Lo dice la psicologia

La scienza della prima impressione cioè chi è l’altro in pochi secondi

La scienza della prima impressione cioè chi è l’altro in pochi secondi
02 Aprile 2015 ore 05:30

Gli psicologi la chiamano “thin-slicing” ed è la capacità di ogni essere umano di trovare modelli basati solamente su precedenti brevi esperienze di vita. Il termine fu coniato nel 1992 dagli psicologi Nalini Ambady e Robert Rosenthal sul Psychological Bulletin. In italiano, più semplicemente, potremmo ridefinirla come la scienza della prima impressione. Secondo la psicologia, infatti, ci sono alcuni lati caratteriali di ogni persona che possono essere captati dopo pochi secondi dal primo incontro. Poco importa se poi si rivelino impressioni corrette o sbagliate. Del resto a chi non è mai capitato di affermare, tra sé e sé, “la prima impressione è sempre quella giusta”?

 

La fiducia

A una persona basta un decimo di secondo per ottenere la vostra fiducia. Sempreché, nella prima impressione suscitata in voi, sia scattata la scintilla necessaria. I ricercatori di Princeton hanno però scoperto che ci bastano veramente pochi istanti per capire se la persona che ci troviamo davanti merita o meno la nostra fiducia. La ricerca s’è svolta attraverso un’esperienza empirica: sono stati creati due gruppi di studenti; al primo sono stati dati 100 millisecondi per valutare caratteristiche quali l’attrattiva, la competenza, la simpatia, l’aggressività e l’affidabilità di alcuni attori, solamente attraverso uno sguardo ai loro volti; al secondo, invece, è stato dato lo stesso compito, ma senza limiti di tempo. Il risultato ha dimostrato che mentre di alcune percezioni variavano le tempistiche di decisione, sull’affidabilità il tempo di reazione era uguale in entrambi i gruppi. In altre parole, decidiamo in pochissimo e al primo sguardo se fidarci o meno di qualcuno. Solo il tempo, invece, ci dirà se avremo fatto la scelta giusta.

 

Lo status

Se pensate che il vostro modo di vestire possa rendervi più affascinanti, vi sbagliate. Uno studio olandese, infatti, ha dimostrato che l’abbigliamento offre sugli altri un’unica immagine istantanea ed è quella dello status sociale che ricopriamo. Più vestiamo di marca, più gli altri penseranno che le nostre finanze sorridano. Non una grande scoperta, penserete voi, ma in realtà il risultato ha confermato teorie che fino ad allora erano state sempre esposte ma mai provate empiricamente. «Le percezioni avute dai soggetti interessati dall’esperimento non hanno riguardato nessun’altra delle caratteristiche che possono influenzare le nostre interazioni sociali» hanno affermato i ricercatori. «Non sono risultate differenze né sulla percezione attrattiva o sulla gentilezza. In base all’abbigliamento ci si fa solamente un’idea dello status sociale del soggetto che abbiamo di fronte».

 

La sessualità

Un ventesimo di secondo: è questa la quantità di tempo stimata nel quale ci facciamo un’idea dell’orientamento sessuale della persona che abbiamo innanzi a noi, soprattutto se di sesso maschile. Lo studio è stato realizzato da un team guidato dai ricercatori Nicholas O. Rule e Nalini Ambady, in quali hanno poi scritto: «La percezione rapida e accurata dell’orientamento sessuale maschile, può essere solo un altro sintomo di un meccanismo cognitivo veloce ed efficiente per percepire le caratteristiche di altri soggetti».

 

L’intelligenza

Uno studio del 2007, realizzato da Nora A. Murphy della Loyola Marymount University, ha scoperto che osservare negli occhi il vostro interlocutore vi permetterà non solo di percepire la sua intelligenza, ma di trasmettergli la sensazione che anche voi siete persone brillanti. Nello studio ha scritto: «Osservare negli occhi chi vi parla è una chiave comportamentale fondamentale. Questo atteggiamento è strettamente legato al quoziente intellettivo, viene spesso correlato a ottime capacità organizzative e aiuta a offrire una percezione di noi più elevata in termini d’intelligenza». Se volete apparire più brillanti di ciò che ritenete di essere, dunque, non dimenticate di guardare negli occhi il vostro interlocutore. Anche indossare grandi occhiali e parlare chiaramente aiuta, ma qui si entra in un altro campo, quello della manipolazione dell’impressione altrui.

 

Leggerezza sentimentale

Uno studio britannico di alcuni anni fa dimostrava che le donne con tatuaggi ben in vista sono abitualmente percepite come meno attraenti, grandi bevitrici e con grande apertura verso le relazioni con l’altro sesso rispetto alle donne senza tatuaggi o con tatuaggi nascosti alla vista. Gli stessi ricercatori hanno però sottolineato che questa valutazione è legata agli stereotipi di anni passati e a preconcetti oggi sempre meno considerati.

 

La forza caratteriale

Secondo una ricerca dell’Università della Pennsylvania, gli uomini calvi non solo appaiono come più affascinanti, ma anche più forti caratterialmente. Nello studio si legge: «Gli uomini con le teste rasate sono stati valutati come più dominanti rispetto a quelli capelloni». La prova è arrivata con un test: alle foto di alcuni uomini sono stati tolti, digitalmente, i capelli. Facendo osservare l’immagine prima e dopo “il ritocco”, da calvi sono stati percepiti come più forti caratterialmente, più alti e più affascinanti di quanto non lo fossero con i veri capelli. Quindi un consiglio: rasatevi a zero.

 

Il successo nella vita

Se volete apparire come persone di successo, vestite con abiti su misura. Lo ha dimostrato una ricerca realizzata da un team di studiosi britannici e turchi: a un gruppo di persone sono state mostrate le fotografie di una serie di soggetti, alcuni vestiti con abiti su misura, altri con gli stessi abiti, ma non di sartoria. Il risultato è stato chiaro: «L’esperimento ci ha dimostrato che è sempre meglio compare abiti su misura, perché ciò migliora la nostra immagine verso gli altri». L’ipotesi che la ricerca sia stata finanziata dalla lobby dei sarti è quanto mai probabile. Ma per dovere di cronaca la riportiamo.

 

Il successo sul lavoro

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In pochi secondi non solo potete farvi un’idea dello status lavorativo di un soggetto, ma anche delle sue potenzialità. Ovvero se ha o meno possibilità di fare carriera. Sembra incredibile, ma uno studio realizzato nel 2011 in Canada ha dimostrato che solo attraverso uno sguardo a un soggetto già ci immaginiamo che tipo di lavoro faccia e, soprattutto, se abbia o potrebbe avere successo in quel mestiere. L’esperimento è stato fatto mostrando a degli studenti universitari una serie di fotografie dei più disparati tipi di persone, vestite sia eleganti che casual. I risultati sono stati chiari al riguardo.

 

L’istintività

Feet on the Beach

 

 

 

 

 

 

 

 

Le persone non giudicano solo il vostro aspetto, ma anche il vostro atteggiamento. In uno studio realizzato all’Università di Durham, agli studenti sono stati mostrati dei filmati di 26 “colleghi” che camminavano. Alcuni avevano un’andatura più libera, spensierata, altri più composta, attenta e riflessiva. Bastavano pochi passi perché gli osservatori scrivessero su un block notes le sensazioni che avevano avuto sulla personalità dei protagonisti dei video. I giudizi erano tutti legati all’istintività, al coraggio e alla tendenza all’avventura dei soggetti: quelli dall’andatura più spensierata erano ritenuti istintivi, quelli dall’andatura più composta erano considerati coraggiosi, quelli dall’andatura più rapida, invece, nevrotici e pavidi.

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