbita di un satellite entro 24 ore dalla richiesta per meno di 1 milione di dollari. Il satellite viene montato su un razzo che viene portato da un aereo nello strato superiore dell’atmosfera e di lì lanciato nello spazio. Pochi minuti dopo, il satellite viene rilasciato nell’orbita richiesta ed è pronto all’azione. I tecnici e gli operatori della stazione di lancio di Cape Kennedy denunciano la perdita imminente di posti di lavoro. Se si pensa a quanto costa di solo carburante un’ora di volo di un Tornado, 1 milione di dollari sembra un prezzo davvero conveniente.

 

3) Squad X core technology services

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Funziona così: tutti gli elementi di un gruppo di combattenti (squad) sono collegati tra loro tramite sensori diffusi sul campo di battaglia. Alcuni di questi sensori possono essere montati sui combattenti stessi, oltre che su droni, aerei o elicotteri in zona. La posizione di ciascuno appare sui tablet degli altri, in modo che tutti sappiano tutto di tutti, anche se non si vedono. Lo stesso avviene per la posizione dei bersagli. Detto altrimenti: si è su un campo di battaglia, ma in realtà ci si comporta come davanti allo schermo nei giochi sparatutto. Può essere utile sapere che una versione light di questa tecnologia è già impiegata da Isoradio (FM 103.3) per verificare la velocità di spostamento dei veicoli in autostrada, soprattutto in caso di rallentamenti o code.

 

4) HAPTIX (Autopercezione mediante la mano e interfacce touch)

Questa è una tecnologia che può costituire un enorme vantaggio anche nei giorni comuni, non soltanto in guerra. Riguarda la costruzione di protesi che non solo si comportano esattamente come gli arti umani, ma addirittura inviano le proprie sensazioni al cervello. Un amputato si dimentica così di star utilizzando un arto artificiale. Il solo elemento problematico (per chi non ha mai subito il fascino della battaglia) di questo marchingegno è il fatto di essere propagandato come lo strumento più veloce per consentire a un amputato di rientrare in combattimento. Il video allegato mostra un soldato che sta testando un prototipo arrampicandosi su una parete. Ovviamente artificiale.

 

5) The Shipboard Autonomous Firefighting Robot (Robot Pompiere) o SAFFiR

SAFFiR demonstration - NRL Laboratory for Autonomous Systems Res

Ce lo troveremo presto in tutte le case. È stato progettato per spegnere focolai d’incendio o individuare aree surriscaldate sulle navi prima che si sviluppino le fiamme. Testato nel novembre scorso, si è mostrato molto efficiente anche nella capacità di spegnere piccoli incendi. Da acquistare quando i prezzi scenderanno un po’. Se invece uno sta attento ai fornelli e non risponde al cellulare quando il gas è acceso potrà farne a meno.

 

6) The Collaborative Operations in Denied Environment
(Per operare in collaborazione su ambienti vietati), o CODE

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«is designed to reverse the human to robot ratio», ovvero «è progettato per rovesciare il tradizionale rapporto fra uomini e robot». Vuol dire che i robot svolgeranno compiti fino ad oggi riservati agli umani e gli uomini dovranno svolgere compiti in precedenza affidati ai robot. Più uomini potranno riferirsi ad un solo robot (drone o quant’altro) o un uomo solo potrà entrare in relazione con più dispositivi. Questo insieme misto di umanità e tecnologia potrà “circondare” zone vietate – o sconsigliate – alla circolazione di umani e ispezionarle e attaccarle nella più totale sicurezza.

 

7) La medicina elettrica

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Medici fate attenzione perché questo progetto renderà obsolete diagnosi e terapie tradizionali. Si fonda sul modo di operare della medicina cinese, che ha tradotto il corpo umano in una serie di circuiti elettrici a bassissimo potenziale. L’uso dell’elettricità in medicina consente – già da tempo, peraltro – di individuare le differenze di potenziale nel percorso delle fibre nervose, identificando interruzioni o cortocircuiti in una o in altra parte del corpo. Avendo sposato l’ipotesi che anche il disordine mentale ha origine (e si manifesta) in una impropria circolazione elettrica nel sistema nervoso centrale o periferico, la diagnosi medica effettuata mediante rilevazione dello stato dei circuiti elettrici è in grado di identificare aree danneggiate o problematiche degli organi interessati da quei circuiti: dai danni cerebrali all’interruzione dell’elasticità del muscolo del polpaccio. La terapia, o cura, avviene ripristinando la corretta circolazione, come quando torna la luce dopo che un fulmine o la caduta di un albero ha interrotto la linea elettrica.

L’articolo porta in basso un link interessante. Il Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency; l’Agenzia del governo americano che si occupa di progetti di ricerca avanzata per la difesa), «is making a real-life terminator (seriously)», sta operando nella direzione di metter fine ai comportamenti della vita come la conosciamo (seriamente) per sostituirli con azioni il più possibile virtuali. Arriveremo al punto da non andare più dal medico perché potremmo inviargli il nostro duplicato elettronico e avremo a disposizione un idraulico in 4 minuti, perché probabilmente far arrivare una chiave inglese, del teflon e un pezzo di ricambio in cucina o nel bagno sarà più facile che far giungere un aereo da combattimento su un bersaglio. In realtà non è così, ma ci piacerebbe che lo fosse.

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