«SI può crescere ancora»

La stagione del vivaio per Costanzi «Meritiamo un 7.5, sono severo»

La stagione del vivaio per Costanzi «Meritiamo un 7.5, sono severo»
01 Luglio 2019 ore 04:30

Con la stagione del settore giovanile che è terminata e i ragazzi che si stanno godendo il meritato riposo in attesa di ritrovarsi a Zingonia per la nuova annata, è arrivato il momento di tirare le somme. I campionati 2018/2019 del vivaio hanno regalato al pubblico di fede atalantina grandi emozioni e, insieme alla qualificazione in Champions della prima squadra, hanno contribuito a riscrivere la storia dell’Atalanta. Per capire meglio come è stata vissuta la stagione in società abbiamo sentito il responsabile del settore giovanile nerazzurro, Maurizio Costanzi, il quale ha valutato il lavoro svolto nelle varie categorie e ci ha anticipato alcune novità che verranno introdotte da settembre.

Direttore, si è conclusa una grande cavalcata con la vittoria dello scudetto Primavera dopo tanti anni di astinenza.

«È vero, avevamo vinto il tricolore con le squadre minori, però con l’Under 19 mancava da un po’. Negli ultimi quattro anni abbiamo disputato cinque finali, tre vinte e due perse. Siamo sempre stati lì con tutte le squadre, poi le partite secche certe volte ti premiano, altre no».

Facciamo un rapido bilancio squadra per squadra, partendo dai più piccoli. Si può parlare di fallimento, a livello di risultati, per quanto riguarda l’Under 15?

«Siamo stati al di sotto delle aspettative come espressione qualitativa del gioco e del valore dei singoli. Ci si aspettava sicuramente di più. Ci sono state difficoltà nel mettere insieme qualche ragazzo nuovo e nel giocare per i risultati. In Italia questa cosa è un po’ esasperata, infatti molte squadre non pensano a giocare a calcio, si preoccupano di non perdere. Non cerchiamo alibi, è un’annata che è andata così».

L’Under 16 invece si è fermata ai quarti di finale contro la Juventus.

«Abbiamo sbagliato la partita di andata subendo cinque gol. È stato un passivo esagerato, non c’era così tanta differenza di valori, e si è visto al ritorno. Per quanto riguarda il cammino in campionato, invece, ci sono stati alti e bassi. Qualche ragazzo si è confermato mentre altri devono fare meglio. A quell’età, però, è difficile aspettarsi continuità e prestazioni come i grandi».

Con l’U17 siete riusciti ad arrivare invece fino alla semifinale, poi persa contro l’Inter che ha vinto lo scudetto.

«Sì, l’Inter aveva qualcosa in più di noi. Siamo arrivati alla sfida cotti e provati, però l’Inter è una squadra più pronta, composta da alcuni giocatori più formati dei nostri. Secondo me il gruppo interista era il più qualitativo d’Italia».

Discorso a parte per la Berretti, che è stata sfortunata nella fase finale, dove ha pareggiato immeritatamente in casa contro il Torino terminando la stagione senza disputare la finale.

«La Berretti, con quella forma di fase finale un po’ ridicola, è stata penalizzata. In campionato abbiamo dimostrato di poter fare bene e sia nella partita contro il Torino che in quella col Sassuolo meritavamo la vittoria. È andata male. Il Torino è una società che…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 23 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 4 luglio. In versione digitale, qui.

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