Sorpresa Mali: è terzo

La nuova geografia del calcio con la Serbia U20 in vetta al mondo

La nuova geografia del calcio con la Serbia U20 in vetta al mondo
Cronaca 20 Giugno 2015 ore 11:28

Com'è finito il Mondiale U-20 in Nuova Zelanda? Con due sorprese pazzesche. La prima: vince la Serbia battendo il Brasile. È la prima volta nella storia, e anche questo il segnale che il calcio è sempre più globalizzato. Mancano 2 minuti ai calci di rigore quando Maksimovic trova il gol del 2-1. Tonfo brasiliano. La seconda: il terzo posto del Mali. Sapevamo che la squadra di Fanyeri Diarra avesse possibilità di superare il girone, magari di arrivare ai quarti, ma addirittura di battere la Germania e poi il Senegal nella finale per il terzo posto, era una cosa che nessuno poteva prevedere. Trascinatore Adama Traore, 19 anni, centrocampista che gioca nel Lille e si è aggiudicato il premio come migliori giocatore. I tedeschi si sono fermati ai quarti di finale, e un po' fa strano perché erano partiti (come al solito) per vincerlo. L'Italia non c'era: gli azzurri non si qualificano dal 2011 (anno in cui raggiunsero i quarti di finale).

 

New Zealand Soccer U20 WCUP Brazil Serbia

 

Un Mondiale così così. È stato un bel Campionato del Mondo? Nì. Certo le sorprese non sono mancate. La Serbia è una nazione indipendente e l'ultimo successo da quelle parti l'avevano visto nel 1987, quando si chiamava ancora Jugoslavia. La scuola serba è tra le più importanti del mondo. Di più. La Serbia era arrivata all'appuntamento finale trascinando tre avversari diversi ai supplementari (l'Ungheria agli ottavi, gli Stati Uniti ai quarti, il Mali in semifinale). Possibile resistano anche questa volta? Sì. Contro i verde-oro, la Serbia controlla. Nel secondo tempo era stato Mandic a segnare il vantaggio, ma poi Andreas Pereira aveva fatto 1-1. Al 118esimo, prima che servano i calci di rigore, Zivkovic tocca per Maksimovic (che gioca nel Torino) e segna il gol della vittoria.

 

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L'Est è la chiave. A vincere il titolo di capocannoniere è stato Viktor Kovalenko insieme all'ungherese Bence Mervò (5 gol tutti e due). In questa edizione del mondiale, la 20esima, sono stati segnati 147 gol in tutto (quasi 3 a incontro) in 50 partite. In Serbia hanno festeggiato come si deve. Subito dopo il fischio finale gruppi di tifosi con bandiere hanno ballato e cantato nel centro di Belgrado. Messaggi di complimenti sono stati inviati alla nazionale serba dal presidente Tomislav Nikolic, dal premier Aleksandar Vucic e dal ministro Bdegli esteri Ivica Dacic.