Cronaca
Vita e ombre di un genio

Picasso, il lato oscuro da scordare Così la nipote vende i suoi quadri

Picasso, il lato oscuro da scordare Così la nipote vende i suoi quadri
Cronaca 12 Gennaio 2015 ore 15:33

Marina Picasso, nipote di Pablo, ha deciso di vendere alcune delle opere del nonno. Non appena la notizia ha fatto il giro del mondo, collezionisti e appassionati si sono subito interessati alle tele che verranno presto messe all’asta. Si stima che la fortunata nipote del pittore potrebbe incassare da questa vendita una cifra che si aggira intorno ai 290 milioni di dollari. Secondo alcune fonti si tratta di almeno 7 quadri dell'artista tra cui un ritratto della prima moglie Olga, risalente al 1923 e intitolato Portrait de femme (Olga), il dipinto del 1921 Maternite, e Femme a la Mandoline (Mademoiselle Leonie assie) del 1911. All’asta non ci saranno solo quadri ma anche la famosa villa di Cannes di Picasso, chiamata La Californiè.

Fino a qui parrebbe non esserci nulla di strano, se non fosse che la vendita non è motivata da particolari ristrettezze economiche della proprietaria. Anzi, il famoso pittore spagnolo ha lasciato somme agli eredi che fanno venire davvero il capogiro. Allora, perché decidere di vendere le opere di un familiare tanto illustre, che con il tempo non avrebbero fatto altro che aumentare il loro valore? La ragione, brutta da dirsi, è per allontanare ogni traccia possibile che ricordi la presenza del noto artista. In sostanza, Marina Picasso ha un solo desiderio: lasciarsi alle spalle un passato doloroso, fatto di brutti ricordi e tante tristezze. Già, perché come ha spiegato la nipote, suo nonno era un uomo che «portò alla disperazione tutti coloro che lo circondavano». Frasi forti, ma che la donna ripete da anni.

 

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Vita di un genio. Tutti noi conosciamo Pablo Picasso attraverso i quadri e le brevi descrizioni che abbiamo letto nei manuali di storia dell’arte. È considerato un genio della pittura (e della scultura), oltre che fondatore di diverse correnti artistiche. Leggenda vuole che la prima la prima parola pronunciata dal piccolo Pablo non sia stata la tradizionale «mamma», ma «piz!», da «lapiz», che significa matita. Naturale il fatto che, prima ancora di parlare, aveva già da tempo incominciato a disegnare. La sua lunga vita ha tutti i tratti di un indimenticabile romanzo, costellata da un’ infinità di amori e di notti passate a disegnare, ideare e produrre opere che sono oggi ammirate e riconosciute nei musei più famosi di tutto il mondo. Celebre la frase da lui stesso pronunciata in più occasioni: «A dodici anni sapevo disegnare come Raffaello, però ci ho messo tutta una vita per imparare a dipingere come un bambino».

Il lato oscuro. Accanto all’affascinate personalità che oggi ancora in molti ammirano e studiano, Picasso aveva anche un lato più oscuro, tenebroso e pieno di misteri. A svelarlo ci ha pensato proprio Marina Picasso, con un libro uscito nel 2002 dedicato alla vita di suo nonno. I toni con cui la nipote ha messo per iscritto ricordi e aneddoti non sono stati proprio dei più delicati. Anzi. Ne è emerso il ritratto spietato di un uomo definito «un essere diabolico, snob, frivolo, un despota, un distruttore, un vampiro che viveva in una prigione dorata, un uomo incapace di amare. Come un malato di bulimia, divorava la vita, le cose e le persone».

 

 

Nonostante diversi storici e critici d’arte abbiano spiegato questi toni come esagerazioni di una nipotina delusa che riversa sul celeberrimo nonno tutte le colpe possibili e immaginabili, in realtà è lunga la lista delle persone che vissero al fianco di Picasso e furono vittime del suo temperamento. Si potrebbe partire con le donne amate. La prima moglie Olga Kokhlova, nonna di Marina, visse gli ultimi anni della sua vita, così racconta Marina, «umiliata, macchiata, degradata dai molteplici tradimenti del marito che mai le chiese perdono, neppure sul letto di morte». Dora Maar, fotografa e per lungo tempo al fianco di Pablo, morì da sola e in miseria. Marie Thérése Walter, modella francese e amante del pittore, si impiccò nel suo garage. Tragica fine anche per Jacqueline Roque, ultima compagna di Picasso che si sparò in testa.

Anche i suoi figli furono segnati dal comportamento del padre. Il figlio primogenito Pablo, per esempio, era sempre canzonato con frasi di questo genere: «Sei un mediocre, un buono a nulla e sempre lo sarai!». Tra i nipoti, invece, chi maggiormente soffriva di questa situazione era il fratello di Marina, che pochi giorni dopo la morte del nonno ingerì della candeggina, che lo portò alla morte dopo tre mesi di agonia.

 

 

Insomma, da un lato c’è la bellezza di opere che hanno fatto la storia dell’arte e che ci hanno tenuto con lo sguardo fisso per decine e decine di minuti. In alcuni casi anche ore. Quei colori, forme e soggetti così tanto vissuti e interpretati sono veramente lo specchio di un uomo che non ha mai smesso di cercare un’armonia e un senso di questo nostro vivere quotidiano. Dall’altro, il ritratto di un uomo che in pochi conoscevano. Almeno fino alle rivelazioni di Marina.