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Intesa Sanpaolo-Ubi Banca: ecco quanti sportelli “bergamaschi” diventeranno di Bper

In provincia di Bergamo sono 84 le filiali cedute, di cui 77 di Ubi. Coinvolti 5.107 lavoratori. In città cambieranno insegna 18 sportelli

Intesa Sanpaolo-Ubi Banca: ecco quanti sportelli “bergamaschi” diventeranno di Bper
14 Novembre 2020 ore 10:58

«In provincia di Bergamo sono 84 le filiali cedute a Bper, di cui 77 di UBI Banca, ossia oltre la metà degli sportelli attuali. Solo in città cambieranno insegna ben 18 sportelli». A renderlo noto è Pierangelo Casanova, referente nazionale Fiasc-Cgil per il gruppo UBI e segretario generale della categoria Cgil dei bancari di Bergamo, a margine del primo incontro sulla cessione del ramo d’azienda a Bper conseguente all’acquisizione di UBI da parte di Intesa Sanpaolo. «Oggi (venerdì 13 novembre ndr) al tavolo è stata descritta l’operazione da parte delle tre aziende, con un’informativa che ha rivelato i dettagli delle cessioni, con l’elenco delle unità produttive cedute – aggiunge il sindacalista -. Complessivamente saranno coinvolti 5.107 lavoratori».

Per Ubi saranno ceduti 587 punti operativi della rete, di cui 455 filiali con autonomia contabile e 132 prive di autonomia. Per Intesa Sanpaolo, invece, la cessione coinvolge 31 filiali retail e 2 sportelli senza autonomia contabile, oltre a 6 filiali e 16 distaccamenti exclusive. «Purtroppo al momento mancano alcuni elementi di dettaglio relativi in particolare a strutture che saranno solo parzialmente oggetto di cessione a Bper – spiega Casanova -. Il confronto relativo alle ricadute sui lavoratori inizierà con il prossimo incontro previsto per martedì 24 novembre. In quella sede come avanzeremo in via preliminare una serie di richieste di chiarimento sul perimetro del ramo d’azienda e sulle motivazioni che hanno guidato la sua costituzione.

«Si tratta di un’operazione che, unitamente all’integrazione di UBI in Intesa Sanpaolo, modifica profondamente il panorama del settore finanziario nel nostro Paese – conclude -. Non possiamo poi dimenticare che l’iniziativa viene attuata nel mezzo di una situazione di grave emergenza sanitaria, aggiungendo alle incertezze che tutti stiamo vivendo anche quelle che derivano dai cambiamenti lavorativi e di azienda. Garantiremo il massimo impegno per tutelare l’occupazione, i diritti contrattuali, la professionalità e le condizioni di lavoro di tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti».

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