Isolamento, cappotto o insufflaggio

Isolamento, cappotto o insufflaggio
19 Giugno 2019 ore 09:01

Chi ha acquistato o vive in un’abitazione costruita dagli anni ’60 fino agli anni ’90 del secolo scorso, molto spesso si ritroverà ad avere un’intercapedine all’interno dei muri, che è causa di problemi di umidità e dispersione termica. L’unico modo per risolvere il problema, è praticare nella stessa un adeguato intervento di coibentazione termica. In questi casi, le soluzioni praticabili sono principalmente due: l’insufflaggio o in alternativa il cappotto termico.

Cosa sono il cappotto e l’insufflaggio? Per quanto riguarda l’insufflaggio, esso non è altro che il riempimento delle intercapedini dei muri (cioè dello spazio vuoto tra tamponatura interna e muro esterno) ricorrendo a materiali ad alta efficienza termica, come ad esempio la lana di vetro. Il cappotto termico, invece, è costituito da un insieme di elementi edili prefabbricati, i quali vengono applicati direttamente sulla facciata dell’edificio interessato (ci si riferisce a materiale isolante, adesivo, rivestimento base, fissaggi, rinforzo, rivestimento con primer o pittura protettiva). In entrambi i casi si verrà a creare una vera e propria protezione isolante idonea a ridurre il quantitativo di combustibile necessario ai fini del riscaldamento. Questo diminuirà la dispersione termica mediante i muri esterni, così da migliorare il comfort abitativo.

Perché isolare le pareti con intercapedini? Fino a circa trenta anni fa, le case venivano costruite con intercapedini vuote. Ciò trovava una spiegazione nella convinzione che l’aria che si veniva a trovare nella cassa vuota andasse a determinare un isolamento termico adeguato ed efficace. Ebbene, ciò può avere una valenza ma solo esclusivamente se lo spazio vuoto non supera i tre centimetri. In caso contrario, infatti, passa dallo stato di quiete a quello di movimento causando degli autentici moti convettivi che portano a delle dispersioni termiche delle pareti. Si tratta, nello specifico, di una condizione che si verifica maggiormente in presenza di cassonetti delle finestre aperti di lato e non isolati. Per isolare l’intercapedine, quindi, è sicuramente consigliabile ricorrere alla tecnica dell’insufflaggio, prevedendo la sostituzione dell’aria con isolanti termici come la lana di vetro, che permettono di occupare lo spazio e di portare a un’efficace resistenza termica in grado di ridurre eventuali dispersioni. Procedendo a un’operazione di coibentazione per insufflaggio fatta da professionisti e con materiali di qualità, si otterrà:

  • una maggiore capacità di riempimento;
  • un maggior potere isolante;
  • una buona traspirazione delle pareti;
  • l’assenza di umidità.

Pur trattandosi di un intervento veloce, decisamente poco invasivo perché privo di demolizioni, della durata di uno o due giorni al massimo e che non modifica affatto l’estetica dell’abitazione interessata, è una tecnica che si avvale dell’utilizzo di macchinari particolari che vanno maneggiati esclusivamente da operatori competenti. Se siete interessati quindi a questo tipo di intervento, vi consigliamo di rivolgervi a professionisti del settore specializzati, come ad esempio Ergontekhome.

 

 

Differenze tra insufflaggio e cappotto, vantaggi e svantaggi. Qualora si abbia la necessità di dover isolare le pareti domestiche, spesso ci si ritrova a dover scegliere tra due soluzioni: il cappotto o l’insufflaggio termico. Innanzitutto bisogna dire che entrambe le soluzioni sono valide al fine della corretta coibentazione di un’abitazione; non si può affermare in assoluto che una sia migliore dell’altra, in quanto la valutazione dipende molto dalla situazione e dal tipo di immobile sul quale si andrà a intervenire. Ovviamente entrambe le tecniche presentano dei vantaggi e degli svantaggi che di seguito vi elenchiamo: per quanto riguarda il cappotto, il vantaggio principale riguarda soprattutto la possibilità di ridurre in maniera significativa i ponti termici. Possiamo dire quindi che in genere il cappotto è in grado di garantire un buon livello di isolamento all’interno dell’abitazione. Presenta però anche diversi svantaggi, come ad esempio il costo elevato e i tempi lunghi di realizzazione. Inoltre, se il cappotto viene eseguito dall’esterno, necessita dell’installazione di ponteggi e della richiesta di permessi comunali. Se il cappotto viene realizzato all’interno dell’abitazione invece, anche se meno costoso, andrà a sottrarre prezioso spazio della casa. Bisogna fare attenzione che il materiale utilizzato sia traspirante, diversamente potrebbe creare condense all’interno dell’abitazione.

Per quanto riguarda l’isolamento mediante insufflaggio, come prima cosa bisogna valutare se l’abitazione si presta o meno al tipo di intervento, che può essere realizzato solo in case che possiedono dei muri con intercapedine o a cassa vuota. Quindi come prima cosa dovremo richiedere il sopralluogo di un tecnico specializzato per valutare se l’operazione sia fattibile nella nostra abitazione oppure no. Detto questo, i vantaggi sono diversi, come ad esempio il costo decisamente inferiore rispetto al cappotto – si parla anche dell’80% in meno – il fatto di non dover richiedere permessi comunali, di non dover fare opere di muratura e un tempo di realizzazione di uno o due giorni al massimo. Oltre a questo, se operiamo dall’interno, non sarà necessario utilizzare ponteggi ma anche operando dall’esterno potrebbe bastare l’utilizzo di un braccio mobile. Questo tipo di isolamento è possibile farlo anche in case abitate senza creare nessun tipo di problema. Un ulteriore vantaggio è che non occupa spazio in casa e se lo spessore dell’intercapedine è elevato, le prestazioni aumentano in maniera importante. L’unico vero svantaggio è l’impossibilità di eliminare i ponti termici, a meno che esistano degli spazi vuoti, ad esempio tra il muro e la colonna da poter riempire. In alternativa, per risolvere questo problema, possiamo isolare travi, pilastri e altri ponti termici con un cappotto interno solo dove serve.

Ebbene, la coibentazione tramite insufflaggio, dunque, risulta essere spesso un’ottima scelta tutte le volte in cui si desidera migliorare e sfruttare al massimo la tenuta termica della propria abitazione senza avvertire l’obbligo di intervenire con altre soluzioni più invasive o costose come, ad esempio, quella relativa al cappotto termico. Importante è osservare come un buon isolamento termico porti ad usufruire di un’adeguata protezione non solo dal freddo e umidità, ma anche dal caldo estivo. Senza dubbio, il risparmio in bolletta sarà notevole in quanto non si avvertirà più il bisogno di un funzionamento eccessivo dei dispositivi termoregolatori (condizionatori e termosifoni). Passando all’analisi delle principali differenze tra la tecnica dell’insufflaggio e quella del cappotto termico, è necessario evidenziare come quest’ultimo richieda un intervento molto più impegnativo rispetto a quello previsto per il primo. Nello specifico, da un punto di vista tecnico, esso prescrive un lavoro anche sulle zone di contorno di infissi, balconi e davanzali, mentre da quello della tempistica ed economico necessita di sforzi maggiori. L’insufflaggio, oltre a essere esente da una serie di pratiche burocratiche e di autorizzazioni, si caratterizza per costi e tempistiche di gran lunga inferiori rendendo, in ogni caso, possibile un ottimo isolamento senza sacrificare nemmeno un centimetro di spazio.

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