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Il New York Times in prima fila

Instant Articles, e la stampa cambia Ora il giornale si legge su Facebook

Instant Articles, e la stampa cambia Ora il giornale si legge su Facebook
Cronaca 14 Maggio 2015 ore 09:30

Sembra una novità che potrebbe rivoluzionare il modo d’intendere il giornalismo, un sasso digitale a scuotere la calma piatta in cui ristagna drammaticamente il mondo dell’informazione on-line, alle prese con clic mai sufficienti e notizie spazzatura. Si chiama Instant Articles, un servizio che Facebook ha lanciato il 13 maggio d’accordo con alcuni grandi editor partner (su tutti, il New York Times, ma c’è anche National Geographic, The Atlantic, Nbc, BuzzFeed, Guardian, Bbc, Spiegel e Bild): consentirà agli utenti del social network più grande al mondo di leggere articoli e contenuti direttamente dalla propria bacheca. Così si risparmia tempo, calcolano a Menlo Park, considerando gli 8 secondi che in media servono per passare dall’app al sito dove la notizia si trova. Ma non è tutto. Facebook e editori puntano ad aiutarsi per guadagnare ognuno un po’ di più.

 

 

Un giornalismo migliore. Al social network, infatti, occorrono sempre più contenuti per poter vendere più pubblicità. Ai giornali, vice versa, servono sempre più lettori, e non c’è luogo migliore per trovarli se non avvicinare le proprie notizie ai lettori, là dove i lettori passano gran parte del loro tempo. Un’operazione che, almeno nei progetti, tende anche a favorire il giornalismo di qualità: Instant Articles, infatti, offrirà alcune funzioni interattive con cui editori e giornalisti potranno implementare i propri articoli. Per intenderci: con un tocco del dito le foto si zoomano e si presentano in tutta la loro bellezza, con un’inclinazione della mano si può scorrere da un’immagine all’altra, le mappe diventeranno esplorabili e interatttive, video e file audio arricchiranno il tutto. E sarà possibile mettere il proprio like (o i propri commenti) anche nelle singole parti di un articolo. E per quanto riguarda gli introiti, gli editori potranno vendere spazi pubblicitari sui propri articoli, cedendo un eventuale 30 percento degli stessi qualora decidessero di usare la piattaforma adv di Facebook.

Addio scetticismo per il web? Soldi e spazio per la qualità, due plus che in questo momento nei giornali attendono come manna nel deserto. Per questo, se davvero Instant Articles confermerà le attese, è destinato a ricevere numerose richieste. Scrollando di dosso ai giornali, magari, il tanto scetticismo con cui ancora si guarda al web: «Mi sembra un’enorme opportunità per il singolo editore, in particolare per coloro che finora hanno usato le reti sociali come semplice discarica di link e notizie di bassa lega», scrive sul suo blog Vincenzo Cosenza, esperto di social network e internet. «Non si tratta di trasferire il giornale su una piattaforma altrui, ma di pensare a singoli contenuti da arricchire e veicolare attraverso Facebook».

Troppa predominanza di Facebook? Ma assieme a tanto stupore, sorgono anche tante domande. Perché è inevitabile pensare al ruolo di predominanza che, in questa maniera, i social network andranno ad assumere, diventando edicole sempre più padrone di giornali e riviste. E Facebook è sempre più un terreno dove vigono regole rigide: anche i siti d’informazione dovranno, quindi, rispettarle? «Partendo dal presupposto che in questo modo gli editori perderanno il controllo sulla distribuzione dei propri contenuti», scrive Piero Vietti su Il Foglio, «allo stesso tempo c’è chi si domanda di come si comporterà l’algoritmo che fa comparire più in alto sulla timeline certi contenuti piuttosto che altri: premierà solo gli editori partner? Il fatto è che, come scrive il New York Times, non c’è molta libertà di scelta: se si vogliono raggiungere pià lettori possibile, da Facebook bisogna passare».

 

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