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La Dea secondo il professor Adani

La Dea secondo il professor Adani
17 Dicembre 2016 ore 05:00

Daniele Adani è probabilmente il più bravo commentatore tecnico dell’intero panorama televisivo italiano. Lavora per Sky, ha un passato in Serie A ma soprattutto ha seguito il corso di Coverciano ed è uno che mastica calcio quasi tutto il giorno. È un grande esperto, vede tantissime partite e segue con grande interesse anche l’Atalanta.

Daniele Adani, che ne pensa dell’Atalanta?
«È una bella squadra, completa ed equilibrata. Quando si parla di un gruppo che sta facendo bene di solito si ragiona solo sulla difesa o solo sul l’attacco, nel caso della squadra di Gasperini è invece importante sottolineare come in campo si vedano ottime cose in tutte e due le fasi. Ci sono tanti ragazzi che stanno venendo fuori e seguono l’allenatore nell’idea di calcio che propone. A sua volta, il mister ha trovato attitudini importanti per il suo gioco».

Sabato a Torino si è interrotta una striscia positiva importante.
«Prima della partita, pensavo che avesse potuto vincere la squadra di Allegri. In campo i bianconeri hanno meritato il successo ma anche l’Atalanta ha fatto la sua gara. Giocare allo Stadium non è facile ma gli orobici, nonostante la difficoltà, son stati ordinati».

 

 

Come giocano i nerazzurri?
«La proposta di calcio è davvero interessante. Questa Atalanta non è solo pressing a tutto campo e foga agonistica ma è una squadra che ragiona, che gestisce i momenti della partita e alterna le fasi con equilibrio. Siamo di fronte ad una crescita del gioco di Gasperini che sta regalando davvero ottimi risultati. I nerazzurri giocano a calcio, nel senso più pieno del termine».

Cioè?
«Guardiamo le ultime vittorie, sono molto diverse tra loro. Con l’Inter in casa, dopo un ottimo primo tempo, nella ripresa la squadra ha tenuto il campo dando sempre la sensazione di poter trovare il gol decisivo. A Bergamo la Roma ha creato dei problemi e l’Atalanta è stata brava a restare in partita: dopo l’intervallo, Gasperini ha fatto un paio di cambiamenti e ha svoltato. Con il Bologna la squadra ha vinto con maturità, ha saputo attendere e addormentare il match in qualche frangente con passaggi laterali mentre in altri momenti ha accelerato».

Tre cose che la stupiscono della formazione orobica?
«La squadra ha ottimi tempi nelle giocate. I giocatori sanno cosa fare, quando e come lo devono fare. Questo non è un dettaglio, dimostra che c’è un impianto di gioco e che tutti i giocatori recepiscono le indicazioni al meglio seguendo il mister, c’è grande attenzione ai dettagli».

 

 

È solo questo?
«Un altro aspetto molto importante è la crescita che i giocatori stanno facendo con il tecnico. Dei giovani parlano tutti ma ci sono elementi, come ad esempio Toloi, che si stanno esprimendo su livelli altissimi. Conosco il difensore brasiliano da parecchio tempo, lo seguo dai tempi del Goias (squadra brasiliana in cui giocava prima di andare al San Paolo, ndr) ma non l’ho mai visto giocare così. Esce dalla difesa con i tempi giusti, cerca l’anticipo e si propone. Veramente bravo. Lui, come Masiello e molti altri, sono un valore aggiunto».

Certo che i giovani e Gomez stanno stupendo tutti.
«Come non sottolineare le prestazioni di Petagna, allora? È cresciuto tantissimo, si muove molto bene e anche se magari sta segnando poco il suo lavoro per la squadra è fondamentale. Caldara in difesa e Gagliardini a centrocampo sono altri due elementi di grande valore e poi c’è Gomez che è il vero valore aggiunto di questa squadra. Quando prende palla può sempre inventare qualcosa, nell’economia del gioco atalantino è preziosissimo. Il discorso comunque si potrebbe allargare, faccio un altro nome per tutti: Spinazzola. Non è cresciuto nel vivaio e magari di lui si parla meno ma è un altro grande prospetto, gioca a destra e a sinistra, corre tantissimo e può stare sia alto che basso».

Di Kessie non ci dice nulla?
«Kessie merita un discorso a parte. Quando lo guardo giocare in lui vedo qualcosa di più, ha i tratti del campione. Il valore non si discute, in qualche occasione sembra perfino annoiato dal fatto di dover dimostrare sul campo quanto è bravo. Questa è una pecca, sicuramente: se trova continuità, se riesce a non specchiarsi ma a scendere in campo sempre con il piglio giusto farà vedere ancora di più quello che può fare. Il destino mi sembra ormai segnato, si parla di un suo passaggio agli inglesi del Liverpool a giugno e credo che uno così possa andare un po’ in tutte le squadre di un certo livello».

 

 

C’è qualcuno che la sta un po’ deludendo?
«Parlare di delusioni diventa difficile, però da uno come Pinilla, ad esempio, mi aspetto molto di più. Lui è un giocatore importante, ha dei colpi e quindi dovrebbe essere molto più prezioso e determinante per questa squadra. Mi aspetto molto da lui perché lo considero un giocatore di livello».

Qualche partita dal vivo l’ha vista, che ci dice del Comunale?
«Quando lo stadio di Bergamo spinge, diventa esaltante. Certamente qualcosa in più alla squadra lo regala. Come a Marassi dove giocano Sampdoria e Genoa, la pressione si sente e per l’Atalanta è importante che sia positiva. In questo periodo ho visto grandissimo trasporto e quindi giocare a Bergamo, per l’Atalanta, è decisamente favorevole. Per chi ci gioca da avversario, il terreno di gioco sembra quasi più corto e più stretto».

I tifosi sognano l’Europa.
«È presto per dire se la squadra nerazzurra potrà o meno ambire ad un posto in Europa, però sono convinto che gennaio sarà un momento decisivo. I giocatori di Gasperini stanno crescendo e all’inizio della stagione non erano sulla bocca di tutti e sui taccuini di tanti come adesso. Ragazzi come Gagliardini e Caldara dopo le vacanze di Natale si troveranno a dover convivere con una pressione nuova, fatta di grandi accostamenti con altre squadre e bisogna capire come reagiranno. L’altro aspetto decisivo sarà nella risposta della rosa, tutti i giocatori che saranno chiamati in causa dovranno dare un contributo di livello: se questo avverrà, l’Atalanta potrà togliersi belle soddisfazioni».

La Dea è la squadra che la diverte di più?
«Vedo tante partite, posso dire con estrema sincerità che dal punto di vista calcistico la squadra che mi diverte di più è sempre il Napoli, per come scende in campo, per come affronta le gare e per tanti altri dettagli. Subito dopo però viene l’Atalanta, insieme alla Sampdoria. Si vede che lo spirito dei giocatori è quello giusto e che in campo la squadra cerca sempre di esprimere bel calcio » .

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