Appello alle istituzioni

L’allarme degli ambulanti: «Il settore è in ginocchio. Insensato eliminare tutti gli eventi»

Giulio Zambelli, presidente di Anva Bergamo: «Alcune Amministrazioni, per il timore dei dati, stanno sospendendo già ora eventi in programma nel 2021»

L’allarme degli ambulanti: «Il settore è in ginocchio. Insensato eliminare tutti gli eventi»
23 Ottobre 2020 ore 18:54

L’andamento dei contagi e le nuove misure restrittive introdotte da Governo e Regioni preoccupano. A lanciare l’allarme sono Confesercenti e Anva Bergamo, l’associazione dei venditori ambulanti del territorio, che denunciano come ancora una volta venga colpito ed emarginato un settore, quello del commercio su area pubblica, già messo in grave difficoltà dalle limitazioni adottate fino ad oggi.

In particolare si fa riferimento allo stop di sagre e fiere sancito con il Dpcm emanato il 18 ottobre scorso e ribadito dal Pirellone con l’ordinanza firmata il 21 ottobre. «Siamo consapevoli che la salute pubblica debba venire prima di tutto e ribadiamo con forza l’impegno che abbiamo messo nell’adottare protocolli che offrano la massima garanzia in tema di sicurezza – sottolinea Giulio Zambelli, presidente di Anva Bergamo -, ma l’attuale situazione e lo scenario futuro mettono letteralmente in ginocchio il nostro settore dove è a rischio la sopravvivenza di migliaia di imprese».

Secondo le associazioni di categoria si tratta di una scelta incomprensibile, che mette in ginocchio un intero settore costituito dagli ambulanti e che fino ad oggi ha saputo organizzare in sicurezza, evitando assembramenti, eventi che già di per sé si svolgono all’aria aperta. «In questi mesi abbiamo collaborato positivamente con le Amministrazioni che avevano in programma sul loro territorio le fiere – spiega Zambelli – e spesso abbiamo trovato soluzioni efficaci per renderne sicuro lo svolgimento. Altre volte abbiamo invece constatato l’impossibilità logistica di garantire la sicurezza e, di conseguenza, abbiamo annullato gli eventi. Quello che diciamo con forza è che questo tipo di manifestazioni sono diversissime tra loro: ci sono fiere con più di cento banchi posizionati in strade strette e ci sono fiere di meno di dieci banchi in spazi enormi!».

«Eliminare tout court le fiere non ha senso – sottolinea il presidente di Anva Bergamo – si deve invece entrare nel merito di ogni singolo evento perché in questo settore ci lavorano migliaia di famiglie a livello nazionale e sul territorio bergamasco sono circa 500 le partite Iva coinvolte. Un’altra cosa che non riusciamo a capire è come alcune Amministrazioni decidano di sospendere già ora, sull’onda del timore e dei dati del momento, eventi in calendario per esempio a febbraio 2021. Ci sia consentito da ultimo un appello: come Associazione ci stiamo battendo a livello nazionale e regionale per far ottenere un ristoro economico alla categoria dei fieristi su area pubblica, a fronte del fatto che dallo scorso 23 febbraio non gli è permesso scendere in strada con i banchi di lavoro. Speriamo che qualcuno ci ascolti».

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