Il futuro è incerto

Foppa in bilico, così tramonta il mito

Foppa in bilico, così tramonta il mito
15 Maggio 2017 ore 06:00

Come l’anno scorso, come l’anno prima. Un tormentone che, musicalmente parlando, risuona dal maggio 1963 (periodo in cui Mina prima e Piero Focaccia poi lanciarono Stessa spiaggia, stesso mare, scritta da Mogol), mentre, sportivamente parlando, soltanto da qualche anno. Ma ormai, purtroppo, è diventata una consuetudine: con la conclusione del campionato pallavolistico femminile – finito questa volta con un’eliminazione ai quarti di finale per mano della LiuJo Nordmeccanica Modena, che ha eliminato anche la corazzata Imoco Volley Conegliano ed è attualmente impegnata nella finalissima contro l’Igor Gorgonzola Novara – molti tifosi della Foppa si trovano a domandarsi se la squadra sarà ai nastri di partenza della prossima stagione.

Fossimo nel periodo storico più vincente della gloriosa società presieduta da Luciano Bonetti non avremmo dubbi nel fornire una risposta certa e sicura: sì, è ovvio che la Foppa sarà ancora al via anche nel prossimo campionato. Ma, purtroppo, la fotografia attuale non è questa. Il club orobico non vince più come negli anni d’oro e la crisi che dura da almeno un lustro si è fatta sentire anche nelle realtà sportive che pian piano hanno perso degli introiti. E anche ora, come l’anno scorso e come l’anno prima, sono molti i dubbi in merito alla prosecuzione dell’attività sportiva del Volley Bergamo che, mai come questa volta, rischia veramente di interrompersi o comunque di non poter lottare per quei grandi trofei cui ha sempre ambito.

 

 

Tutto è possibile. La situazione appare molto delicata e nessuna ipotesi deve essere considerata come esclusa a priori: da quella di una clamorosa chiusura della società più vincente degli ultimi 25 anni (quindi della fine di una leggenda bergamasca) a un ulteriore ridimensionamento dopo i numerosi tagli già effettuati negli anni precedenti (che in buona sostanza porterebbero la Foppa a dover lottare al fine di evitare una retrocessione in A2), fino ad arrivare a un altrettanto clamoroso passaggio della società nelle mani di qualche imprenditore interessato all’acquisizione, oppure addirittura al trasferimento del titolo sportivo in un’altra città, un’ipotesi che finì già al vaglio di Bonetti a cavallo della primavera-estate 2011 (dopo che la Foppa vinse il suo ottavo e ultimo Tricolore) e che vide Montichiari – piazza profondamente legata all’ambiente pallavolistico e dotata di un PalaGeorge capace di contenere quasi cinquemila persone – fortemente interessata. Ma per nostra fortuna non se ne fece nulla e Bergamo mantenne in città una delle sue eccellenze degli anni Novanta e Duemila.

Di taglio in taglio. Le prime sforbiciate avvennero già nell’estate del 2010 – anno in cui la Foppa alzò al cielo la sua settima Champions League – con il sodalizio bergamasco che proseguì però senza intoppi la striscia vincente (scudetto 2011, Supercoppa italiana 2012 e Coppa Italia 2016), ma incontrando comunque strada facendo crescenti difficoltà nella raccolta degli sponsor che anno dopo anno sono calati sia in termini numerici che di sostegno economico. Nella primavera 2015, periodo in cui Bonetti e i suoi uomini lanciavano richieste d’aiuto, la Tenacta, pronta a lanciare sul mercato i nuovi prodotti a marchio Bellissima, manifestò il proprio interesse, ma la trattativa non si concretizzò.

 

Eleonora Lo Bianco con il presidente Luciano Bonetti

 

Prima Percassi, poi Ubi (grazie a Gori). A quel punto venne in soccorso del club Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, che nel 2015, capendo le difficoltà del momento, si attivò in prima persona nel tentativo di trovare nuovi partner da affiancare a Bonetti e riuscì a convincere il presidente dell’Atalanta Antonio Percassi a fornire almeno per un anno un sostanzioso contributo (rivelatosi poi utile ad alzare al cielo la Coppa Italia a Ravenna nel 2016). L’anno successivo, invece, fu sempre Gori a bussare alla porta del colosso bancario Ubi, che dopo molte reticenze staccò un buon assegno, in grado di garantire una relativa tranquillità per affrontare la stagione appena conclusa. Ma anche Ubi ha deciso di lasciare il sodalizio orobico dopo un solo anno di sponsorizzazione, facendo quindi venir meno nelle casse della Foppapedretti una cifra vicina ai duecentomila euro.

Non proprio spicci quindi, che vanno ad aggiungersi a quelli che non entreranno più da Termigas – marchio legato da diversi anni al Volley Bergamo – che nella passata stagione ha supportato il club con un sostanzioso contributo. In quest’ultimo caso non è però detto che la sponsorizzazione si azzeri completamente, in quanto la decurtazione del sostegno non sarebbe dovuta alla mancanza di interesse da parte della società con sede in via Buratti, ma dalla difficile congiuntura che Termigas sta vivendo.

 

   

Francesca Piccinini e Maurizia Cacciatori, due giocatrici simbolo della Foppa

 

E se a tutto ciò aggiungiamo anche che altri piccoli sponsor – per un totale di circa centomila euro – non proseguiranno il proprio rapporto per i motivi più diversi, l’unica considerazione che possiamo trarre è che una sostanziosa fetta di budget non potrà essere messa a bilancio per la stagione 2017/2018. Un bilancio che attualmente piange (e parecchio) visto che per poter affrontare un dignitoso campionato come quello messo in scena quest’anno manca ancora quasi il cinquanta per cento del budget (si parla di circa ottocentomila euro).

Restare o fare un passo indietro? A questo punto è chiaro a tutti che, di fronte allo scenario appena presentato, il cielo sopra via Albricci è tutt’altro che azzurro e limpido. Anzi, nerissimo e con la presenza di forti temporali anche all’interno della stessa famiglia Foppa Pedretti: una parte, quella con a capo l’attuale presidente del Volley Bergamo Luciano Bonetti, desidererebbe fortemente proseguire la strada intrapresa oltre vent’anni fa, mentre un’altra parte, capitanata da Enrica Foppa Pedretti, vorrebbe mettere un freno alle uscite.

 

Stefano Lavarini, l’allenatore

 

Questioni familiari a parte, le prossime settimane saranno quelle decisive per capire quale sarà il futuro di una realtà sportiva che, oltre ad aver vinto tutto in campo italiano e mondiale portando in alto il nome di Bergamo, si è sempre distinta per la propria serietà nel mantenimento degli accordi presi, fattore che, anche negli anni meno ricchi, ha permesso al direttore generale Giovanni Panzetti di allestire formazioni competitive in grado di lottare per le primissime posizioni. Le trattative per tentare di acquisire nuove sponsorizzazioni e quindi di evitare la fine di questo grande mito sono in atto, ma strappare contratti ad almeno cinque zeri non sarà certo cosa facile, soprattutto ora che il tempo inizia a stringere. Non tanto per quanto concerne l’aspetto burocratico, che ha comunque delle scadenze da rispettare, ma per quanto riguarda l’allestimento di una rosa all’altezza e che non sia formata solamente dalle giocatrici disponibili a fine mercato.

Il futuro sportivo. Ad oggi la Foppapedretti Bergamo ha sotto contratto solamente la centrale serba Mina Popovic, ingaggiata lo scorso anno dalla scomparsa Vicenza, e la schiacciatrice Miriam Sylla, che ha appena concluso la propria quinta stagione in maglia rossoblù. Tutte le altre atlete e membri dello staff, da Lo Bianco a Cardullo, da Gennari a Guiggi, da Suelen a Partenio, fino ad arrivare a coach Stefano Lavarini, sono svincolati e quindi liberi di accasarsi altrove. Siamo dunque al tramonto di un mito?

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