L'allarme della Cisl

Insegnanti di sostegno, su 1460 cattedre 1010 andranno a docenti non specializzati

Secondo Salvo Inglima, della segreteria nazionale, «manca una vera "politica della scuola". A pagarne il prezzo più alto sono gli studenti che necessitano di maggiore attenzione e tutele»

Insegnanti di sostegno, su 1460 cattedre 1010 andranno a docenti non specializzati
22 Settembre 2020 ore 19:09

Su circa 1460 cattedre di sostegno a Bergamo, 1010 saranno assegnate a docenti non specializzati. Secondo un dossier redatto da Cisl Scuola, poi, a livello nazionale risulterebbe scoperto circa il 90 per cento delle cattedre per la didattica degli alunni con disabilità. «Per questi alunni sarebbe pronto l’esercito di supplenti privi del titolo di specializzazione», constata amaramente Paola Manzullo, della segreteria bergamasca di Cisl Scuola.

«Purtroppo nelle graduatorie di merito e in quelle ad esaurimento non c’erano specializzati da assumere – aggiunge Manzullo -. Neanche con la call veloce. E nulla può valere il fatto che l’organico di diritto è stato ampliato di mille unità, arrivando quindi a superare i 100 mila docenti in organico di diritto. Una dotazione aggiuntiva insufficienze per i posti di sostegno». Cisl scuola aveva spinto su «una procedura concorsuale snella, per titoli ed esame orale, su base regionale, finalizzata all’accesso in ruolo dei docenti in possesso del titolo di specializzazione, ma non collocati per i posti di sostegno in graduatorie preordinate alle immissioni in ruolo».

«Nell’emergenza dell’avvio di quest’anno scolastico rientrano inoltre le difficoltà di nomina per 454 posti di docenti del cosiddetto “organico Covid”, da nominare da parte dirigenti scolastici – conclude Paola Manzullo -. Tuttavia, non si sa quando inizieranno a farlo. Si aspetta l’approvazione da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale. Mancano anche 646 collaboratori scolastici sempre da “organico Covid”, per far fronte alla gestione richiesta per l’igienizzazione continua».

«Ancora una volta – commenta Salvo Inglima, della segreteria nazionale – ci troviamo di fronte a scelte politiche inefficaci e troppo ancorate ai vincoli ideologici. Manca una vera “politica della scuola” e a pagarne il prezzo più alto sono, ancora una volta,  gli studenti che necessitano di maggiore attenzione e tutela».

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