Per 1.67 miliardi

Italcementi venduta ai tedeschi I sindacati: e i lavoratori?

Italcementi venduta ai tedeschi I sindacati: e i lavoratori?
30 Luglio 2015 ore 10:40

Dopo una storia imprenditoriale più che secolare, la famiglia Pesenti cede la leadership di Italcementi. La notizia è arrivata nella serata di ieri, martedì 28 luglio: il 45 percento dell’impresa bergamasca del cemento verrà venduto al colosso tedesco HeidelbergCement, per un prezzo complessivo di un miliardo e 670 milioni di euro. L’acquisizione di Italcementi da parte della società tedesca permetterà la creazione del secondo gruppo mondiale per quanto riguarda il settore del cemento. Come consuetamente accade in luogo di acquisti di maggioranze societarie, Heidelberg dovrà nei prossimi tempi lanciare un’Opa (Offerta pubblica d’acquisto) rivolta agli altri soci di minoranza di Italcementi: in sostanza, essendo cambiata la leadership dell’azienda, occorre dare agli azionisti minori la possibilità di confermare la propria partecipazione o andarsene.

I termini dell’accordo. Come detto, Heidelberg sborserà 1,67 miliardi di euro per ottenere il 45 percento, e dunque la maggioranza, di Italcementi. La valutazione è stata effettuata calcolando il valore medio delle azioni di Italcementi degli ultimi tre mesi maggiorato da un premio, davvero importante, del 70,6 percento, conferendo dunque alle azioni della società bergamasca il valore di 10,6 euro l’una. L’intesa fra le due aziende prevede inoltre l’assegnazione ad Italmobiliare, la holding della famiglia Pesenti che si occupa delle gestione finanziaria di Italcementi, come parte del corrispettivo d’acquisto, di una quota del capitale della nuova HeidelbergCement compresa fra il 4 e il 5,3 percento, corrispondente ad un valore oscillante fra i 560 e i 760 milioni di euro. Dunque, si capisce, un miliardo di euro circa arriverà in formato cash, il resto tramite nuove partecipazioni societarie. Le quali permetteranno ad Italcementi di divenire il secondo azionista industriale di Heidelberg, con un rappresentante all’interno del Consiglio di Sorveglianza della società tedesca. La valutazione di Italcementi da parte dei tedeschi è stata, dunque, parecchio elevata, non solo considerando il super premio del 70 percento del valore delle azioni, ma anche sull’offerta di un 1,6 miliardi complessiva, che significa attribuire all’azienda bergamasca un enterprise value (ossia un valore complessivo che tiene conto non solo degli azionisti ma anche dei finanziatori) di circa 7 miliardi di euro, di cui 3,6 di equità, 2,3 di debito e un miliardo di patrimonio di terzi.

 

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[Giampiero Pesenti]

 

La strategia e il nuovo gruppo. Come accennato, questa acquisizione (che diverrà ufficiale solo nel 2016 in seguito in seguito all’approvazione da parte delle autorità garanti della la concorrenza), darà vita al secondo gruppo mondiale nel settore del cemento, nonché il terzo nel calcestruzzo e il primo assoluto per quanto riguarda gli aggregati. Secondo le stime, il nuovo gruppo che si verrà a creare avrà una capacità produttiva di 200 milioni di tonnellate annue di cemento, 275 milioni di tonnellate di aggregati e 49 milioni di metri cubi di calcestruzzo, sempre su base annuale. La scelta definitiva di procedere con questa acquisizione è nata in seguito alla fusione fra Holcim e Lafarge, giganti europei del cemento che con una mastodontica operazione da 41 miliardi di euro hanno creato il leader assoluto del settore: per non perdere troppo terreno e ritrovarsi in breve tempo messi all’angolo del mercato, hanno ragionato Italcementi e Heidelberg, era necessario unire le forze. L’azienda tedesca e quella bergamasca, per altro, sembrano fatte davvero l’una per l’altra, da un punto di vista della complementarietà geografica: la prima (che capitalizza 2,3 miliardi annui e impiega in tutto il mondo quasi 20 mila persone) ha come zone forti del proprio mercato il Sud Europa, il Nord Africa e il Medio Oriente, mentre la secondo (che fattura 13,2 miliardi all’anno e occupa 70 mila lavoratori) domina negli Stati Uniti, nel Nord Europa e in Asia. Si capisce quindi come il grande vantaggio del nuovo gruppo sia quello di poter puntare ai mercati di pressoché tutto il mondo.

Il debito di Heidelberg. Un aspetto che ha lasciato un po’ perplessi gli analisti di fronte a questa acquisizione riguarda il grosso debito che Heidelberg si è sobbarcata dal 2007, in seguito all’acquisizione da parte dell’azienda tedesca dell’inglese Hanson per 13 miliardi di euro. Un debito che in questi anni Heidelberg non è ancora riuscita a rifinanziare. Eppure, l’acquisto di Italcementi è arrivato lo stesso (le due società, fra l’altro, sono in ottimi rapporti nonostante la concorrenza già da qualche anno, in seguito al concesso utilizzo ai tedeschi di alcuni brevetti industriali di marchio italiano), e anche con un corposo premio sul valore delle azioni. D’altra parte, lo scorso giungo durante il Capital Markets Day, Heidelberg aveva annunciato di voler investire una cifra paria a circa 3,3 miliardi di euro per ampliare il proprio gruppo. È la scelta su chi e come investire è arrivata in brevissimo tempo, con Italcementi: un affare che, se l’Opa dovesse andare a buon fine come è tutto sommato probabile che accada, dovrebbe assorbire per intero il budget fissato da Heidelberg per gli investimenti.

 

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[Carlo Pesenti]

 

Le dichiarazioni ufficiali: di Italcementi… «Un imprenditore sa che l’importante è garantire lo sviluppo futuro dell’attività più che arroccarsi nella continuità del controllo dell’azienda». Così il presidente di Italcementi, Giampiero Pesenti, ha commentato l’operazione che vede la cessione della società alla tedesca HeidelbergCement. «L’accordo raggiunto oggi», ha aggiunto il Ceo Carlo Pesenti, «rappresenta sia per Italcementi che per HeidelbergCement la soluzione ottimale in termini di sviluppi futuri e creazione di valore, ben superiori a quelli che avrebbero potuto raggiungere le due società singolarmente. Il profilo dei due gruppi è complementare e permette sinergie in grado di creare valore industriale in un mercato sempre più consolidato. Con questa operazione rafforziamo il futuro di Italcementi e garantiamo le risorse per un ulteriore sviluppo del portafoglio di investimenti di Italmobiliare. La combinazione di HeidelbergCement e Italcementi è ideale».

… e di Heidelberg. «Nel settore non esistono altri due maggiori gruppi con una tale complementarietà geografica», ha aggiunto da parte sua Bernd Scheifele, Ceo di Heidelberg, «Italcementi con la sua lunga tradizione, con i suoi marchi prestigiosi e la sua forte posizione in Italia e in altri mercati diventerà una parte importante del gruppo HeidelbergCement. Unendo le forze saremo in grado di accelerare la crescita. Vediamo un potenziale significativo per creare valore, realizzando sinergie e combinando i nostri standard di eccellenza operativa e commerciale con i risultati raggiunti nella Ricerca e Sviluppo da Italcementi. HeidelbergCement è organizzata in modo decentralizzato, con forti management e marchi locali. Siamo felici di poter collaborare con il management e il team di Ricerca e Sviluppo di Bergamo, e inoltre siamo lieti di comunicare che Italmobiliare diventerà il secondo più grande azionista industriale di HeidelbergCement».

La preoccupazione dei sindacati. Sull’accordo che ha portato Italcementi in mani tedesche, i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno diffuso, nel pomeriggio di mercoledì 29 luglio, un comunicato unitario in cui esprimono preoccupazione per il destino di migliaia di lavoratori. Questo il testo firmato congiuntamente da Filea, Filca e Feneal: «L’accordo di Italcementi con il Gruppo tedesco HeidelbergCement, se da un punto di vista industriale dà vita al secondo operatore mondiale nel settore del cemento, il primo degli aggregati ed il terzo del calcestruzzo, da un punto di vista dell’interesse nazionale e delle ripercussioni occupazionali in Italia e nel territorio bergamasco, ci preoccupa fortemente. Pensiamo al destino dei circa 3.000 dipendenti in Italia e al futuro dei 900 lavoratori della Sede direzionale e della Ricerca e sviluppo di Bergamo. Il rischio è l’impoverimento del territorio perché non è Italcementi che va con Heidelberg, ma è Heidelberg che si prende Italcementi. Non siamo di fronte ad una alleanza, ma ad una vendita di Italcementi al Gruppo tedesco».

Il comunicato prosegue: «Chiediamo garanzie per lo sviluppo industriale e la salvaguardia dell’occupazione nel settore a Bergamo: nello specifico, garanzie per i lavoratori del Centro direzionale e del settore ricerca e sviluppo e che il nuovo assetto societario non disperda la grandissima professionalità acquisita negli anni dai dipendenti di Italcementi. L’obiettivo primario di Italmobiliare sembra soprattutto quello di creare valore e rendimento nel tempo per gli azionisti. Chiediamo la medesima attenzione per le sorti industriali del settore a Bergamo e per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori in Italia e a Bergamo. Per questo chiediamo che il governo attraverso  il Ministero dello sviluppo economico convochi l’azienda e le organizzazioni sindacali per l’illustrazione del piano industriale che ci rassicuri sullo sviluppo futuro del gruppo. Comunichiamo che, invece, l’incontro urgente con l’azienda richiesto questa mattina è stato fissato per il 4 agosto 2015 in Federmaco a Roma».

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