Robotizzazione dell'uomo?

Il dibattito sui braccialetti Amazon

Il dibattito sui braccialetti Amazon
02 Febbraio 2018 ore 09:45

«Amazon vince un paio di brevetti per braccialetti wireless che monitorano i lavoratori dei magazzini». Era il titolo, apparentemente innocuo, apparso il 30 gennaio su GeekWire, un sito di punta sull’informazione tecnologica. Sotto il titolo c’era anche la rappresentazione di come funzionavano questi braccialetti: un uomo davanti a uno scaffale il cui braccio era “guidato” a prelevare il prodotto giusto grazie a luci che si accendevano. L’idea del grande gruppo online americano è quello di ridurre i margini di errore nelle spedizioni, per venire incontro alla clientela e soddisfarla sempre meglio e soprattutto per abbattere i costi per invii sbagliati che comportano non solo il rinvio ma anche il recupero del prodotto.

 

 

Le due visioni opposte. Tutto bene, dunque? A quanto pare no, se persino il presidente del Consiglio Gentiloni davanti a questa notizia ha sentito di dover fare un tweet: «Sfida vera è qualità del lavoro, non il braccialetto». Il problema infatti è che quel braccialetto così funzionale in realtà serve a tracciare i movimenti dei dipendenti e quindi a tenerli sotto controllo. Grazie ad algoritmi l’azienda potrà misurare in modo matematico i livelli di efficienza e poi trarre le sue conclusioni.

E Amazon che dice? Secondo il colosso americano il sistema servirebbe a risparmiare tempo al dipendente, mostrandogli a colpo sicuro dove si trova il prodotto da prendere e impacchettare. Non solo, il braccialetto guida il dipendente a portare il prodotto nel giusto contenitore che verrò prelevato dagli spedizionieri. Il successo di Amazon infatti sta in due fattori: precisione e velocità. Amazon Prime, in particolare, è un’offerta che piace moltissimo ma che non lascia margini di errori o di perdita di tempo: le consegne sono fatte a tempi brevissimi per i tantissimi utenti abbonati al servizio.

 

 

La robotizzazione del lavoratore. Se pure non fosse usato anche in funzione di controllo, questo braccialetto configura però una sorta di robotizzazione dell’uomo. Prima che arrivino gli automi a svolgere mansioni che oggi sono ancora affidate agli uomini, gli uomini dovranno sempre più assomigliare a robot? È questa la domanda che ci si fa e che inquieta le migliaia di persone che lavorano alle dipendenze di Amazon. L’azienda ribatte che «muovendo le attrezzature verso i polsi dei dipendenti, le mani vengono liberate dall’utilizzo degli scanner e gli occhi non devono più guardare lo schermo. Tutte le tecnologie che abbiamo implementato fino a oggi hanno contribuito al miglioramento delle condizioni di lavoro nei nostri centri di distribuzione».

C’è già un altro grande venditore online che sta pensando di adottare un dispositivo con funzioni simili: è la Yoox (vendita di capi di moda) che ha fatto brevettare un sistema nato nell’università di Parma, chiamato Rfid: passando un lettore ottico sopra il codice a barre della merce fa accendere due luci sullo scatolone giusto.

Comunque per ora siamo solo all’acquisto dei brevetti. E c’è ancora strada da fare prima di capire come adottare i braccialetti. Non si se la cosa ci fa sentire più tranquilli…

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