Un quarto esentasse, il resto al 40 percento

Tutta la pensione in tasca a 55 anni L’Inghilterra (perplessa) cambia

Tutta la pensione in tasca a 55 anni L’Inghilterra (perplessa) cambia
07 Aprile 2015 ore 15:13

L’Inghilterra ha realizzato una piccola ma dibattuta riforma del sistema previdenziale, che permette a qualunque cittadino lavoratore che abbia compiuto almeno 55 anni di ritirare immediatamente tutto quanto accumulato, in termini di contributi, nel corso della propria vita professionale. Nello specifico, un quarto del totale verrà incassato interamente esentasse, mentre il restante 75 percento subirà l’aliquota della tassazione ordinaria previdenziale, ovvero il 40 percento. Con una conseguenza non esattamente trascurabile: qualora venga scelta questa opzione, si perderà del tutto il diritto a ricevere la pensione una volta terminata la parabola lavorativa. Una scelta coraggiosa, che scommette con decisione sulle capacità gestionali del proprio portafoglio dei cittadini britannici. Molti sudditi di Sua Maestà sono entusiasti di questa nuova possibilità, altri non ci pensano nemmeno nei peggiori incubi, gli analisti invece pare che abbiano accolto, discretamente unanimi, con enormi perplessità questa nuova normativa.

 

 

Il fronte dei favorevoli… Chi maggiormente crede nella propulsione economica di questa mini-riforma è anzitutto il Governo, che vede nell’opzione di percepire immediatamente i contributi, e quindi di trovarsi da un giorno all’altro con un conto in banca decisamente rimpinguato, un grande incentivo per accrescere le spese delle famiglie, con benefici diretti sul Pil. D’altra parte, sotto un certo punto di vista, il discorso non fa una piega: un cittadino 55enne, sia esso solo o con una famiglia a carico, ha tendenzialmente la propria vita organizzata e delineata, con una casa di proprietà, i figli che già percepiscono reddito, e vari benefit minori (automobile, eventuali seconde case e via dicendo). L’improvviso arrivo di una forte somma di sterline, a meno di situazione particolari, è ipotizzabile che venga effettivamente utilizzato per concedersi alcuni extra e per spese che altrimenti non sarebbero state compiute.

 

 

… e quello dei contrari. Ma la maggior parte degli esperti si dichiara categoricamente contraria a questa nuova normativa. In primo luogo, benché entrino tanti soldi tutti di un fiato, perdere la possibilità di percepire una pensione fissa è un rischio decisamente elevato, poiché è impossibile prevedere qualsiasi tipo di svolta che la vita economica di un cittadino possa prendere. Poi, nello scenario idilliaco che il Governo si è figurato, una parte dei contributi incassati verrebbero senz’altro utilizzati per spese in più (attivando il circolo virtuoso rispetto al Pil sopra indicato), e un’altra parte verrebbe invece impiegata in fondi pensionistici privati o comunque in investimenti che garantiscano una rendita anche una volta terminata la vita lavorativa.

Lo scetticismo. Ma lo scetticismo è elevato: gli inglesi, a detta degli stessi analisti, sono un popolo spendaccione e poco incline al risparmio e all’investimento a lungo termine, ed è quindi molto più probabile che in tanti, dopo aver acquistato un auto di lusso o altro analogo, si ritrovino senza risparmi e senza entrate. E il monito del Governo, che ha invitato i lavoratori a «riflettere bene e non agire d’istinto», difficilmente troverebbe terreno fertile. In terzo luogo, la tassazione è particolarmente elevata: perché se è vero che un quarto dei contributi verrebbe percepito esentasse, tassare al 40 percento un’intera somma piuttosto che una normale pensione mensile è ben altra cosa. Infine, ma forse prima di tutto, è stato sottolineato come se tutti quanti i lavoratori dovessero propendere per questa opzione non sarebbe affatto detto che le casse statali possano sostenere un improvviso esborso così elevato.

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