Dopo la marcia dei ragazzi

«Invece di mettere nuovi bus dicono che è colpa della scuola»

«Invece di mettere nuovi bus dicono che è colpa della scuola»
06 Ottobre 2018 ore 05:30

A dominare la scena sono ancora e soprattutto il dolore per l’assurda morte di Luigi, lo strazio immenso della famiglia e degli amici, l’inchiesta per accertare la dinamica dell’incidente ed eventuali responsabilità. Alessio Masserini, dirigente scolastico dell’Istituto Statale di Istruzione Secondaria (Isiss) Valle Seriana, ha vissuto e vive giornate di grande impegno, che giocoforza comprendono anche la gestione delle prime settimane scolastiche, di norma intense. In lui c’è un senso profondo di amarezza anche per gli attacchi, indiretti ma sistematici, che l’Istituto ha ricevuto in maniera più o meno esplicita nei giorni del dolore. «Abbiamo vissuto – racconta Masserini – giornate tremende. Non potrò mai dimenticare quei momenti sul piazzale della stazione. I ragazzi sono stati meravigliosi, in giornate tanto difficili hanno dato a noi adulti tanti insegnamenti. Hanno saputo essere concreti e determinati, hanno evitato qualsiasi strumentalizzazione e hanno dimostrato che non sono solo (come troppi li dipingono) “cuffiette e cellulare”. La loro marcia silenziosa verso Bergamo ha percorso la Valle con una consapevolezza nuova e forte, un richiamo al senso di responsabilità di chiunque, a qualsiasi livello». L’amarezza di Masserini diventa rabbia rispetto a troppe letture affrettate, che hanno finito per mettere la scuola sul banco degli imputati.

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«La nostra colpa è forse aver fatto le cose troppo bene. In questi anni la scuola è cresciuta grazie alla qualità dei progetti didattici, rispetto ai quali le famiglie indirizzano liberamente le proprie scelte. Dieci anni fa ho preso in mano l’Isiss in una situazione a dir poco difficile: numero ridotto di alunni e addirittura ipotesi di chiusura della scuola. Abbiamo fatto tantissimo e dimostrato nei fatti la bontà dei nostri progetti, ottenendo una crescente fiducia che oggi si esprime con quasi 1400 allievi. Ho letto e sentito dichiarazioni in cui esponenti politici e amministratori locali hanno segnalato come il numero eccessivo di alunni dell’Isiss sia invece un problema e, addirittura, si dovrebbero rivedere i flussi di frequenza incentivando il ritorno verso Clusone. La libertà di scelta deve rimanere tale e deve potersi basare sulla qualità delle proposte didattiche. In questo senso credo che la crescita e i riscontri avuti in questi anni dall’Isiss Valle Seriana, ma anche dal Romero di Albino, non possano essere…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo alle pagine 8 e 9 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 11 ottobre. In versione digitale, qui.

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