Indiscrezioni

La virata di Sorte, Franco e Benigni È in arrivo l’addio a Berlusconi?

La virata di Sorte, Franco e Benigni È in arrivo l’addio a Berlusconi?
09 Ottobre 2018 ore 04:30

Un convegno di Forza Italia, dicevano. Peccato che del partito fondato nell’oramai lontano 1994 da Silvio Berlusconi, sabato 29 settembre, alla Fiera di Bergamo, non ci fosse nulla. Né i vessilli azzurri, né il nome del partito, ma nemmeno la presenza “berlusconiana” che ci si sarebbe attesi, a partire da Mariastella Gelmini, coordinatrice lombarda. Zero.

Sul palco invece, al fianco del consigliere regionale Paolo Franco e dei parlamentari Alessandro Sorte e Stefano Benigni, c’era Giovanni Toti, governatore della Liguria. E alle loro spalle, invece del simbolo degli azzurri, un nuovo slogan: «L’Italia Forte. Ricostruire il Paese, tornare a crescere». Non ci vuole certo un grande analista politico per intuire che, quindi, a Bergamo è andato in scena il primo atto di un terremoto che potrebbe colpire, da qui ai prossimi mesi, il partito di Berlusconi. In eventi come questi, le prime cose da analizzare per capire che sta succedendo sono due: le dichiarazioni e il rapporto presenze/assenze. Sulle prime, pochi dubbi: «Siamo grati a Berlusconi per questi 24 anni, ma oggi quella storia non può più essere personificata da chi si è autonominato profeta di quella cultura. Sono stanco di una classe dirigente che non si è mai candidata nemmeno a capo classe». Bordate firmate Toti e scagliate senza troppi complimenti contro i vertici di Forza Italia. Con tanto di applausi convinti di Franco, Sorte e Benigni, presenti a differenza di Gregorio Fontana e Alessandra Gallone, anche loro parlamentari bergamaschi azzurri ma convinti rappresentanti della “vecchia scuola”. E ad applaudire, nelle prime file, anche Alberto Ribolla e Luisa Pecce, ovvero i rappresentanti della Lega a Palazzo Frizzoni. Che sorridono mentre Toti si spende in lodi per «l’amico» Matteo Salvini.

Il quadro, dunque, pare abbastanza chiaro: Toti sta dando vita a un movimento (Italia Forte) libero dalle “catene” berlusconiane e desideroso di stringere nuove alleanze con il Carroccio. Conferme al riguardo arrivano anche da quanto riportato da Bergamosera, secondo cui la manifestazione è stata fatta nonostante la Gelmini fosse fortemente contraria, cosa che avrebbe causato anche un duro scambio di accuse tra la coordinatrice e gli organizzatori. In ogni caso, tutto questo non dovrebbe avere ripercussioni sulle prossime elezioni provinciali e cittadine. Tanto è la Lega ad avere le redini in mano…

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