Con un'infografica interattiva

La seconda lingua più parlata? In Italia non è l’inglese, ma…

La seconda lingua più parlata? In Italia non è l’inglese, ma…
25 Aprile 2015 ore 10:35

Prendete un banalissimo, quanto estremamente temuto, colloquio di lavoro: se non già durante la procedura di scrematura dei curriculum vitae, certamente durante la discussione con il personale addetto alle candidature, una domanda chiave è quella connessa alle lingue parlate, molte volte vero ago della bilancia per una possibile proposta professionale. Tra le oltre 7.100 lingue parlate nel mondo, come facilmente prevedibile, quella inglese è quella più diffusa, secondo dei dati offerti dall’Ethnologue: Languages of the World. La storia dell’Impero Britannico, con la sua strutturata realtà coloniale, ha favorito la diffusione in quasi tutto il pianeta dell’idioma anglosassone, permettendo in questo modo che divenisse la lingua maggiormente richiesta per antonomasia.

La più richiesta sì, ma la più parlata no di certo: lo spettro va consegnato, in questo senso, al cinese mandarino. Dato facilmente spiegabile e legato intrinsecamente all’altissimo numero dei cinesi presenti nel territorio d’origine e sparsi per il globo. Nella classifica delle più parlate al mondo a seguire ci sono lo spagnolo, l’inglese, l’hindi-urdu (India e Nepal, di ceppo indoeuropeo) e l’arabo. Questi idiomi la fanno da padrone anche sul web, vero punto di riferimento odierno per capire le abitudini di gran parte della popolazione mondiale; in questa speciale classifica infatti inglese, cinese-mandarino e spagnolo occupano i primi tre posti, seguiti un po’a sorpresa da giapponese e portoghese (che può trovare un elemento di spiegazione nella grande ascesa avuta dal Brasile nell’ultimo quindicennio).

 

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E le seconde lingue? Un’interessante ricerca effettuata dall’ateneo Olivet Nazarene University, sito in Bourbonnais nell’Illinois, ha analizzato quali sono in ogni singolo Stato del mondo le seconde lingue più parlate, fornendo un quadro curioso ed indicativo di tutti i Paesi. Se per comprendere la lingua più parlata il lavoro non è difficile, dato che corrisponde alla lingua ufficiale, per conoscere la seconda lingua occorre studiare rapporti statistici ben definiti e chiari. Gli analisti dell’università americana hanno infatti attinto a differenti tipi di sondaggi, molto frequenti su base nazionale, sfruttando anche il World Factbook della CIA, una pubblicazione annuale che il servizio d’intelligence americana fornisce con dati statistici fondamentali riguardanti i Paesi di tutto il mondo.

Dando un’occhiata all’infografica dell’Europa si evince come nel nostro continente le lingue viventi siano ben 286. L’Italia e la Spagna, tra i Paesi mediterranei, sono quelli dove il secondo idioma più diffuso è comunque parte integrante della storia della nazione. Nel Paese iberico il Catalano è, dopo la lingua madre, l’idioma più diffusa e riflette in maniera chiara i due grandi poli della storia spagnola (per farla breve: Madrid o Barcellona?).

Diversa è invece la situazione italiana: infatti nella cartina, alla voce seconde lingue dell’Italia compaiano i dialetti regionali, con la seguente motivazione: «Sono spesso considerati delle lingue differenti perché non possono essere compresi da tutti». E quello più diffuso in Italia sembrerebbe essere il friulano, parlato dall’1 percento della popolazione. D’altra parte l’italiano risulta essere la seconda lingua più parlata in Argentina, grazie alla grande migrazione avvenuta tra il 1870 e il 1930 che portò quasi 2 milioni e mezzo di cittadini del Belpaese a stanziarsi nelle pampas.

Tra gli altri grandi Paesi europei a comandare sono fattori quali le migrazioni avvenute nel corso degli anni (in Germania la seconda lingua è il turco), l’adeguamento ad uno stile di vita globale (quello che accade in Russia con l’inglese) oppure la storia avuta da quel determinato Stato (così si spiegano i casi della Francia, dove è diffuso il tedesco, e della Gran Bretagna, dove l’idioma più diffuso è quello tipico del Sud asiatico e figlio delle conquiste coloniali in quell’area). I casi più curiosi, come possibile vedere dalla cartina, sono quelli del tedesco in Brasile, per la presenza di popolazioni di origine germanica in alcuni grandi stati, e del cinese in Canada ed Australia, mentre negli Stati Uniti a farla da padrone, vista la vicinanza con il Messico, è l’idioma spagnolo.

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