Luogo simbolo per tante persone

Le foto della fine all’Italcementi (come un gigante triste ad Albino)

Le foto della fine all’Italcementi (come un gigante triste ad Albino)
01 Giugno 2019 ore 05:00

Un ex cementificio abbandonato, l’Italcementi di Albino, ora in fase di demolizione, diventa ispiratore d’arte visiva grazie all’esplorazione video e fotografica, anche con l’utilizzo di droni, di due giovani di Pradalunga, Enrico Azzola e Rocco Bergamelli. Un viaggio alla scoperta di una storica struttura per raccontare con le immagini un luogo, di lavoro e memoria, in tutti i suoi dettagli fermi nel tempo: forni del cemento, uffici e stabili dimenticati, segni di epoche distanti e presenti. Ora che le ruspe velocemente trasformeranno in macerie l’intero lotto industriale, queste immagini resteranno a testimonianza di ciò che è stato.

 

[Da sinistra, Rocco Bergamelli ed Enrico Azzola]

 

Enrico Azzola, 22 anni, studia Ingegneria edile a Dalmine. Appassionato di fotografia, utilizza macchina e drone. Racconta: «Con gli amici ho sviluppato questa passione per l’esplorazione di luoghi abbandonati, in particolare quelli dal forte sentimento storico, per far rivivere situazioni passate in chiave moderna: entrare in ambienti ricoperti da polvere e calcinacci ma che hanno ancora tanto da raccontare». L’altro esploratore, Rocco Bergamelli, si presenta così: «Ho 22 anni, anch’io sono appassionato di fotografia, sia di drone che di macchina, ho studiato fotografia e grafica a Bergamo, ora studio musica e arte, sempre in città. Io ed Enrico siamo dello stesso paese, Pradalunga (le cave di Pradalunga sono un continuo con quelle di Albino il cui terminale lavorativo era lo stabilimento Italcementi, ndr), ci siamo sempre frequentati e abbiamo condiviso la passione per il cammino e l’esplorazione di parecchi posti abbandonati, come ad esempio le Cave, l’Italcementi e altri stabilimenti, tutti luoghi visitati, attratti dal particolare fascino che emanano. Le nostre visite sono sempre condotte da un punto di vista esplorativo e avventuroso, andare cioè alla scoperta di realtà per noi nuove da vivere e documentare di quanto ne rimane».

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Cosa avete trovato nell’ex Italcementi?

«Abbiamo trovato il complesso industriale molto vuoto, erano rimasti giusto dei basamenti e i grandi macchinari che non si potevano asportare. Strutturalmente era messo molto bene – continua Rocco -, chiaramente c’erano polvere e calcinacci per terra. In alcuni settori abbiamo constatato la rimozione di cavi, per probabili furti di rame visti i resti di roghi trovati. Quando si visitano questi luoghi la scoperta è…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 49 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 30 maggio. In versione digitale, qui.

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