Cronaca
Gravi problemi igienici

L'India all'opera per convincere la popolazione a utilizzare il bagno

L'India all'opera per convincere la popolazione a utilizzare il bagno
Cronaca 08 Gennaio 2015 ore 12:24

È proprio vero che quando scappa, scappa. Non ci sono formalismi che tengono, regole da rispettare o bon ton da osservare. Quando il ribollir della pancia si fa troppo acuto e fitte atroci martellano lo stomaco bisogna prendere provvedimenti, e al più presto. E così, quando il bisogno si trasforma in vera e propria urgenza si corre a cercare la porta dietro al quale si cela la liberazione. Di solito, è sempre in fondo a destra. In extremis può tornar buono anche un angolino di strada o un cespuglio. Ma se questo è la norma, allora è un grosso problema, come accade da molto tempo in India.

Può davvero suonar strano, ma in India l'angolo nascosto di una strada è preferito all’intimità di un bagno. Per questo mercoledì 31 dicembre il governo guidato dal primo ministro Narendra Modi ha annunciato una nuova fase di un piano nazionale per incentivare l’utilizzo dei bagni e contrastare la diffusa pratica di defecare e urinare all’aperto. Nei mesi scorsi, per la precisione a partire da ottobre, il governo ha fatto installare 503.142 latrine domestiche e proprio in queste settimane gli ispettori sanitari sono inviati casa per casa a controllare l’utilizzo dei bagni da parte della popolazione, pubblicando i dati online in tempo reale. «In precedenza il monitoraggio era stato compiuto soltanto riguardo la costruzione dei bagni, ma ora l’utilizzo effettivo dei servizi igienici sarà oggetto di accertamenti», si legge in un comunicato diffuso dal governo.

Come spiega Il Post i bagni costruiti nelle case vengono praticamente usati come rispostigli o sgabuzzini dato che le persone continuano a pensare che i servizi ignieci installati in casa siano un servizio meno igienico rispetto alla defecazione all’aperto, lontano da casa. Unicef ha anche pubblicato dei dati che hanno scosso l’opinione internazionale. Secondo la ricerca quasi 594 milioni di persone in India, ovvero quasi metà della popolazione, è solita defecare all’aperto. E la situazione nelle aree più povere e degradate di questa nazione è ancora più preoccupante. Un articolo dell’Economist del luglio scorso sosteneva che il 72 per cento delle persone che vivono nelle aree rurali in India defecano all’aperto – tra i cespugli, nei campi, ai margini delle strade – e che del miliardo di persone al mondo che non dispongono di bagni più della metà vivono in India.

Secondo uno studio della Banca Mondiale del 2012, l’assenza di servigi igienici – insieme ad altre lacune igienico-sanitarie – produce perdite per il paese pari a circa 45 miliardi di euro all’anno in termini di costi sanitari per le malattie e di conseguente scarsa produttività sul lavoro.

 

 

Toilet day. Per incentivare l’utilizzo dei wc in India dal 18 al 20 novembre scorso si è anche organizzato una tre giorni dedicati alla sensibilizzazione di questo tema. Il tutto, può sembrare uno scherzo ma non lo è, si è concluso con un enorme torta di 700 kg a forma di wc. Le giornate hanno avuto i riflettori puntati dai mass media, grazie ad una massiccia campagna lanciata da Modi mese scorso (2 ottobre) per fornire servizi igienici in ogni casa. Studenti delle scuole come Diksha suono entusiasta l'unità, che si concentra anche sulla pulizia città dove immondizia che giace in strada è una vista comune. "Voglio che tutti voi di essere incoraggiato, ottenere motivati ​​da tutte queste persone che sono qui, tra cui io ei miei amici, per non inquinare l'ambiente e di creare servizi igienici dove mai possibile , "ha dichiarato Diksha. L'evento è stato organizzato da Sulabh internazionale , una organizzazione sociale con sede in India, che ha lavorato per migliorare l'igiene. Pericolo in campo

Igiene nel mondo. Avere acqua pulita per dissetarsi e lavarsi, gabinetti e fognature funzionanti: sembrerebbero diritti banali, per l'umanità del terzo millennio. Eppure ancora quasi 900 milioni di abitanti del pianeta attingono acqua da fonti insalubri e circa 2,6 miliardi (quattro abitanti su dieci) vivono in condizioni igieniche incompatibili con la sicurezza e con la salute.