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La nobile e antica arte del Tai-chi ora è arrivata in quel di Stezzano

La nobile e antica arte del Tai-chi ora è arrivata in quel di Stezzano
Cronaca 11 Ottobre 2017 ore 10:00

Il benessere psicofisico del corpo e della mente è da sempre una prerogativa fondamentale degli esseri umani. Sarà per questo che, molti secoli orsono, un monaco cinese che viveva in uno sperduto monastero ideò il Tai Chi Chuan, un’arte marziale che consente a chi la pratica di sviluppare il proprio percorso vitale in piena sintonia con le forze che regolano l’universo. Una necessità, oggi come allora, più viva che mai.

Tai Chi a Stezzano. Per questo motivo la Pro Loco di Stezzano ha deciso di organizzare dei corsi di Tai Chi, partiti lo scorso anno e da subito contraddistinti da un’ottima partecipazione. «I corsi possiedono un bacino d’utenza molto ampio, perché si tratta di una disciplina che tutti possono praticare - dice Fulvia Ferrari, membro della Pro Loco -. Da subito si è creato un bel gruppo e, una volta terminati i corsi, gli iscritti erano soliti ritrovarsi nel parco per provare gli esercizi sotto la supervisione del Maestro».

 

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Il Maestro. Già, il Maestro, una figura che nelle arti marziali assume una connotazione quasi mistica, basti pensare al saggio e inflessibile Maestro Pai Mei di Kill Bill, perché si tratta di colui che è destinato a tramandare un sapere antichissimo, che viene instillato a poco a poco nella mente e nel corpo di un allievo che deve dimostrarsi degno di ricevere questo dono. Per questo ruolo la Pro Loco si è affidata a Giovanni Ferrari, fratello di Fulvia, nonché Maestro 5° Duan e presidente dell’Associazione Lenhua Cientao di Albano Sant’Alessandro. Giovanni vanta un’immensa esperienza nel panorama delle arti marziali, visto che, oltre ad essere esperto di Tai Chi, è anche Maestro di Kung Fu e di Chi Kung.

Perché amare il Tai Chi. «All’inizio, però, non amavo il Tai Chi e lo praticavo solo perché si trattava di un obbligo che il mio Maestro (Ng Wee Lian, malese di origine cinese e fondatore dell’Associazione Lenhua Cientao) aveva imposto per poter acquisire l’ultima cintura di Kung Fu. Tuttavia col tempo ho imparato ad apprezzare questa disciplina ed ho capito che, praticando il Tai Chi, migliorava anche il mio Kung Fu, perché si tratta di due arti che sono strettamente correlate». Il Tai Chi, inoltre, reca con sé notevoli vantaggi: «Prima di tutto si tratta di benefici posturali, perché durante la giornata tutti noi assumiamo delle posizioni non consone alla nostra corporatura e questa disciplina, grazie al corretto riallineamento della colonna vertebrale, ci permette di stare meglio fisicamente. Viene poi la componente mentale, dettata dal rilassamento e dalla concentrazione riservata unicamente a focalizzare l’esercizio che stiamo eseguendo, senza essere influenzati dai mille pensieri che invadono la nostra mente durante la giornata».

 

 

E poi c'è il Chi Kung. Giovanni, inoltre, pratica anche il Chi Kung, degli esercizi di respirazione volti a potenziare la propria energia interiore, con cui è possibile portare all’estremo le condizioni del proprio corpo ed esprimere la piena potenzialità delle arti marziali. «Pratichiamo diversi esercizi, tra cui la piegatura della lancia con la gola e la rottura di bastoni sull’addome, sulla schiena e sulle braccia; ciò è possibile perché, praticando il Chi Kung, il nostro corpo si potenzia, facendo sì che ad eseguire l’esercizio non sia la forza muscolare, ma l’energia sprigionata dal nostro corpo». Perché le arti marziali sono molto più di quel che possono apparire agli occhi di chi non le conosce. Si tratta di discipline alla cui base vi è una storia e una filosofia millenaria che, come insegna Giovanni, non si limitano ad accompagnarci nelle ore che passiamo in palestra, ma ci aiutano a vivere bene ogni momento della nostra esistenza.