Arrestata la sorella

La brutta storia dietro la morte di Corini, l’avvocato di Buffon

La brutta storia dietro la morte di Corini, l’avvocato di Buffon
Cronaca 17 Febbraio 2016 ore 05:00
Photocredit Marco Valerio Corini/Facebook.

 

La morte di Marco Valerio Corini, straordinario avvocato spezzino deceduto il 25 settembre scorso dopo una lunga malattia, sta salendo in questi giorni alla ribalta della cronaca, poiché dietro alla sua morte potrebbe non esserci il naturale decorso della patologia (tumore allo stomaco), ma un omicidio da parte della sorella Marzia, che avrebbe favorito il decesso del fratello affinché quest’ultimo non modificasse il testamento e, quindi, la privasse di buona parte della sua ingente eredità. Una vicenda ancora tutta da chiarire, che però nel frattempo ha portato all’arresto di Marzia grazie ad alcune intercettazione telefoniche.

Le circostanze della morte di Corini. Marco Valerio era un celebre e apprezzatissimo avvocato penalista ligure, originario di La Spezia e legale, fra gli altri, del portiere della Juventus e della nazionale Gianluigi Buffon; verso i 50 anni è stato colpito da un grave tumore allo stomaco, che lo ha portato a vivere una lenta e dolorosa agonia. Durante l’estate del 2015 la situazione clinica è precipitata, ed è stato chiaro a tutti che non gli sarebbe restato ancora molto da vivere; ai medici, alla fidanzata Isabel, 22enne studentesse universitaria originaria delle Seychelles, e alla sorella Marzia. Visto il grande dolore che Marco Valerio soffriva in seguito alla sua malattia, più volte Marzia gli avrebbe offerto la possibilità di una sorta di eutanasia, ma egli avrebbe sempre rifiutato, poiché «ho ancora piacere di vedervi». Nonostante la grande voglia di vivere, Marco Valerio è morto il 25 settembre scorso.

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Il testamento e le intercettazioni. Poche settimane dopo il decesso, è stato reso noto il testamento di Marco Valerio, che fra i vari eredi considerati indirizzava 400mila euro alla socia di sempre, e, soprattutto, circa un milione e mezzo di euro alla sorella: il computo totale del lascito si aggirava intorno ai 5 milioni di euro. Tutto sistemato, dunque. Non fosse che, circa un paio di settimane fa, le forze dell’ordine di La Spezia hanno intercettato una telefonata avvenuta fra la stessa Marzia e un’amica, in cui la sorella del defunto avvocato si sfogava dicendo che il fratello era morto «perché sono stata io a sedarlo». E aggiungeva: «Non sarebbe mai morto quel giorno… Non ce la facevo più a vederlo stare male… Non aveva senso e lui era troppo attaccato alla vita per dirmi di farlo». Apparentemente, dunque, una scelta dettata dal non voler più vedere il fratello soffrire (che comunque costituirebbe già di per sé reato), ma secondo gli inquirenti dietro al gesto di Marzia ci sarebbe stato ben altro movente, ovvero salvaguardare la propria parte di eredità che di lì a poco tempo avrebbe rischiato di vedersi sfumare fra le mani.

 

 

Le nuove volontà di Marco Valerio. Dalle indagini degli inquirenti è infatti emerso che Corini era ormai deciso a cambiare del tutto le proprie volontà testamentarie, affinché pressoché tutti quei 5 milioni di euro andassero alla fidanzata Isabel. Non solo, parrebbe che già durante l’estate scorsa Marco Valerio avesse redatto una sorta di bozza per il nuovo testamento, in cui, di fatto, escludeva la sorella Marzia da qualsiasi lascito. Da qui, è questa l’accusa, la decisione di Marzia di favorire il decesso del fratello, specie in seguito ad una chiacchierata fatta da Marco Valerio e dal proprio notaio il 23 settembre, in cui i due si sarebbero messi d’accordo per vedersi pochi giorni più tardi e cambiare definitivamente le volontà testamentarie. Marzia è di professione anestesista, e sarebbe quindi stato piuttosto facile per lei interferire nella somministrazione di antidolorifici al fratello, sostituendo questi ultimi con una qualche sostanza letale. E i fatti dicono che solo due giorni dopo l’incontro fra Marco Valerio e il notaio, il 25 settembre, l’avvocato sia morto. Tutti elementi che hanno portato le forze dell’ordine di La Spezia a stabilire l’arresto per Marzia, oltre al blocco di quel milione e mezzo di euro che sarebbe stato, nel frattempo, già incassato dalla donna. «Marzia ha accudito fino all’ultimo il fratello, lo amava, non avrebbe mai potuto ucciderlo», ha dichiarato l’attuale avvocato della donna, Alessandro Rappelli. Anche se quelle intercettazioni telefoniche, francamente, lasciano più di un dubbio.

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