Cosa dice esattamente

La legge contro il cyberbullismo appena approvata dalla Camera

La legge contro il cyberbullismo appena approvata dalla Camera
07 Ottobre 2016 ore 08:00

Il 20 settembre è stata approvata alla Camera dei Deputati la proposta di legge per la prevenzione e la repressione dei fenomeni di bullismo che si consumano sulla rete: ecco di cosa si tratta.

Definire il cyberbullismo. Il fenomeno del bullismo non è certo una novità, soprattutto tra i più giovani, che, a volte senza rendersene conto, sono in grado di rendere la vita di un coetaneo un vero inferno. L’enorme differenza che c’è tra bullismo e cyberbullismo è nel numero di “bulli” coinvolti nelle vessazioni, che in rete possono essere compiute da centinaia o migliaia di persone, spesso non del tutto consapevoli delle proprie azioni. Lo schermo del pc rende tutto più freddo e asettico, e capita così di scordarsi che, dietro agli avatar online, esistono persone che come noi hanno una vita, una sensibilità e dei sentimenti. È quindi più facile esporre al pubblico ludibrio qualcuno, insultarlo o addirittura augurargli la morte, com’è capitato spesso sui social network anche nei confronti di soggetti molto giovani e quindi più fragili. Sono ancora freschi nella memoria i casi recenti di ragazze che hanno visto la loro vita distruggersi a causa di un filmato o una fotografia intima diffusa in maniera capillare sulla rete o di giovani bersagliati con ogni genere di insulto. Ha destato particolare scalpore il caso di Tiziana Cantone, la trentunenne che si è tolta la vita, pare proprio a causa dello scandalo causato da alcuni video hot diffusi sul web in maniera incontrollata, che l’avrebbero esposta ad una gogna pubblica insopportabile.

 

 

La nuova legge della Camera. La Camera dei Deputati ha approvato una proposta di legge che definisce in maniera chiara il bullismo, descrivendolo come «l’aggressione o la molestia ripetuta, da parte di singoli o più persone, nei confronti di una o più vittime allo scopo di ingenerare in essi timore ansia o isolamento ed emarginazione». Sono considerati atti di bullismo tutti i tipi di violenza, fisica e psicologica, compresa l’istigazione all’autolesionismo ed al suicidio, con particolare attenzione alle offese e derisioni relative alla razza, alla lingua, alla religione, all’orientamento sessuale, all’aspetto fisico o alle condizioni sociali e personali della vittima. Il cyberbullismo non è altro che la trasposizione di questi stessi comportamenti all’interno della rete, in particolare nei social network e nelle applicazioni di messaggistica istantanea come Whatsapp. È importante anche sottolineare che nei casi di cyberbullismo sono inclusi la realizzazione e diffusione online di immagini, registrazioni o altri contenuti aventi lo scopo di offendere l’onore e la reputazione della vittima.

 

 

Contenuti bloccati in 24 ore. La lotta di chi viene colpito da atti di bullismo online e prova a reagire è spesso poco efficace, perché oltre a cercare di punire i diretti colpevoli bisogna fare i conti con i gestori dei siti web dove le molestie sono state pubblicate. Non basta ottenere la cessazione di certi comportamenti, perché una volta che delle frasi, delle foto o dei video sono online, è quasi impossibile fermarne la diffusione, a meno che non si intervenga con eccezionale tempestività. La proposta di legge che ora andrà all’esame del Senato prevede la possibilità, per chiunque abbia più di quattordici anni, di rivolgere istanza al gestore del sito internet per ottenere «la rimozione, l’oscuramento o il blocco delle comunicazioni che lo riguardano e dei contenuti specifici che costituiscono cyberbullismo», assicurandosi di conservare i dati originali. Il Garante della protezione dei dati personali si riserva la possibilità di intervenire personalmente per adottare queste misure, qualora il gestore del servizio, che può essere un social network, un blog o un’app di messaggistica, non vi provveda entro 24 ore dalla richiesta.

 

 

Prevenzione nelle scuole. Il fenomeno del cyberbullismo deriva spesso da una scarsa conoscenza del mezzo di internet e da una mancanza di educazione. Sono infatti spesso gli stessi minori ad accanirsi sui propri coetanei, non comprendendo la gravità delle proprie azioni. La proposta di legge prevede per questo motivo l’adozione da parte del Ministero dell’Istruzione di «linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo nelle scuole, anche avvalendosi della collaborazione della polizia postale». Ogni scuola dovrà avere un docente con funzioni di referente per le iniziative contro il bullismo e il cyberbullismo e dovrà promuovere iniziative di prevenzione e contrasto di questi fenomeni, coinvolgendo anche le associazioni di giovani sul territorio. Sarà compito del dirigente scolastico anche informare tempestivamente i genitori dei minori coinvolti in atti di bullismo o cyberbullismo e, una volta sentite le famiglie e valutata la gravità degli episodi, dovrà convocare i minori per l’adozione di misure necessarie, sia a sostegno della vittima che nei confronti del colpevole.

 

 

Educazione a internet. Sebbene ormai qualsiasi ragazzo sappia usare senza problemi qualsiasi smartphone e abbia una certa confidenza con i dispositivi tecnologici, è totalmente mancato in questi anni un programma di educazione all’utilizzo di internet, uno strumento potentissimo ma anche potenzialmente molto dannoso. Il risultato, anche se può sembrare paradossale, è che non c’è sufficiente conoscenza del mezzo nelle nuove generazioni, che tendono a confondere tutto ciò che avviene sul web come un enorme videogioco, senza alcuna conseguenza nella vita reale. Se questa legge passerà anche il voto del Senato, saranno finanziate nelle scuole iniziative per l’educazione all’uso consapevole della rete internet e ai doveri e diritti derivanti dal suo utilizzo. In caso di atti di bullismo che non costituiscano reati procedibili d’ufficio, se non viene sporta querela, il Questore avrà inoltre la facoltà di convocare il responsabile, che se è minorenne dovrà essere accompagnato da un genitore. Il colloquio servirà ad ammonire oralmente il colpevole, spiegando se necessario la gravità delle proprie azioni e soprattutto le conseguenze che potrebbero portare, invitandolo infine a mantenere una condotta conforme alla legge.

Reato punibile con pene fino a 6 anni. Il reato di cyberbullismo con questa proposta di legge viene incluso nella fattispecie di reato degli atti persecutori (stalking) e viene considerata una circostanza aggravante. Con questa modifica lo stalking informatico o telematico verrà punito con la reclusione da 1 a 6 anni e comprende anche i casi in cui il reato sia stato commesso con uno scambio di identità e l’invio di messaggi o divulgazione illecita di materiale sensibile e privato. In questi casi è prevista anche la confisca obbligatoria di tutti i beni e strumenti informatici e telematici utilizzati per compiere il reato.

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