Lavori pubblici virtuosi

Lampioni “magnetici”, a Gandino la rivoluzione è luminosa. E il risparmio garantito

Un investimento di 800.000 euro per rinnovare l'illuminazione pubblica. Con le lampade ad induzione magnetica meno consumi, più durata e luce migliore.

Lampioni “magnetici”, a Gandino la rivoluzione è luminosa. E il risparmio garantito
Val Seriana, 05 Febbraio 2020 ore 07:30

Sono ormai alla fase operativa i lavori, programmati dal Comune di Gandino, per la riqualificazione dell’impianto di illuminazione pubblica, destinato a rivoluzionare aspetti tecnici ed economici di un servizio che contempla ben 1023 punti luce. «La tipologia delle lampade attuali – spiegano dal Comune, retto dal sindaco Elio Castelli – è prevalentemente a sodio ad alta pressione (SAP) e sono presenti una minima quantità di lampade a vapori di mercurio ad alta pressione (MBF). Il costo preponderante dell’intervento (che complessivamente supera gli 800.000) riguarda l’installazione di lampade a induzione magnetica, che garantiscono qualità e risparmio». Nel piano approvato ci sono interventi di manutenzione (verniciatura, sostituzione dei globi) per 50.000 euro, messa a norma (sostituzione cavi energia e quadri elettrici) per 221.000 euro ed efficientamento (la sostituzione lampade di cui sopra) per 366.000 euro.

«Con le lampade ad induzione magnetica – spiega l’assessore Paolo Tomasini, ingegnere – la durata delle lampade è addirittura doppia rispetto a quelle a Led e quindi i costi di manutenzione sono nettamente inferiori nel lungo periodo. Il principio di funzionamento fa sì che le lampade siano intrinsecamente più robuste in caso di, ad esempio, sbalzi di tensione, scariche elettriche e variazioni di temperatura. La resa cromatica e l’efficienza luminosa percepita (non secondarie nel suggestivo centro storico gandinese, ndr) offre una resa dei colori e delle scene illuminate superiore, a fronte di potenze inferiori».

L’induzione magnetica è ampiamente utilizzata da anni per l’illuminazione di ampi spazi industriali (capannoni, magazzini), civili (teatri, stazioni, aeroporti) e stradali (gallerie). Il principio di funzionamento è simile a quello delle lampade a fluorescenza e si basa su un principio fisico scoperto nel 1890 da Nikola Tesla che dimostrò la possibilità di generare la ionizzazione di gas fluorescenti senza l’uso di elettrodi, quindi senza scarica elettrica (come avviene invece nelle lampade impropriamente dette “al neon”); l’innesco di accensione viene dato da una bobina che genera un campo magnetico all’interno del bulbo. Poiché la vita delle lampade a scarica è dovuta al consumo degli elettrodi, l’assenza degli elettrodi nelle lampade ad induzione permette una durata d’esercizio più lunga di qualunque sistema illuminante. La durata di una lampada ad induzione magnetica, non avendo elettrodi ed altri punti critici, è dell’ordine delle 100.000 ore, corrispondente a oltre 25 anni d’esercizio.

Uno dei punti luce attualmente installati nel centro storico di Gandino

«Un altro punto a favore dell’induzione magnetica – aggiunge Tomasini – è un minore decadimento (cioè perdita di luminosità di una lampada) con il trascorrere del tempo. È un parametro importante perché si può avere una lampada che dura molto, ma che tuttavia perde una parte consistente della luminosità dopo poche ore di funzionamento. In questo caso ci si ritrova una lampada accesa che però emette molto meno luce del previsto o peggio ancora delle specifiche di progetto. Il decadimento della resa luminosa di una lampada a induzione magnetica è pari solo al 20 per cento in 90.000 ore di servizio. Un aspetto che ha limitato finora l’uso delle lampade a induzione in contesti civili è il maggior ingombro (cioè maggiore dimensione dei corpi illuminanti) che però in applicazione di illuminazione stradale non è così significativo».

Uno sguardo al portafoglio (o meglio alle casse comunali) suggerisce anche un importante risparmio. Grazie alla maggiore efficienza energetica delle nuove lampade è stato stimato un minore consumo di energia del 40/50 per cento con vantaggi sia economici (la spesa totale annuale per l’energia elettrica della pubblica illuminazione a Gandino è di circa 80.000 euro) che ambientali. Il bando per l’esecuzione di tutte le opere previste dal progetto e il servizio di manutenzione ordinaria per tre anni ha visto in gara ben 49 aziende di tutta Italia, attraverso la Centrale Unica di Committenza di Brescia. Aggiudicataria è stata la ditta CO.M.I. Srl di Napoli. La durata dei lavori è prevista in circa 6 mesi. Da segnalare che il Comune di Gandino sosterrà l’importante investimento grazie ai fondi derivanti dall’uscita (avviata nel 2015 e chiusa nel 2019) dalla Società Anita, che unisce una quarantina di comuni (con sede a Nembro) figlia della riorganizzazione di legge delle società Unigas Distribuzione e Blue Meta.

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