La rabbia degli esclusi

La bufera sulle Meraviglie di Angela Sulle Dolomiti si scorda il Veneto

La bufera sulle Meraviglie di Angela Sulle Dolomiti si scorda il Veneto
22 Gennaio 2018 ore 09:15

Dopo tanti consensi ed entusiastiche reazioni, sul cielo di Alberto Angela si è scatenato un temporalone. È quello provocato dall’ultima puntata, dove nel suo viaggio tra le Meraviglie d’Italia il popolare conduttore ha fatto tappa sulle Dolomiti. Una tappa assolutamente spettacolare, con riprese da brividi realizzate grazie a droni su montagne rese ancor più affascinanti dalla neve di quest’inverno finalmente generoso di “oro bianco” (la puntata è stata girata lo scorso novembre).

Il problema è che Angela ha fatto una trasmissione tutta sbilanciata sulle Dolomiti trentine e alto atesine, dimenticando che la catena si prolunga sul Veneto, toccando il Friuli. Nel dettaglio queste sarebbero le percentuali della geografia dolomitica: il 46 per cento si trova in territorio Bellunese, mentre solo il 24% a Bolzano, a Pordenone il 13, a Trento il 12 e a Udine il 4. Ed è stato proprio il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin a lanciare una polemica a dir poco furibonda: «in molti sostengono che Angela abbia citato solo il Trentino Alto Adige perché le due Province hanno pagato. Io non voglio credere che sia così, perché se la televisione di Stato indirizza l’informazione per convenienza economica è molto più che grave. Se invece si tratta di disinformazione sarebbe meglio che qualcuno rimediasse». La puntata oltretutto ha ottenuto il record di spettatori. Il che aumenta rabbia degli “esclusi”, perché tutto il servizio è stato girato in provincia di Trento con qualche citazione per Bolzano e nessuna per gli altri territori interessati.

 

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Nel mirino è finita in particolare la Fondazione Dolomiti Unesco, istituita in occasione del riconoscimento della catena montuosa come “patrimonio dell’umanità” ottenuto nel 2009 da parte dell’Agenzia Onu. La Fondazione ha il compito di «garantire una gestione efficace del Bene, favorirne lo sviluppo sostenibile e promuovere la collaborazione tra gli Enti territoriali che amministrano il proprio territorio secondo diversi ordinamenti».

In realtà, la Fondazione, che per altro ha sede a Cortina, in territorio bellunese, di condurre una politica che favorisce l’immagine delle Dolomiti trentine e altoatesine. Come riferisce il sito online Dolomiti.it, in effetti la scelta di Angela è stata tutta orientata sulle montagne trentine. Ha scelto come quartier generale la Val di Fassa e precisamente Soraga, quindi Angela è salito a bordo della funivia del Sass Pordoi, ma anche un paio di volte l’elicottero per sorvolare le cime, mentre nelle giornate meno favorevoli ha raggiunto il museo geologico di Predazzo e girato a Carezza una mini-fiction sulla principessa Sissi, che tanto amava le montagne. Per l’occasione è stato inoltre aperto il Grand Hotel Carezza con il salone delle feste dove sono state ambientate diverse scene.

 

 

Le montagne prescelte sono state in particolare il Sass Pordoi, la Crepa Neigra, il Catinaccio, sino al Latemar e Carezza. C’è stata poi la parte dedicata alla Foresta di Paneveggio, in val di Fiemme, celebre per i suoi abeti rossi che hanno fornito la materia prima ai violini di Stradivari. La sequenza finale spettacolare è stata girata sorvolando il Piz Boé, con il conduttore in vistosa giacca a vento rossa, in mezzo all’immacolata distesa bianca della cima da cui si vede un fantastico panorama a 360 gradi. C’è stato spazio anche per le Tre Cime di Lavaredo e la Marmolada, ma la parola Veneto a quanto pare non è mai stata pronunciata. «Credo che oggi ci siano più persone che conoscono le Dolomiti e va bene così», ha chiuso la polemica con saggezza Irma Visalli, che da assessore provinciale di Belluno si occupò dell’iter per il riconoscimento delle Dolomiti a Patrimonio dell’umanità.

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