Emergono nuove testimonianze sulla vita di Valentina Sarto, 41 anni, uccisa a coltellate dal marito in via Pescaria il 18 marzo. Gli agenti della squadra mobile della Questura hanno sentito le amiche più vicine alla donna, tra cui Silvia Spinelli di Cene, che fu anche la sua testimone di nozze. La preoccupazione di chi le stava vicino era molta: anche le amiche, come Moris Panza (uomo di Almenno San Bartolomeo con cui la vittima aveva una relazione da febbraio) avevano più volte insistito affinché lei andasse via da casa.
Valentina, come riporta L’Eco di Bergamo, sembra che volesse comunque continuare a stare vicina a Vincenzo Dongellini, il marito 49enne, nonostante non lo amasse più. L’uomo, ex magazziniere da due anni in disoccupazione, soffriva di depressione ed era in cura da una psichiatra. Quando le crisi depressive si facevano più pesanti, hanno raccontato gli amici, lui si chiudeva in casa.
Oggi l’esame autoptico per chiarire l’esatta dinamica della morte
Oggi, venerdì 20 marzo, verrà ascoltata la psichiatra che aveva in cura Dongellini. Sentito anche il medico di base, sembra tuttavia che non ci fosse nulla in grado di far presagire una reazione così violenta nel 49enne, che lo scorso 18 marzo ha inferto dalle sei alle otto coltellate a Valentina, almeno due delle quali alla gola.
Il coltello, arma del delitto, è stato ritrovato ricoperto di sangue sul letto, insieme a un secondo, pulito. Entrambi sono stati sequestrati insieme a un terzo coltello, più piccolo, che Dongellini avrebbe usato per infliggersi ferite ai polsi dopo aver ingerito candeggina, nel tentativo di togliersi la vita. Agli agenti, il 49enne ha dichiarato che anche la donna aveva un coltello, ma non è ancora stato accertato.
L’omicidio, secondo le ricostruzioni, sarebbe avvenuto attorno alle 10 del mattino. Poco prima di mezzogiorno, e quindi diverse ore più tardi, ha chiamato la figlia di 22 anni (avuta da una precedente relazione). I vigli del fuoco che sono accorsi sul posto, hanno trovato la porta di casa chiusa.
Nel primo esame condotto dal medico legale del Papa Giovanni non è stato possibile chiarire se l’aggressione sia avvenuta alle spalle o di fronte, ma sembra non ci sia stata alcuna colluttazione. Questa mattina, venerdì 20 marzo, verrà effettuata l’autopsia che chiarirà sia il numero di ferite che la dinamica e l’ora esatta della morte.
Ora, Dongellini si trova in carcere, dopo aver passato la notte in ospedale. Interrogato mercoledì sera dal Pm con il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Questo pomeriggio, o domani mattina, verrà invece interrogato dal Gip per la convalida.