A volte, per risolvere un piccolo caso basta ricordarsi di un dettaglio. Lo sanno bene Cesare e Sebastiano, due agenti della Squadra Volante della polizia di Stato di Bergamo, che sono riusciti a ritrovare una moto rubata 24 ore prima grazie alla loro memoria e alla capacità di riconoscere il mezzo tra decine di altri veicoli.
Tutto è cominciato la sera del 4 novembre, quando i due stavano transitando in via Rovelli. Qui sono stati avvicinati da un ragazzo che aveva appena subito il furto della propria moto, sottratta poche ore prima all’altezza del civico 24. Il giovane aveva già presentato denuncia ai carabinieri, ma ha raccontato quanto accaduto anche agli agenti, fornendo loro una descrizione del veicolo.
Le ricerche e il ritrovamento
Cesare e Sebastiano hanno memorizzato modello, targa e colore del motociclo, mettendosi immediatamente alla ricerca nella zona. Durante i controlli, in un vicino campo sterrato, hanno anche individuato il bauletto della moto, ma del veicolo non c’era ancora traccia.
La svolta è arrivata il giorno successivo. Nel corso di una perlustrazione a piedi all’interno del parcheggio sotterraneo di un supermercato cittadino, i due agenti hanno notato una moto bianca lasciata fuori dagli stalli. Un particolare che ha subito attirato la loro attenzione: il mezzo corrispondeva perfettamente alla descrizione raccolta la sera precedente.
Gli accertamenti hanno confermato che si trattava proprio della moto rubata al ragazzo. Il veicolo presentava anche il nottolino di accensione danneggiato, segno del tentativo di metterlo in moto senza le chiavi.
Il lieto fine
A quel punto gli agenti hanno contattato il proprietario, che ha raggiunto il parcheggio e, completate le formalità necessarie, ha potuto tornare in possesso del proprio mezzo.
Una vicenda conclusa con un lieto fine grazie a un lavoro di osservazione e attenzione ai dettagli: la denuncia, il racconto del giovane e, soprattutto, la memoria dei due poliziotti.