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La passeggiata di Giorgio Gori nelle strade della città (per fortuna vuote)

Bergamo, 22 Marzo 2020 ore 21:13

Per fermare i contagi da Coronavirus, ormai lo sappiamo, è necessario restare in casa. Ogni giorno veniamo bombardati da questo messaggio. Lo continuano a ripetere i sindaci e le autorità regionali. Ma quanti effettivamente rispettano diligentemente questo dictat? Il sindaco Giorgio Gori, nella giornata di domenica 22 marzo, ha fatto una passeggiate per le strade di Bergamo per controllare se i cittadini si stessero comportando in modo virtuoso. Fortunatamente sembra di sì e ha scritto questo messaggio, che vi proponiamo integralmente:

«Nei giorni scorsi sono uscito a controllare se per strada ci fosse qualcuno a spasso da spedire a casa. Avevo visto Antonio Decaro, il mio amico sindaco di Bari, farlo sul lungomare della sua città. Ma non ho trovato nessuno. I bergamaschi hanno capito.

Fuori dai negozi ho visto persone fare la spesa in modo ordinato, in silenzio, a distanza di sicurezza. Ho invece scoperto che gli edicolanti non avevano le mascherine. Abbiamo trovato il modo di fargliele avere. Svolgono una funzione preziosa, è importante che siano protetti. Loro come le persone che lavorano nei supermercati. Ho controllato all’Auchan di via Carducci e all’Esselunga di via Corridoni. La situazione mi è parsa ordinata. Le commesse sono un po’ preoccupate ma restano al loro posto, di questo le ho ringraziate.

Accanto alla stazione c’è il camper di Namasté, dove gli operatori si occupano di chi vive ai margini. Le poche persone che si incontrano lì intorno – a parte chi va a prendere il treno – non hanno una casa dove andare. Ho compilato e distribuito alcuni bigliettini con l’indirizzo della nuova struttura di accoglienza che la Caritas ha aperto in via Ghirardelli 12. Ho poi saputo che la sera però non si è presentato nessuno.

Anche Città Alta era completamente vuota. In questa stagione sarebbe stata piena di turisti e di voci. Alle 12 di sabato in piazza Vecchia si sentiva solo il rumore della fontana. Questa è Bergamo all’inizio della primavera, in questo 2020 che non potremo mai scordare. Una città silenziosa e sofferente, ma composta, in attesa che il brutto passi. In cui ognuno fa il suo pezzo di dovere.

Miei amati concittadini, vi ringrazio tutti. Voi che rimanete a casa responsabilmente. Voi che vi preoccupate di proteggere i vostri genitori e i vostri nonni. Voi che lavorate e ci consentite di andare avanti. Voi collaboratori del Comune, operatori sociali, volontari che ci aiutate. Soprattutto voi medici e infermieri, operatori della sanità, che combattete negli ospedali e sul territorio.

Cammino senza incontrare nessuno e penso a chi è malato, a chi ha perso una persona cara, a chi trepida per un parente o un amico malato. In queste ore siamo uniti da questo dolore, tutti noi bergamaschi. Ma siamo forti. Ci rialzeremo.

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