Il rendiconto

La generosità dei lombardi premia il Papa Giovanni, ma è polemica sull’uso delle donazioni

In Lombardia raccolti circa 205 milioni di euro: all'ospedale di Bergamo circa 22,5 milioni di euro, meno soltanto del Sacco di Milano (30,3 milioni). Il Pd contesta però alla Regione l'utilizzo di questi soldi

La generosità dei lombardi premia il Papa Giovanni, ma è polemica sull’uso delle donazioni
21 Luglio 2020 ore 16:10

I lombardi di fronte all’emergenza sanitaria si sono dimostrati campioni di generosità. Regione Lombardia ha infatti raccolto circa 205 milioni di euro grazie alle donazioni di cittadini, aziende e associazioni che hanno destinato contributi alla sanità del territorio. A beneficiarne sono state soprattutto l’Asst dell’ospedale Sacco di Milano (destinatario di oltre un settimo dei ricavi, pari a circa 30,3 milioni di euro) e la sanità bergamasca: in particolare, il Papa Giovanni ha ricevuto circa 22,5 milioni di euro, l’Asst Bergamo Est circa 5 milioni, l’Asst Bergamo Ovest circa 1,7 milioni e l’Ats circa 1,8 milioni tra denaro e beni sanitari.

I dati sono stati forniti in risposta a un’interrogazione presentata dai consiglieri del Pd e, tornando al rendiconto, le donazioni ricevute (al 19 giugno) da Ats, Asst, Irccs e Areu ammontavano a 131,7 milioni di euro (di cui 22,7 milioni in attrezzature), cui si aggiungono ulteriori 20,2 milioni in denaro raccolti grazie a iniziative private.

I consiglieri Dem Fabio Pizzul, Carmela Rozza e Carlo Borghetti contestano però alla Regione il fatto che nella proposta di legge riguardante l’assestamento di bilancio le donazioni potranno essere utilizzate «per fronteggiare le conseguenze sociali ed economiche» della pandemia. Come ha dichiarato la consigliera Rozza a Il Giorno, «la Regione sta facendo cassa coi soldi donati dai cittadini, mentre per l’ospedale in Fiera (di Milano, ndr) si attende un nuovo finanziamento del Governo nonostante il fiume di risorse che da inizio pandemia ha stanziato per la Lombardia».

La Regione, dal canto suo, spiega che le spese sostenute dalla centrale acquisti Aria erano autorizzate dalla Protezione civile e dal commissario straordinario e che, non essendo state ancora assegnate le risorse statali, le donazioni potrebbero servire a sostenere parte dei costi.

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