Amarezza

Le Frecce Tricolori non passano in Val Seriana: «Ci aspettavamo più attenzione»

Prima la richiesta dei parlamentari leghisti Belotti e Pergreffi, oggi la lettera della Comunità Montana: «Poteva essere un segno di affettuoso rispetto per i defunti. I fumi tricolori sarebbero diventati simbolicamente la carezza della Nazione al numero esorbitante di bare che hanno devastato i nostri occhi e il nostro cuore»

Le Frecce Tricolori non passano in Val Seriana: «Ci aspettavamo più attenzione»
Val Seriana, 26 Maggio 2020 ore 17:56

Un modo per abbracciare l’Italia in questo momento di grande difficoltà, ma anche di speranza dopo la paura e il dolore che il Coronavirus ha portato. A partire da ieri (25 maggio), le Frecce Tricolori hanno avviato un tour per la Penisola, che si concluderà simbolicamente il 2 giugno con il passaggio nei cieli di Roma in occasione della Festa della Repubblica, dato che ovviamente quest’anno non si terrà l’abituale parata.

Il passaggio delle frecce tricolori sopra piazza Duomo a Milano

Il tour è iniziato con il sorvolo simbolico di Codogno, prima zona rossa d’Italia, e poi Trento, Torino, Aosta e Milano. Oggi, invece, le acrobazie delle Frecce si sono viste a Genova, Firenze, Perugia e L’Aquila. C’è chi, però, avrebbe voluto che la Pattuglia acrobatica nazionale facesse tappa anche nei cieli di quei Comuni più colpiti dal Covid, in Bergamasca. Ieri, i parlamentari orobici della Lega Daniele Belotti e Simona Pergreffi hanno scritto al riguardo al Presidente della Repubblica Mattarella e al ministro della Difesa, Lorenzo Guerini: «Spiace constatare che, a parte Codogno, le zone più martoriate non siano state incluse in questo “giro della memoria”: Bergamo, Brescia, Cremona, Piacenza, insieme a Lodi, sono le realtà che, loro malgrado, hanno pagato più di altre. Ci permettiamo quindi di chiederVi un piccolo sforzo: aggiungete un altro giorno in questo tour per toccare le province più colpite, in modo da regalare a chi ha perso tantissime persone care, familiari e amici, un momento per guardare in cielo ricordando chi non c’è più. Sarebbe sicuramente un bel gesto».

Una richiesta a cui, nella giornata di oggi, si è accodata anche la Comunità Montana Valle Seriana, con una lettera a firma del presidente Giampiero Calegari indirizzata al presidente Mattarella, al premier Conte, al prefetto di Bergamo Ricci e al comandante delle Frecce Tricolori, Gaetano Farina.

Le Frecce Tricolori a Firenze

«Anche qui in Val Seriana, come in tutta Italia, applaudiamo all’iniziativa di far sorvolare l’intero Paese dalle Frecce Tricolori “per ricordare le vittime della pandemia e testimoniare la gratitudine verso tutti gli operatori che si sono fortemente impegnati in questo delicato periodo di emergenza”. Non c’era modo migliore per celebrare il 74° anniversario della proclamazione della Repubblica, perché gli aerei della Pattuglia Acrobatica Nazionale hanno la capacità attrattiva di emozionarci e di rafforzare il nostro senso di appartenenza e di orgoglio per la Patria.

È bello questo “speciale giro d’Italia che tocca tutti i capoluoghi di regione e in aggiunta Loreto, dove si trova la Beata Vergine Patrona degli Aeronauti, e Codogno, il primo comune italiano in cui è esplosa l’emergenza Coronavirus”. È altamente significativo che l’evento voglia “abbracciare simbolicamente con i fumi tricolori tutta la Nazione, in segno di unità, solidarietà e di ripresa”.

Noi però qui in Valle Seriana, in questo territorio tra i più martoriati d’Italia, in questa bella valle così operosa e ricca di tenaci risorse non solo economiche, ma soprattutto umane, ci aspettavamo un omaggio simbolico al gran numero di vittime qui causato dall’epidemia. Pensavamo che l’attenzione anche soltanto ai dati statistici, ben inferiori a quelli reali, fosse doverosa. Abbiamo pagato un tributo crudele, abbiamo perso intere generazioni, abbiamo visto i nostri morti strappati in modo straziante dagli affetti e andarsene nell’angosciante smarrito silenzio che li ha privati anche dell’ultimo saluto.

Quello delle Frecce Tricolori che sorvolava questa terra poteva essere un segno di affettuoso rispetto per loro e i fumi tricolori sarebbero diventati simbolicamente la carezza della Nazione al numero esorbitante di bare che hanno devastato i nostri occhi e il nostro cuore».

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